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martedì 3 giugno 2014

Fecondazione: da associazioni criteri per chi ricorre a eterologa

Roma Indicazioni per le coppie che ricorrono alla fecondazione eterologa. In vista del convegno ‘La tutela della salute per le coppie infertili e sterili dopo le sentenze della Corte Costituzionale’, in programma il 5 giugno a Roma nella Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio, le associazioni organizzatrici Hera Onlus di Catania e Sos Infertilità Onlus di Milano hanno elaborato alcuni criteri relativi alle coppie riceventi la donazione dei gameti.

Queste le indicazioni: 1) I pazienti che ricorrono alla donazione dei gameti non possono scegliere in alcun modo il donatore; 2) Si tiene conto solo delle caratteristiche di razza dei pazienti; 3) I pazienti che ricevono la donazione dei gameti verranno indicati da una condizione di mancanza di gameti propri o da condizioni genetiche dei propri gameti che mettono a rischio la salute del nascituro; 4) Sono compresi fra i riceventi la donazione dei gameti tutti i pazienti oncologici che sottoponendosi a terapie antitumorali hanno perso la capacità riproduttiva, se non hanno preventivamente crioconservato i propri gameti. L’azione dei farmaci contro il cancro danneggia, il più delle volte in maniera irreversibile, la produzione dei gameti di questi pazienti. Ricorrere alla donazione dei gameti in questi casi rappresenta l’unica possibilità per avere un figlio; 5) Sono candidate a ricevere la donazione tutte le coppie in cui le donne presentano una condizione di menopau sa precoce.

E ancora: 6) Sono candidate a ricevere la donazione di gameti tutte le coppie che, per motivi genetici o malattie di altra origine, non riescono a produrre embrioni sani, oppure presentano patologie che causano una riduzione nel numero e nella qualità dei gameti (esempio: endometriosi), esponendosi ad uno stato di infertilità con aborti ripetuti o alla sterilità assoluta; 7) La donna ricevente non deve avere superato la soglia di 50 anni, che segna mediamente l’ingresso in menopausa. Ciò è coerente con l’art. 5 della legge 40/2004, nel quale si stabilisce che possono accedere alla procreazione medicalmente assistita coppie maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile.

“Si tratta - sottolinea Rossella Bartolucci, presidente di Sos Infertilità - di regole e normative ormai consolidate in altre legislazioni. L’applicazione di tali criteri consentirà anche in Italia di procedere alla fecondazione eterologa con efficace sicurezza e con ogni garanzia di tutela, superando le obiezioni di carattere giudirico-bioetico e rendendo pienamente effettivo il diritto alla genitorialità”.

Fecondazione: Svizzera, diagnosi preimpianto anche per sindrome Down

Roma La diagnosi preimpianto sugli embrioni, condotta durante le procedure di fecondazione assistita per scongiurare la trasmissione di malattie ereditarie gravi al nascituro, dovrebbe poter essere utilizzata in Svizzera anche per determinare la presenza di anomalie cromosomiche come la trisomia 21, o sindrome di Down. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale per 119 voti a 65, con 6 astensioni, seguendo il parere della sua Commissione.

Per Jacques Neirynck (PPD/VD) non è logico permettere la diagnosi prenatale per determinare la presenza nel feto di anomalie cromosomiche e vietarla invece sugli embrioni in vitro. Grazie a simili screening, ha sostenuto Fathi Derder (PLR/VD), si evita il ricorso all’interruzione di gravidanza.

Calcio: De Laurentiis, Figc matrigna e in Europa siamo figli di un Dio minore

Roma, 3 giu. - (Adnkronos) "Il calcio è figlio di questo Paese, una Federcalcio matrigna, e da noi finanziata. Il connubio tra Lega e Federcalcio ci ha portato a un calcio figlio di un Dio minore a livello europeo". A dirlo è il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, intervenuto oggi a Roma alla presentazione del libro 'Il calcio conta - Annuario di infografiche nel palloneì scritto da Gianfranco Teotino, Michele Uva e Niccolò Donna.

