Cerca nel blog

venerdì 5 agosto 2011

SALUTE: PC DISTOLGONO BIMBI DA LIBRI E DANNEGGIANO CAPACITA' LETTURA

(ASCA) - Roma 2 ago - I computer sottraggono il tempo dedicato ai libri e danneggiano la capacità di lettura dei bambini. E' quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Gothenburg (Svezia) coordinati da Monica Rose'n.
La ricerca, condotta su bambini di 9-10 anni residenti in Italia, Svezia, Stati Uniti e Ungheria, ha dimostrato che i pc hanno danneggiato la capacità di lettura dei più piccoli: al contrario di quanto avvenuto in Italia e Ungheria, infatti, dove le performance dei bimbi sono costantemente migliorate, a partire dal 1991 in Svezia e negli Usa sono peggiorate, proprio in concomitanza con la maggiore diffusione dei computer.
noe/sam/alf

SALUTE: UNICEF CELEBRA SETTIMANA ALLATTAMENTO SENO, RIDUCE MORTE BIMBI

(ASCA) - Roma, 1 ago - Durante la settimana mondiale dedicata all'allattamento al seno, l'Unicef ''si impegna a promuovere i benefici dell'allattamento al seno anche al di fuori degli ambulatori e delle sale parto, ad un pubblico più ampio quindi, per assicurarsi che i giovani sia nei paesi in via di sviluppo e nei paesi più ricchi possano capire l'importanza dell'allattamento al seno molto prima di diventare genitori''.

L'allattamento al seno, spiega l'organizzazione in una nota, 'è direttamente collegato alla riduzione del numero di morti di bambini sotto i cinque anni, ma nei paesi in via di sviluppo solo il 36 per cento dei bambini sono allattati esclusivamente al seno fino al compimento del 6° mese di vita''. Con così tanto in gioco, afferma Anthony Lake, direttore generale dell'Unicef, ''dobbiamo fare di più per raggiungere le donne con un semplice, potente messaggio: l'allattamento al seno può salvare la vita del tuo bambino.
Nessun altro intervento di prevenzione è più efficace per ridurre il numero di bambini che muoiono prima di raggiungere il loro quinto compleanno''.
I vantaggi dell'allattamento al seno per la sopravvivenza dei bambini, la loro crescita e il loro sviluppo sono d'altronde ben noti. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che l'allattamento al seno potrebbe portare ad una riduzione del 13 per cento delle morti dei bambini sotto i cinque anni se soltanto i neonati fossero nutriti esclusivamente con il latte materno per i primi 6mesi di vita e a questo fossero integrati altri alimenti fino al compimento del primo anno.
com-map/cam/bra

SALUTE: ANORESSIA IN GB COLPISCE ANCHE BIMBI 5 ANNI

(ASCA-AFP) - Londra, 1 ago - L'anoressia in Gran Bretagna ha colpito negli ultimi tre anni oltre 100 bambini tra i cinque e i sette anni. Un dato allarmante diffuso dai gruppi che lottano contro i disturbi alimentari che risulta comunque sottostimato a causa del rifiuto di alcuni ospedali del servizio sanitario nazionale di diffondere cifre e informazioni a riguardo.
Secondo queste stime, 197 bambini tra i 5 e i 9 anni sono stati ricoverati in ospedale in Inghilterra per disturbi del comportamento alimentare (come anoressia e bulimia) e le organizzazioni che lottano contro questi problemi affermano che in molti casi all'origine di queste malattie c'è l'influenza che subiscono i bambini dalle fotografie sulle riviste di moda.

I dati, che prendono in esame i casi degli ultimi tre anni in 35 ospedali, mostrano come 98 bambini al momento del ricovero avevano tra i 5 e i sette anni e 99 ne avevano 8 o non più di nove. Circa 400 pazienti, invece, avevano tra i 10 ed i 12 anni e oltre 1.500 tra i 13 ed i 15 anni.
Secondo una ricerca condotta dagli esperti dell'Istituto sanitario per l'infanzia dell'University College di Londra, tre bambini su 100 mila sotto i 13 anni soffrono in Gran Bretagna e Irlanda di un qualche tipo di disturbo alimentare.
Susan Ringwood, direttore dell'organizzazione B-eat, ha commentato le cifre sottolineando come vi sia ''un trend allarmante'' nella società di oggi con i più piccoli che ''interiorizzano'' i messaggi lanciati dai magazine e dalle riviste che promuovono come modello quello di una magrezza esagerata.
ghi/cam/alf

Amy Winehouse voleva diventare madre "Stava per adottare una bimba di St. Lucia"

Londra, 31 luglio 2011 - Aveva ancora tanti progetti Amy Winehouse, la cantante morta a soli 27 anni la scorsa settimana a Londra. Uno di questi era adottare una bimba a St. Lucia, l'isola caraibica dove aveva a lungo soggiornato nel tentativo di disintossicarsi.

