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venerdì 6 dicembre 2013

Fecondazione: studio Usa, sempre più bebè' 'singoli' con Fiv

Roma, 6 dic. (Adnkronos Salute) - In frenata il 'boom' di nascite multiple dovuto al ricorso alle tecniche di fecondazione assistita (Fiv) e in aumento quelle di bebè 'singoli'. Almeno negli Stati Uniti, dove gli esperti dei Centers for Disease Control and Prevention e di altre istituzioni scientifiche hanno esaminato le tendenze delle nascite negli Stati Uniti dal 1971 al 2011, pubblicando un nuovo studio sul 'New England Journal of Medicine'. Gli autori del rapporto attribuiscono questo cambiamento all'applicazione delle nuove linee guida che sollecitano i medici a trasferire solo uno o al massimo due embrioni nelle pazienti che sperano di rimanere incinta.

Un orientamento emerso la prima volta dalla Society for Assisted Reproductive Technology nel 1998, lo stesso anno in cui i tassi di 'triplette', ma anche di nascite di 4-5 gemelli insieme, hanno raggiunto il picco negli Stati Uniti. Nel complesso, le nascite plurime sono passate dall'1,8% nel 1971 al 3,5% nel 2011, soprattutto fra le donne più avanti con gli anni. Ma rappresentano un problema dal punto di vista medico, perché comportano maggiori rischi per le donne e i bambini, scrivono gli autori dello studio. Per non parlare delle importanti conseguenze finanziarie per le famiglie. In passato, però, i medici optavano spesso per il trasferimento di 3 o più embrioni durante la fecondazione in vitro per aumentare le probabilità di avere almeno un nato vivo. Grazie ai progressi delle tecniche di fertilizzazione artificiale, invece, i tassi di successo sono aumentati, ed è diventato più semplice per gli specialisti convincere le pazienti a trasferire solo uno o due embrioni.

I medici che eseguono la fecondazione in vitro sono tenuti a comunicare i dati al National Assisted Reproductive Technology Surveillance System. Esaminandoli, gli esperti hanno calcolato che nel 1998 venivano trasferiti 3 o più embrioni nel 79% dei casi. Nel 2011, la percentuale è calata al 24%. Come risultato, il tasso di 'triplette' si è ridotto del 79% in questo periodo. Inoltre, sempre nel 1998, solo il 6% dei cicli prevedeva l'impianto di un solo embrione, mentre nel 2011 la percentuale è salita al 21%. Ancora, il 48% delle nascite di 3 o più bambini era dovuto a Ivf, come anche il 10% delle nascite gemellari. Nel 2011 si è scesi al 32% nel primo caso e si è saliti al 17% nel secondo.

giovedì 5 dicembre 2013

Ospedali: al Bambino Gesu' premio pubblicita' per 'Mettici il cuore'

(ASCA) - Roma, 5 dic - Sono stati l'Ospedale pediatrico Bambino Gesu' di Roma e Dove, noto brand della multinazionale Unilever, ad aggiudicarsi l'XI edizione del Premio San Bernardino per la pubblicita' socialmente responsabile. La cerimonia di premiazione ha avuto luogo nell'Auditorium ''Beato Giovanni Paolo II'' della Pontificia Universita' Urbaniana a Roma, al termine di due sessioni di workshop sul complesso rapporto tra etica e advertising cui sono intervenuti esperti del mondo della comunicazione. 'Mettici il cuore', lo spot dell'Ospedale Bambino Gesu', che concorreva nella sezione no profit, e' stato premiato ''per l'uso delicato e sapiente di un cartoon efficace, originale nell'idea, ma realmente vicino e comunicativo al mondo dei bambini e dei sostenitori grazie anche ad una animazione capace di commuovere e coinvolgere''. ''Il nostro e' un piccolo contributo che ha voluto dare visibilita' a un caso sociale di eccellenza italiana, trasmettendo al contempo un messaggio positivo; quando poi l'obiettivo e' cosi' importante, si e' contenti di lavorare, letteralmente, con il cuore'', ha commentato Pino Rozzi, direttore creativo esecutivo dell'agenzia 1861united produttrice dello spot. Il video virale di Dove, ''Camera Shy'', che, invece, partecipava nella sezione profit, ha ricevuto il riconoscimento perche', ''pur veicolando un messaggio commerciale, e' riuscito a comunicare efficacemente, in modo moderno, multiculturale e multigenerazionale un forte messaggio sociale, quale l'accettazione di se'. Lo spot invita in modo gioioso a riscoprire la bellezza, tipicamente infantile, di specchiarsi senza complessi nella telecamera''. Tra le campagna finaliste di questa XI edizione, figuravano Lilt Ferrara - Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori; Croce Rossa Italiana e Lega del Filo d'Oro; Gruppo FS Italiane e Fondazione Veronesi; Nickelodeon e Telefono Azzurro Onlus. red/mpd