"Nel 1986 le squadre in A erano 16. Perché l'Europa League? Noi ci siamo sbracciati per chiedere perché non venissero portate a 6 le squadre in Champions League per Italia, Spagna, Germania e Inghilterra. Perché si devono far fratturare le caviglie ai giocatori costringendoli a tante partite? Che senso ha?", si domanda il patron della squadra partenopea, che poi parla del presidente della Figc, Giancarlo Abete: "E' una persona a modo che ha dato inizio a un nuovo corso. Vive in maniera antica i castighi che deve propagare a chi lo finanzia. Ho saputo che ha castigato la Serie A, non ascoltando, e all'improvviso ha abolito le comproprietà. La Figc ha sempre tenuto la mano sulla testa del calcio italiano. Serve guardare al futuro e creare un'economia del calcio che permetta ai presidenti di essere veri imprenditori, l'Inghilterra ad esempio sta diventando preda dei cinesi di tanti soldi poco chiari".

Keira Knightley: «I miei figli? Mai enfant prodige!»

Keira Knightley non vorrebbe mai che i suoi figli intraprendessero la carriera di attori da giovani.

La star 29enne non è ancora madre ma ha già le idee chiare sul tipo di educazione che vorrebbe dare ai suoi bambini insieme al marito James Righton, musicista dei Klaxons.

«Oh, ne sono sicura al cento percento. Le direi di non provarci nemmeno! Sarei 150 milioni di volte scoraggiante!», ha risposto a ELLE la Knightley alla domanda se spingerebbe mai la figlia a fare l'attrice fin dalla tenera età.

«L'adolescenza dev'essere vissuta nel privato. Devi essere libero di ubriacarti come un matto, finire in situazioni comiche e fare errori! È fatta di queste cose e bisogna viversela pienamente».

D'altra parte l'attrice ha vissuto questa esperienza sulla sua stessa pelle, poiché è salita alla ribalta da giovanissima grazie a film com e «Sognando Beckham» del 2002. Keira non ha rimpianti di alcun tipo, ma si è trovata in difficoltà a gestire la grande pressione del successo e le critiche sul suo aspetto fisico.

«Sinceramente, non rimpiango nulla: non vorrei una vita diversa da quella che ho vissuto, ma essendoci passata... per un lungo periodo i giornalisti mi dicevano: “Beh sei un'attrice di m***a, sei anoressica e la gente ti odia”. Tutto questo per una teenager è un dramma!”».

Cover Media

Foggia, esplode palazzina: due morti e 4 feriti, salvo un bimbo

Foggia, 3 giu. (LaPresse) - Due persone sono morte e quattro sono rimaste ferite nell'esplosione di una palazzina in via Edmondo De Amicis a Foggia. Lo scoppio è avvenuto nella notte. Le vittime sono Giuseppina Fiore, 29 anni, e suo marito Luigi Veneziano, 37 anni. Ferito il loro figlio di 3 anni, che ha riportato lesioni non gravi guaribili, secondo i medici che lo hanno curato, in 15 giorni. Gravemente ustionato, ma non in pericolo di vita, anche Antonio Morelli, 85 anni, che abitava nell'appartamento vicino a quello delle vittime. Gli altri due feriti sono Alberto Capolongo, 62 anni, e la moglie Rosa Anna Ricucci, 63 anni, che abitavano nell'alloggio al piano superiore. Secondo la prima ricostruzione della polizia e dei vigili del fuoco, intervenuti sul posto, l'esplosione che ha sventrato due appartamenti al piano terra dello stabile è stata provocata da una fuga di gas.

lunedì 2 giugno 2014

Spagna, re Juan Carlos abdicherà a favore del figlio Felipe

MADRID (Reuters) - Il re di Spagna Juan Carlos abdicherà dopo quasi 40 anni di regno a favore del figlio, il principe Felipe. Lo ha detto oggi il primo ministro Mariano Rajoy in un annuncio a sorpresa.

"Sua Maestà, re Juan Carlos, mi ha appena comunicato la sua volontà di rinunciare al trono", ha detto Rajoy.

Un tempo molto popolare, Juan Carlos, di 76 anni, contribuì all'indolore passaggio della Spagna alla democrazia negli anni '70 dopo la dittatura di Francisco Franco ma, ultimamente, ha perso molti consensi a causa di numerosi scandali di corruzione e gaffe.