"Avrebbe voluto essere mia mamma", ha detto al Sunday Mirror la piccola Dannika Augustine, 10 anni, che aveva incontrato la Winehouse proprio sull'isola.

Secondo il tabloid domenicale la cantante aveva già comprato un biglietto per andare a visitare Dannika nei prossimi giorni e la nonna della bambina ha detto al giornale che Amy aveva avviato le pratiche legali per l’adozione.

Dannika viveva in povertà con la madre che a malapena riusciva a darle da mangiare quando Amy l’aveva presa sotto la sua ala protettrice durante uno dei molti soggiorni a St. Lucia degli ultimi due anni.

Bimbo muore travolto da televisore

(ANSA) - TERNI, 30 LUG - E' morto nel pomeriggio nell'ospedale di Terni il bimbo di due anni trasportato in ambulanza da Norcia intorno alle 14 dopo che - stando alle prime ricostruzioni - mentre stava giocando, sarebbe stato travolto da un televisore (un vecchio modello) nella casa in cui stava trascorrendo una vacanza con la sua famiglia, residente a Pescara. E' stata la mamma la prima a soccorrerlo. I medici dell'ospedale ternano, dopo un primo tentativo di rianimarlo, lo hanno invano operato.

Estate: Osp.Bambino Gesù a maturati 2011, donate il sangue

(ANSA) - ROMA, 27 LUG - ''Donare il sangue è la migliore prova di maturità''. Con questo slogan, gli esperti dell'Ospedale Pediatrico di Roma Bambino Gesù lanciano un appello ai 495.771 ragazzi e ragazze italiani che quest'anno hanno sostenuto gli esami di maturità con successo, affinché donino il sangue prima del grande esodo estivo.
Lasciati alle spalle gli esami di maturità 2011, per la stragrande maggioranza dei maturati, sottolineano gli esperti, è tempo di ''passare all'incasso''. Che si tratti dell'ultimo regalo da bambini o del primo regalo da adulti, il ''premio per la maturità' è da mesi argomento di negoziazione tra genitori e figli. Tra le richieste più gettonate: auto, moto, tablet, viaggi e per le ragazze interventi estetici.
Ma a fronte di tali richieste, l'Ospedale Bambino Gesù ricorda come donare il sangue sia un ''gesto di amore, di senso civico e di attenzione verso la propria salute e verso quella degli altri che può rappresentare il primo gesto consapevole dell'età adulta e inaugurare una sana abitudine per il resto
della vita''.
Se le donazioni di sangue sono necessarie per le strutture sanitarie e ospedaliere lungo tutto il corso dell'anno, e l'appello degli esperti, ''nella stagione estiva l'esigenza diventa ancora maggiore specie per una realtà come l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in cui l'attività salvavita e di chirurgia di eccellenza non conosce soste''.(ANSA).

martedì 2 agosto 2011

La bimba che vede il mondo in bianco e nero

Tyla Rich vede il mondo in bianco e nero. Otto anni, gallese, è afflitta da acromatopsia, una malattia che colpisce uno ogni 33 mila e che impedisce la normale visione a colori. I genitori di Tyla, Kara e Grame, si accorsero che qualcosa non andava quando lei era un bebè. «La tenevo in braccio e mi sono accorta che i suoi occhi guizzavano qua e là. L'abbiamo portata subito dal dottore e poi all'ospedale, dove ci dissero che era cieca», ha raccontato la madre. «Per un anno l'abbiamo trattata come se non potesse vedere niente ma poi abbiamo capito che Tyla poteva vedere più di quanto i dottori avevano immaginato. Ha cominciato a seguirci e a guardarci quando parlavamo».