Pediatria: al Bambino Gesu' Roma straniero un baby-paziente su 10

Roma, 5 dic. (Adnkronos Salute) - Un piccolo paziente su dieci in cura al Bambino Gesù di Roma è di origine straniera. Ogni anno si registrano circa 10.000 dimissioni di minori stranieri, pari all'11% delle dimissioni totali. Di queste, circa 1.000 riguardano pazienti non italiani affetti da malattie rare. Mentre oltre la metà delle mediazioni culturali offerta dall'ospedale pediatrico è in lingua araba.

Sono alcuni dei numeri illustrati nel corso del convegno 'L'Ospedale pediatrico Bambino Gesù incontra la comunità musulmana', dedicato al tema dell'accoglienza del bambino straniero e in particolare al modello assistenziale offerto dal Bambino Gesù per le patologie complesse, con le testimonianze di famiglie e pediatri musulmani. Molti pazienti stranieri, infatti, provengono da Paesi arabi, sommandosi alla crescente comunità musulmana ben radicata a Roma e in Italia. Una situazione che "richiede attenzioni nuove sia sul piano clinico-assistenziale che sul piano culturale", riflettono i sanitari.

La popolazione pediatrica di cittadinanza straniera costituisce un quota particolarmente significativa al Bambino Gesù, pari all'11% del totale dei pazienti dimessi. Una percentuale che sale al 13% se si prende in considerazione l'attività in regime ordinario, ossia i ricoveri che durano più di un giorno. Tra il 2010 e il 2012 i bambini stranieri dimessi dal Bambino Gesù sono stati oltre 30.000, a fronte delle 379.226 dimissioni totali. Nell'86% dei casi si tratta di bambini iscritti al Servizio sanitario nazionale. Il 42% dei pazienti stranieri proviene dai Paesi dell'Unione europea, il 15% dall'Europa centro orientale, il 9% dall'Africa settentrionale e dall'America centro meridionale, l'8% dall'Asia centro meridionale.

L'assistenza a questi pazienti risulta più complessa rispetto alla media ospedaliera, e si caratterizza per una durata della degenza media superiore. Non a caso l'ospedale del Gianicolo offre, tra i vari servizi, una rete di strutture alloggiative a titolo gratuito, che permette di fronteggiare le richieste delle famiglie bisognose. I nuclei familiari vengono assistiti sia prima dell'accesso in ospedale che durante la degenza.

Il servizio di mediazione culturale, inoltre, accoglie le famiglie straniere indicando di volta in volta la via migliore da seguire per destreggiarsi durante la permanenza in Italia. Per le famiglie di religione musulmana, in particolare, c'è la possibilità di avere vitto personalizzato nei contenuti e nei tempi, nonché di accedere al ministro di culto prescelto tramite il cappellano dell'ospedale. Previsti anche percorsi particolari per la cura delle mamme. Negli ultimi 4 anni le richieste di mediazioni culturali in lingua araba sono state oltre 2.300 su 4.500, pari al 52% delle richieste totali.

