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venerdì 9 settembre 2011

Salute: il pediatra, ok a dieta vegetariana, sempre piu' diffusa tra bambini

Roma, 9 set. (Adnkronos Salute) - "La dieta vegetariana è sempre più diffusa in Italia. Adottata ormai da milioni di adulti, quest'abitudine alimentare è destinata a coinvolgere un numero crescente di bambini. Di qui la necessità, soprattutto da parte dei pediatri, di informarsi e di approfondire il tema. Tanto più che l'alimentazione svolge nell'infanzia un triplice ruolo: accrescimento, sviluppo e prevenzione. Adottare sin da subito corrette abitudini alimentari equivale ad investire sulla salute dei bimbi". Queste le considerazioni di Claudio Maffeis, docente di pediatria presso l'Università di Verona ed esperto in alimentazione, organizzatore del convegno 'Nutrizione, metabolismo e diabete nel bambino e nell'adolescente', in programma oggi e domani presso il Policlinico Rossi di Verona.
La dieta vegetariana presenta tuttavia il rischio di carenze nell'apporto di particolari nutrienti, criticità che Maffeis spiega così all'Adnkronos Salute: "Sottolineo che tutti i potenziali benefici della dieta vegetariana, anche e soprattutto nell'infanzia, si neutralizzano se questo tipo di alimentazione non garantisce un adeguato apporto di tutti i principi nutritivi. Per questa ragione ribadisco il mio no alle diete 'fai da te', a maggior ragione se si tratta di regimi vegetariani, che espongono un po' di più al rischio di insufficienze nutritive o caloriche. Una buona dieta vegetariana, insomma, andrebbe sempre studiata e bilanciata affidandosi alle cure di un pediatra esperto in nutrizione".
Sorge così la necessità di sensibilizzare sull'argomento, ancor prima dei genitori, gli stessi pediatri. "Scopo del nostro convegno è proprio quello di fornire informazioni aggiornate sulla dieta verde nell'età della crescita. Mostreremo agli specialisti che i possibili rischi della dieta vegetariana, i quali peraltro interessano quasi esclusivamente i bambini che adottano una dieta vegana - e quindi non i cosiddetti lacto-ovo vegetariani - potrebbero riguardare, semmai, la carenza di alcuni nutrienti specifici, ad esempio sali minerali e qualche vitamina. Elementi, questi, che possono comunque essere agevolmente reintrodotti, a mezzo di specifici integratori, su consiglio del pediatra, il quale - non si stanca di ribadire Maffeis - deve seguire scrupolosamente la dieta del bambino, a maggior ragione se vegano".
Ferma restando la raccomandazione di affidarsi sempre ad uno specialista, allora, ecco i potenziali vantaggi di una corretta dieta vegetariana, secondo l'esperto: "Il 30% dei nostri bimbi è oggi in sovrappeso, e 1 su 10 addirittura obeso. Questi gravi problemi alimentari derivano da un apporto calorico eccessivo, il quale peraltro, al contrario di quel che si potrebbe pensare, espone comunque a carenze di alcuni nutrienti. Quantità, infatti, non significa anche qualità, e cioè equilibrio e varietà di elementi nutritivi".
"La dieta vegetariana, garantendo a parità di volume di cibo ingerito un minore apporto calorico, può assicurare l'assunzione di tutti i nutrienti necessari, e contribuire al contempo all’abbattimento dei rischi di sovrappeso e obesità".