La sua condizione la rende particolarmente sensibile alla luce solare, costringendola a indossare un paio di occhiali con le lenti rosse quando va in giro. A casa, invece, le finestre sono quasi sempre oscurate. I genitori temevano che potesse crescere isolata, ma, per ora, non è così. Va a scuola con i suoi fratelli, si impegna in tutte le attività extracurriculari e si comporta come qualunque altro alunno. Kara ha creato un blog sulla figlia, per spiegare al mondo la sua situazione e per aiutarla a fare nuove amicizie. «Tyla vorrebbe tanto conoscere altri bambini nelle sue stesse condizioni, qualcun altro che sappia esattamente come vive lei».

source: it.notizie.yahoo.com

lunedì 1 agosto 2011

Salute: studio, bimbe meno brave con i numeri se mamme credono nei cliche'

Roma, 25 lug. (Adnkronos Salute) - Piccole Einstein solo se la mamma è convinta delle capacità delle bambine. A rivelarlo è una ricerca guidata dall'università di Bologna, di prossima pubblicazione sull' 'Developmental Psychology', rivista dell'Associazione degli psicologi americani. Secondo lo studio, le possibilità che una bambina diventi un piccolo genio della matematica dipendono dai 'cliché' di genere della mamma.
"Se questa infatti pensa che con i numeri se la cavino meglio i maschi - afferma lo studio - sua figlia otterrà punteggi fino al 15% inferiori rispetto alle coetanee le cui mamme rigettano con forza lo stereotipo. Nessun influenza, invece, sembrano avere le opinioni dei papà".
"E' sorprendente che già a 5 anni le bambine possano essere inconsapevolmente condizionate da stereotipi relativi al genere - afferma Carlo Tomasetto, ricercatore dell'ateneo bolognese e coautore dello studio - ancora più sorprendente, per un profano, è forse che il condizionamento si attivi solo se, prima dei test di matematica, alle bambine viene chiesto di disegnare una figura femminile".
Per svelare il legame tra pregiudizi e performance scolastica lo studio, condotto su 124 bambine tra i 5 e i 7 anni, ha sottoposto le bimbe, prima del test di matematica, al racconto di una storia. A un gruppo la protagonista femminile è stata descritta fortemente stereotipata, mentre in un altro era sostanzialmente neutra. Le bambine sono quindi state invitate a fare un disegno relativo al racconto appena ascoltato.
Parallelamente ai genitori è stato fatto compilare un questionario nel quale, tra l'altro, si chiedeva loro se "i maschi di solito sono più portati delle femmine in matematica" e se "le femmine di solito sono più brave nelle materie artistiche e linguistiche che in matematica". Nonostante in media i genitori tendessero a rigettare gli stereotipi, l'indagine ha sottolineano come "circa un terzo ha ammesso di riconoscersi nei cliché". Alle maestre, inoltre, è stato chiesto un giudizio sul rendimento scolastico in matematica.
Analizzando l'esito del test, a cui sono stati sottoposti figli e genitori, i ricercatori si sono accorti che il rendimento in matematica si abbassava tanto più erano forti gli stereotipi di genere delle madri, fino ad arrivare ad uno scarto del 15% nel caso delle mamme con maggiori pregiudizi. Secondo lo studio questo effetto è "riscontrabile solo nelle bimbe che prima del test hanno disegnato la figura femminile. Se le mamme rigettano con decisione lo stereotipo, al contrario, le bimbe mantengono lo stesso livello di prestazione, qualunque sia la storia ascoltata e il disegno realizzato".
"Quando nei pensieri delle piccole si richiama la loro identità di appartenenza - spiegano i ricercatori - si riattivano tutte le idee e gli stereotipi collegati. Così la spiegazione che poi offrono dell'influsso negativo sulla performance ha a che vedere con lo stress indotto dall'ansia da prestazione".
Ecco che se le bambine temono di sbagliare, "perché hanno inconsapevolmente assimilato la convinzione che la matematica non sia pane per i loro denti - avvertono i curatori della ricerca - si concentrano con più fatica e tendono davvero a fare più errori nei quesiti più difficili. Il fenomeno interessa peraltro tutte le scolare: brave o somare che siano".
"Già qualche anno fa - segnalano - alcuni economisti italiani avevano dimostrato come il successo in matematica delle donne fosse strettamente legato al loro grado di emancipazione. In alcuni paesi nordici il 'gap' coi maschi risulta di fatto azzerato - concludono i ricercatori - e in alcuni casi ribaltato (Islanda), mentre in Paesi come l'Italia, Turchia o Grecia è ancora piuttosto pronunciato".

venerdì 29 luglio 2011

Estate: mal d'auto per 1 bambino su 10, ecco come prevenire nausea

Roma, 29 lug. (Adnkronos Salute) - L'esodo del fine settimana può trasformarsi in un incubo per un bambino su dieci. "Tanti, infatti, sono quelli afflitti da mal d'auto. Un disturbo che però può essere prevenuto, con una serie di accorgimenti".