Salute: al Bambino Gesu' e' straniero un piccolo paziente su dieci

(ASCA) - Roma, 5 dic - Un piccolo paziente su dieci in cura al Bambino Gesu' e' di origine straniera. Ogni anno si registrano circa 10.000 dimissioni di minori stranieri, pari all'11% delle dimissioni totali. Di queste, circa 1000 riguardano pazienti non italiani affetti da malattie rare. Mentre oltre la meta' delle mediazioni culturali offerta dall'Ospedale Pediatrico e' in lingua araba. Sono alcuni dei numeri illustrati nel corso del convegno ''L'Ospedale pediatrico Bambino Gesu' incontra la comunita' musulmana'' dedicato al tema dell'accoglienza del bambino straniero e in particolare al modello assistenziale offerto dal Bambino Gesu' per le patologie complesse, con le testimonianze di famiglie e pediatri musulmani. Molti pazienti stranieri, infatti, provengono da Paesi arabi, sommandosi alla crescente comunita' musulmana ben radicata a Roma e in Italia. Una situazione che richiede attenzioni nuove sia sul piano clinico-assistenziale che sul piano culturale. La popolazione pediatrica di cittadinanza straniera costituisce un quota particolarmente significativa al Bambino Gesu', pari all'11% del totale dei pazienti dimessi. Una percentuale che sale al 13% se si prende in considerazione l'attivita' in regime ordinario, ossia i ricoveri che durano piu' di un giorno. Tra il 2010 e il 2012 i bambini stranieri dimessi dall'Ospedale Bambino Gesu' sono stati oltre 30.000, a fronte delle 379.226 dimissioni totali. Nell'86% dei casi si tratta di bambini iscritti al Servizio Sanitario Nazionale. Il 42% dei pazienti stranieri proviene dai Paesi dell'Unione Europea, il 15% dall'Europa centro orientale, il 9% l'Africa settentrionale e dall'America centro meridionale, l'8% l'Asia centro meridionale. L'assistenza a tale tipologia di pazienti risulta piu' complessa rispetto alla media ospedaliera e si caratterizza per una durata della degenza media superiore. L'Ospedale offre, tra i vari servizi, una rete di strutture alloggiative a titolo gratuito, che permette di fronteggiare le richieste delle famiglie bisognose. I nuclei familiari vengono assistiti sia prima dell'accesso in Ospedale che durante la degenza. Il servizio di mediazione culturale accoglie le famiglie straniere indicando di volta in volta la via migliore da seguire per destreggiarsi durante la permanenza in Italia. Per le famiglie di religione musulmana, in particolare, c'e' la possibilita' di avere vitto personalizzato nei contenuti e nei tempi nonche' di accedere al ministro di culto prescelto tramite il Cappellano del'Ospedale. Previsti anche percorsi particolari per la cura delle mamme. Negli ultimi 4 anni le richieste di mediazioni culturali in lingua araba sono state oltre 2300 su 4500, pari al 52% delle richieste totali. red/mpd

mercoledì 4 dicembre 2013

Salute: malattie tiroide sottostimate in bimbi, non riconosciuta 1 su 3

(ASCA) - Roma, 4 dic - Presentano sintomi che talora possono essere male interpretati e attribuiti ad esempio alla crescita, all'adolescenza, a periodi di stress scolastico. Stanchezza, sonnolenza, ipersonnia, bradicardia o tachicardia, irritabilita' e disturbi dell'umore sono i segni delle piu' comuni malattie della tiroide che colpiscono anche la popolazione infantile, con una marcata preferenza per il sesso femminile. Il picco dell'insorgenza avviene intorno alla seconda infanzia, verso i 12 anni, complice anche l'interferenza della maturazione sessuale. Eppure 1 bambino/ragazzo su tre riceve la diagnosi corretta con 12-24 mesi di ritardo. Un gap da colmare affinando la capacita' di fare diagnosi differenziale. ''Le due patologie tiroidee piu' frequenti sono la tiroidite di Hashimoto, disturbo su base autoimmune che consiste nella formazione di anticorpi contro la tiroide e forme cliniche che vedono l'insorgenza di ipotiroidismo e in alcuni casi si puo' manifestare con ipertiroidismo'' spiega Francesco Chiarelli, Direttore della Clinica Pediatrica dell'Universita' di Chieti e Presidente della Societa' Europea di Endocrinologia Pediatrica (ESPE). ''Disturbi da non sottovalutare e che presentano un certo grado di comorbidita' con patologie come il diabete di tipo 1 e la celiachia. Il momento piu' delicato? ''E' certamente l'adolescenza, quando alla ghiandola tiroidea si richiede un 30% in piu' della propria attivita', anche a causa dello sviluppo degli ormoni sessuali estrogeni e testosterone'' risponde lo specialista. ''Ecco allora che e' possibile osservare un rallentamento nella crescita staturale o alterazioni del ciclo mestruale che possono essere attribuite alla giovane eta'. In presenza di sintomi anche sfumati e' opportuno un semplice dosaggio ormonale da effettuare su un campione di sangue. La terapia dell'ipotiroidismo consiste in una supplementazione di ormone di facile somministrazione, mentre per le forme di iperfunzione della tiroide si ricorre a farmaci anti-tiroidei come il ''metimazolo'. Rimane comunque sempre opportuna una supplementazione di iodio attraverso il consumo di sale iodato nella popolazione generale''. L'ipotiroidismo congenito interessa circa 1 neonato ogni 1000 bambini e puo' avere diverse cause: dalla ''agenesia' della tiroide in cui in epoca fetale non si verifica il corretto sviluppo della ghiandola che quindi rimane assente, all''ectopia' ossia ad una anomala localizzazione della tiroide. Caso che puo' verificarsi in quanto durante la gravidanza la tiroide nasce nell'angolo mandibolare e intorno al 6*-7* mese di gestazione migra nella sua sede definitiva. Altra causa di problemi congeniti e' rappresentata dai difetti di produzione degli ormoni tiroidei a causa di alterazioni enzimatiche. In Italia lo screening su tutta la popolazione neonatale e' in vigore dai primi anni '70 e dal 1976 esiste un Registro Nazionale presso l'Istituto Superiore di Sanita' che ha permesso di conoscere l'esatta epidemiologa del fenomeno: su circa 500mila bambini nati in Italia ogni anno, circa 300 ricevono diagnosi di patologie congenite alla nascita e vengono trattati tempestivamente entro due settimane. red/mpd