Sua figlia, la principessa Cristina, e il martio Inaki Undargarin, sono sotto inchiesta per corruzione.

Il re, cagionevole di salute e con numerosi interventi chirurgici all'anca all'attivo, si farà da parte per ragioni personali, ha detto Rajoy.

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Minori, arrivati a Roma 136 bambini adottati in Kazakistan

Roma, 1 giu. (LaPresse) - Dopo la felice conclusione della vicenda congolese arrivano in Italia 136 bambini dal Kazakistan. I bimbi sono arrivati a Roma da Astana e prima di prendere ciascuno la strada della nuova famiglia adottiva, tutti i bambini sono stati ospitati dall'ambasciata a Roma.

Nei suoi 5000 metri quadri di verde sono stati allestiti giochi, animazione, buffet per le famiglie adottanti e per i nuovi arrivati. "I bambini kazaki - spiega l'ambasciatore Andrian Yelemessov - e quelli italiani hanno le stesse esigenze: grande vitalità, voglia di giocare e di crescere e sono curiosi, intelligenti. Compongono una grande nazione universale dei bambini, e ci obbliga a comportarci bene, a vivere con rispetto per l’ambiente e con amore per gli animali, a ritrovare la gioia per la famiglia".

Minori, arrivati a Roma 136 bambini adottati in Kazakistan

Roma, 1 giu. (LaPresse) - Dopo la felice conclusione della vicenda congolese arrivano in Italia 136 bambini dal Kazakistan. I bimbi sono arrivati a Roma da Astana e prima di prendere ciascuno la strada della nuova famiglia adottiva, tutti i bambini sono stati ospitati dall'ambasciata a Roma.

Nei suoi 5000 metri quadri di verde sono stati allestiti giochi, animazione, buffet per le famiglie adottanti e per i nuovi arrivati. "I bambini kazaki - spiega l'ambasciatore Andrian Yelemessov - e quelli italiani hanno le stesse esigenze: grande vitalità, voglia di giocare e di crescere e sono curiosi, intelligenti. Compongono una grande nazione universale dei bambini, e ci obbliga a comportarci bene, a vivere con rispetto per l’ambiente e con amore per gli animali, a ritrovare la gioia per la famiglia".

Minori, arrivati a Roma 136 bambini adottati in Kazakistan

Roma, 1 giu. (LaPresse) - Dopo la felice conclusione della vicenda congolese arrivano in Italia 136 bambini dal Kazakistan. I bimbi sono arrivati a Roma da Astana e prima di prendere ciascuno la strada della nuova famiglia adottiva, tutti i bambini sono stati ospitati dall'ambasciata a Roma.

Nei suoi 5000 metri quadri di verde sono stati allestiti giochi, animazione, buffet per le famiglie adottanti e per i nuovi arrivati. "I bambini kazaki - spiega l'ambasciatore Andrian Yelemessov - e quelli italiani hanno le stesse esigenze: grande vitalità, voglia di giocare e di crescere e sono curiosi, intelligenti. Compongono una grande nazione universale dei bambini, e ci obbliga a comportarci bene, a vivere con rispetto per l’ambiente e con amore per gli animali, a ritrovare la gioia per la famiglia".

domenica 1 giugno 2014

Minori, arrivati a Roma 136 bambini adottati in Kazakistan

Roma, 1 giu. (LaPresse) - Dopo la felice conclusione della vicenda congolese arrivano in Italia 136 bambini dal Kazakistan. I bimbi sono arrivati a Roma da Astana e prima di prendere ciascuno la strada della nuova famiglia adottiva, tutti i bambini sono stati ospitati dall'ambasciata a Roma.

Nei suoi 5000 metri quadri di verde sono stati allestiti giochi, animazione, buffet per le famiglie adottanti e per i nuovi arrivati. "I bambini kazaki - spiega l'ambasciatore Andrian Yelemessov - e quelli italiani hanno le stesse esigenze: grande vitalità, voglia di giocare e di crescere e sono curiosi, intelligenti. Compongono una grande nazione universale dei bambini, e ci obbliga a comportarci bene, a vivere con rispetto per l’ambiente e con amore per gli animali, a ritrovare la gioia per la famiglia".