Parola del pediatra di Milano, Italo Farnetani, che suggerisce di evitare l'assunzione di liquidi, dall'acqua ai succhi e al latte, nelle 4 ore precedenti alla partenza. "In questo modo - dice Farnetani all'Adnkronos Salute - si soffrirà un po' la sete, ma si eviterà che il bimbo rimetta in viaggio. Certo, se il percorso è lungo, si può concedere poca acqua, ma solo dopo che il piccolo ha mangiato un cibo solido, dal panino, alla pizza, alla schiacciatina".

Altro consiglio, mantenere l'abitacolo fresco "grazie all'aria condizionata. Inoltre bisognerebbe guidare in modo lineare, senza troppe accelerazioni, e fare uno stop ogni 2 ore consentendo al bambino di scendere.

Infine è importante distrarre il piccolo passeggero durante il viaggio: dunque si può ricorrere a racconti e canzoni - conclude il pediatra - per interessarlo e tenere lontano il mal d'auto".

giovedì 28 luglio 2011

Pediatria: sbagliato 'sculacciare' bimbi, rischio piccoli 'Pinocchio'

Roma, 28 lug. (Adnkronos Salute) - Per educare un bambino meglio uno sculacciata o il rigore di un rimprovero? Due scelte che spesso mettono in difficoltà i genitori alle prese con i pargoli troppo vivaci. Dubbiosi se usare le maniere forti o preferire altre strade, prima fra tutte il dialogo. Secondo uno studio canadese punire duramente i piccoli può ridurre la loro intelligenza emotiva e la capacità del bambino di capire dove ha sbagliato, per modificare autonomamente il proprio comportamento. A rivelarlo è Victoria Talwar della McGill University di Montreal (Canada).

"Questi metodi - afferma lo specialista - possono far rispettare al bimbo le regole nel breve periodo. Perchè ha paura di essere picchiato. Ma a lungo termine la scelta dello schiaffo fallisce nel fargli comprendere le vere ragioni della disciplina". Secondo lo studio questo tipo di educazione potrebbe portare a livelli più bassi di autocontrollo del bambino e ridurre la probabilità che saranno interiorizzare le regole decise dai genitori. E in futuro i bimbi finirebbero per assomigliare a Pinocchio, diventando più bugiardi rispetto ai coetanei, ma anche di sviluppare comportamenti anti sociali.

La ricerca ha monitorato 63 bambini di due scuole private in Africa occidentale, tra i cinque e i sei anni. In una struttura sono state utilizzate punizioni corporali quando ad esempio gli alunni avevano dimenticato una matita o interrompevano la lezione. Mentre nell'altra sono stati utilizzati metodi diversi, come avvertimenti verbali o 'time-out'. Tutti i bambini provenivano dalla stessa zona e avevano condizioni sociali simili. Inoltre i loro genitori erano d'accordo sull'utilizzo di punizioni 'violente', pur sapendo che nelle scuole non erano usate. Ai giovani sono state assegnate una serie di attività per testare le capacità di eseguire un compito.

I risultati, pubblicati sulla rivista 'Social Development', hanno mostrato come i ragazzi che hanno evitato le punizioni corporali hanno ottenuto un punteggio significativamente più alto in queste attività rispetto a quelli che erano stati puniti. Per Victoria Talwar, "I risultati suggeriscono che un ambiente educativo duramente punitivo può provocare ripercussioni negative a lungo termine sull'intelligenza verbale bambini". "Stiamo esaminando - afferma Kang Lee, dell'università di Toronto (Canada) e co-autore della ricerca - se il fatto di punire ogni giorno i ragazzi potrà avere altri impatti negativi sulla crescita dei bambini. Ad esempio: renderli più bugiardi o indurli a comportamenti anti sociali. Inoltre - prosegue Lee - stiamo indagando le conseguenze a lungo termine delle punizioni corporali. Soprattutto nei ragazzi che vivono in strada. Quale sviluppo potrebbe prendere il loro comportamento tra 5 o 10 anni?". "I risultati - concludono gli esperti - sono coerenti con le evidenze dimostrate in altre ricerche nelle quali è stato segnalato come la disciplina punitiva può rendere i bambini immediatamente attenti, ma anche ridurre la probabilità che in futuro le regole dettate dalla famiglia saranno interiorizzate in maniera corretta. Questo, a sua volta, può tradursi in una diminuzione di autocontrollo quando i bambini saranno più grandi". Questo studio dimostra che le punizioni corporali non insegnano ai bambini come comportarsi o a migliorare il loro apprendimento. "A breve termine - concludono - le maniere forti non hanno effetti negativi, ma se ripetute nel tempo, non risolvono i problemi dei bambini vivaci".