Ricerca: lo studio, con papà assenti si modifica comportamento figli

Roma, 4 dic. (Adnkronos Salute) - Anche se la tecnologia sembra andare verso concepimenti 'hi-tech' - con uno o addirittura tre genitori - oggi per fare un bimbo occorrono ancora un maschio e una femmina. Se però finora molti studi hanno indagato sul valore della figura materna, pochi si sono concentrati sull'importanza del padre. Un vuoto colmato da una ricerca canadese del McGill University Center: l'assenza del padre durante periodi di crescita 'critici', spiegano gli autori, altera il comportamento e le attitudini sociali dei figli. Influendo sia sulla loro neurobiologia che sul comportamento, e rendendoli più aggressivi. Specie le femmine. La ricerca, condotta sui topi, è stata pubblicata su 'Cerebral Cortex'. Si tratta del primo studio in grado di collegare l'assenza paterna con le capacità sociali e a correlarla con cambiamenti fisici nel cervello.

"Anche se abbiamo utilizzato dei topi, i risultati sono estremamente rilevanti per gli esseri umani", assicura l'autrice dello studio, l'italiana Gabriella Gobbi, ricercatrice specializzata in malattie mentali e tossicodipendenze e professore associato presso la Facoltà di Medicina della McGill University. "Abbiamo usato degli animali particolari, i topi California, che sono monogami e si occupano della prole insieme", proprio come "alcune popolazioni umane".

Gobbi e i suoi colleghi hanno confrontato il comportamento sociale e l'anatomia del cervello di topi allevati da entrambi i genitori con quello di coetanei seguiti solo dalle loro madri. Ebbene, i topolini senza padre avevano interazioni sociali anomale ed erano più aggressivi rispetti agli altri. Effetti che, segnalano i ricercatori, erano anche più marcati nelle femmine. Quelle cresciute senza padre sono risultate anche più sensibili a un farmaco stimolante, le anfetamine. "I deficit comportamentali che abbiamo osservato sono coerenti con gli studi sui bambini cresciuti senza un padre," dice Gobbi.

"Questi bambini, infatti, hanno dimostrato di avere un aumentato rischio di comportamenti devianti e, in particolare, proprio le ragazze hanno dimostrato di essere più a rischio di abuso di sostanze. Ciò suggerisce che questi topi sono un buon modello per capire come questi effetti si presentano negli esseri umani". Inoltre nei cuccioli senza padre il team ha individuato difetti nella corteccia prefrontale, una parte del cervello che aiuta a controllare l'attività sociale e cognitiva, ed è legata ai deficit comportamentali.

"Questa è la prima volta che una ricerca dimostra che la privazione della figura paterna durante lo sviluppo influisce sulla neurobiologia della prole," dice Gobbi. Questi risultati dovrebbero indurre i ricercatori a indagare più a fondo sul ruolo dei padri durante le fasi critiche della crescita e suggeriscono, concludono gli studiosi, che entrambi i genitori sono importanti nello sviluppo e nella salute mentale dei bambini.

martedì 3 dicembre 2013

Calcio: cori bambini, giudice sportivo multa la Juventus

Milano, 3 dic. - (Adnkronos) - Il giudice sportivo ha sanzionato la Juventus con un'ammenda di 5000 euro per gli insulti che i ''giovanissimi'' tifosi bianconeri hanno indirizzato a Zeljko Brkic, portiere dell'Udinese, nel match di domenica pomeriggio. Il club torinese ha aperto le curve, chiuse per cori di discriminazione territoriale, ai baby tifosi. Alcuni bambini, nel corso della sfida, hanno accompagnato con un insulto ('m....') i rinvii del portiere friulano. Il giudice Gianpaolo Tosel, come si legge nel comunicato ufficiale, ha comminato al sanzione ''alla società Juventus per avere suoi (giovanissimi...) sostenitori rivolto ripetutamente ad un calciatore della squadra avversaria un coro ingiurioso''.

lunedì 2 dicembre 2013

Pediatria: studio, con 'pasticci' su seggiolone bimbi imparano nomi cibi

Roma, 2 dic. (Adnkronos Salute) - Attenzione, genitori: più il vostro bambino fa pasticci giocando con il cibo sul seggiolone, più lui o lei sta imparando. Ricercatori dell'Università dell'Iowa hanno infatti verificato come, attorno ai 16 mesi di età, i bimbi siano molto facilitati nell'apprendere parole quando si trovano in una situazione familiare e divertente, come appunto il momento della pappa, con variazioni di 'pastrocchi'. Ne parlano sulla rivista 'Developmental Science'.

Secondo Larissa Samuelson, professore associato di Psicologia all'ateneo americano, questo avviene "quando sono sul seggiolone perchè in quel momento hanno familiarità con l'ambiente, cosa che li aiuta a ricordare e a utilizzare le nozioni". Nell'articolo Samuelson e il suo team spiegano di aver testato la loro idea esponendo un gruppo di bimbi di 16 mesi a 14 oggetti non solidi, soprattutto cibi e bevande come succo di mela, budino e zuppe. Hanno presentato gli elementi e dato loro nomi inventati, come 'dax' o 'kiv'. Un minuto dopo, hanno chiesto ai bambini di identificare lo stesso cibo in diverse dimensioni e forme.

Non sorprende - notano gli esperti - che i bambini che hanno anche 'testato' i vari oggetti toccandoli con le mani, 'spalmandoli' sul seggiolone e anche portandoli alla bocca abbiano successivamente fatto la corretta associazione con gli ipotetici nomi dei vari cibi. Ma niente paura, concludono gli autori, lo studio semplicemente conferma come l'esplorazione dell'ambiente faciliti l'arricchimento del vocabolario. "Potrebbe sembrarvi che il vostro piccolo stia semplicemente imbrattando il seggiolone - dicono - invece sta ricavando informazioni dalle sue azioni".

Vip: Melissa Satta su twitter, aspettiamo un bambino

Roma, 2 dic. (Adnkronos) - "Aspettiamo un bambino! Siamo felici di annunciare a tutti voi che presto ci sarà un altro membro della famiglia satteng. with love M. KP Mj". Lo scrive su twitter l'ex velina Melissa Satta, fidanzata del calciatore dello Schalke 04, il tedesco naturalizzato ganese Kevin Prince Boateng. Nei giorni scorsi era circolata una foto su Instagram che ritraeva Satta con una casacca ampia che sembrava potesse nascondere una gravidanza. Lo stesso calciatore posta sul suo profilo twitter l'annuncio della gravidanza della fidanzata in tre lingue, tedesco, italiano e inglese.

Cinema: Zhang Yimou ammette, ho violato politica figlio unico

Roma, 2 dic. - (Adnkronos) - Il celebre regista cinese Zhang Yimou ha ammesso di avere violato la politica cinese del 'figlio unico', rivelando di essere padre di tre figli. Lo riferisce il sito del quotidiano spagnolo 'El Mundo', citando un comunicato diffuso dallo stesso Zhang, in cui il regista di 'Lanterne Rosse' ha dichiarato di essere pronto ad accettare le indagini e a pagare le eventuali multe. Le dichiarazioni di Zhang arrivano dopo che le autorità preposte alla pianificazione familiare nella città di Wuxi, dove il regista risiede con la famiglia, avevano avviato delle indagini chiamando il regista a rispondere delle accuse rivoltegli nelle ultime settimane.

Zhang ha anche chiesto scusa per il suo comportamento e ha criticato 'alcune persone' che hanno diffuso informazioni false sul suo conto. Il regista ha amesso che i media hanno il diritto di informare, ma ha osservato che le false notizie diffuse sul suo conto hanno avuto un impatto negativo sulla sua famiglia, e ha annunciato che lui e sua moglie, Chen Ting, intendono avviare azioni legali. Lo scorso maggio, sui social network cinesi si diceva che Zhang, 61 anni, avesse almeno sette figli, tre con la sua attuale moglie, un altro con la sua ex moglie e gli altri tre avuti da due diverse amanti.

Se fossero vere queste voci, la multa per Zhang potrebbe arrivare anche a 26 milioni di dollari (19 milioni di euro). Secondo le leggi cinesi, infatti, non si può avere più di un figlio per famiglia. Una politica, quella del 'figlio unico', che la Cina applica da tre decenni per combattere la sovrappopolazione del Paese. Due settimane fa il governo cinese ha però annunciato un ammorbidimento su questo fronte, permettendo alle coppie di avere un secondo figlio, a patto che almeno un genitore sia a sua volta figlio unico.