Salute: Veronesi, vegetariani si può e si deve, anche da bambini

Milano, 9 set. (Adnkronos Salute) - "Vegetariani si può, vegetariani si deve. Anche da bambini". Parola di Umberto Veronesi. L'oncologo, paladino della dieta verde, promuove il trend che vede un aumento dei piccoli italiani allevati 'a carne zero'. Rispetto ai coetanei onnivori "sono più sani, hanno un quoziente intellettivo almeno equivalente e si ammalano di meno già all'asilo, perché hanno difese immunitarie migliori". Senza contare che "crescono più magri". I vegetariani "pesano in media circa il 10% in meno", ricorda lo scienziato, e 'dribblano' così le patologie legate ai chili di troppo come il diabete. Chi rinuncia a mettere gli animali nel piatto è "dal 20% all'80% più protetto dalle malattie cardiovascolari, il 40% più protetto dal cancro e dal 20% al 60% più protetto dall'ipertensione".
Dopo il via libera alla dieta vegetariana anche nei piccoli, che arriva dai pediatri riuniti a Verona per il convegno 'Nutrizione, metabolismo e diabete nel bambino e nell'adolescente', Veronesi ricorda all'Adnkronos Salute i concetti contenuti nel suo ultimo libro 'Verso la scelta vegetariana' (Giunti editore), scritto a 4 mani con il giornalista Mario Pappagallo. "E' nell'infanzia che si acquisiscono gli stili che poi ci accompagneranno per tutta la vita - spiega l'ex ministro della Sanità - Quindi educare i nostri bambini a mangiare in modo sano equivale a dotarli di una difesa fondamentale e duratura contro molte malattie".
In molti, anche fra gli 'adepti' della dieta vegetariana che diventano genitori, si domandano se sia giusto eliminare la carne dall'alimentazione dei bimbi. Temono che alcune sostanze contenute nella dieta carnivora siano indispensabili per la crescita. Certo "è una paura comprensibile - ammette Veronesi - ma infondata".
"I bambini vegetariani, oltre a essere più sani, non sono affatto penalizzati rispetto ai loro coetanei onnivori", garantisce Veronesi, sulla base delle ricerche condotte sul tema. "Alcuni studi hanno osservato che i bambini vegani, che mangiano solo cibi vegetali, all'età di 10 anni sono circa 2,5 centimetri più bassi e da 2 a 4 chili più leggeri anni rispetto ai bambini onnivori - precisa - ma raggiungono questi ultimi al compimento del ventesimo anno. D'altra parte, la crescita sempre più veloce dei bambini onnivori non è salutare", avverte l'oncologo.
"La tipica dieta americana, ricca di carne e povera di altri alimenti - ricorda - produce nei bambini un accumulo di ormoni sessuali che li portano ad anticipare sempre di più la maturazione sessuale, addirittura all'età di 8 anni. Le ragazze vegetariane invece hanno in genere le prime mestruazioni più tardi rispetto alle onnivore, e questo in età adulta è un fattore di protezione contro cancro". Dal mondo vegetale, dunque, "è possibile trarre una dieta ricca e variata capace di far crescere i bambini sani e robusti". E "se i dubbi permangono, invece che rinunciare" a educare i piccoli alla dieta verde, "è meglio consultare un nutrizionista esperto in vegetarianesimo".
In generale, continua Veronesi, "una delle regole da osservare per una corretta alimentazione vegetariana nei bambini è quella di prediligere pane e pasta integrali, e verdura fresca invece che in scatola". Inoltre, "i lattanti che mangiano già cibi solidi dovrebbero continuare a bere il latte materno, o in alternativa latte artificiale per neonati a base di soia". E ancora: "Poiché lo stomaco dei bambini sotto i 10 anni è piccolo, solo un terzo della dieta quotidiana dovrebbe essere costituito da alimenti ad alto contenuto di fibre e di acqua (come il sedano o le mele), mentre altri alimenti ricchi di sostanze nutritive (come passati di legumi, avocado, avena e frutta secca) dovrebbero costituire almeno la metà della loro dieta. Un'altra accortezza è non sostituire la carne con troppe uova e formaggi, perché un eccesso di grassi saturi è dannoso per la salute". E poi "troppi latticini possono impedire l'assorbimento del ferro".
"Nei bambini più grandi e negli adolescenti non bisogna poi trascurare l'aspetto psicologico", consiglia Veronesi. Se la dieta vegetariana non si insegna subito, ma nel corso degli anni, allora "il bambino dovrebbe poter passare da un'alimentazione onnivora al vegetarianesimo con naturalezza. Si può cominciare con il ridurre le porzioni di carne, oppure si può far provare al bimbo la dieta vegetariana per una settimana o due e vedere se la apprezza. Per attenuare la 'nostalgia della carne' esistono in commercio alimenti che le assomigliano (per esempio hamburger di soia, hot-dog di tofu e fettine di seitan, un prodotto del grano). Inoltre ci sono molti piatti appetitosi come le lasagne di magro o la pasta alla marinara, che sostituiscono efficacemente gli analoghi conditi con il ragù".
Infine, se la 'conversione' scatta in un teenager, "è anche importante verificare le motivazioni personali che inducono un ragazzo a optare per il vegetarianesimo. Alcuni, per esempio, potrebbero usare la scusa della scelta vegetariana per coprire un disordine alimentare. La scelta vegetariana, soprattutto nei giovanissimi, ha un forte valenza etica e come tutte le scelte etiche - raccomanda lo scienziato - deve avere radici solide nella consapevolezza e lucidità di pensiero".
Nel suo libro Veronesi inserisce anche una tabella espressamente dedicata ai genitori che allevano i figli secondo una dieta vegetariana. Mamma e papà dovrebbero assicurarsi di fornire dosi di olio di semi di lino o di semi di cartamo adeguate all'età, come pure di calcio sotto forma di bevande arricchite o latticini; minerali in traccia e vitamine del gruppo B (una porzione al giorno di verdure a foglia verde, una di verdure a radice e una di funghi 3 volte a settimana); dai 5 anni in avanti si suggerisce un cucchiaio di lievito alimentare in scaglie 3 volte alla settimana; integrazioni ad hoc di vitamina B12 e, per un pieno di vitamina D, 'pillole di sole': bastano "20 minuti di luce solare al giorno 3 volte alla settimana sulla faccia e sulle mani, o 10 microgrammi al giorno".

mercoledì 7 settembre 2011

Pediatria: esperti Bambino Gesù, con e-book vantaggi pratici e di apprendimento

Roma, 7 set. (Adnkronos Salute) - Zaino leggero, risparmio, sostenibilità dal punto di vista ambientale. Il libro elettronico, l'e-book, ha molti vantaggi pratici e va anche d'accordo con l'apprendimento. A promuoverlo alla vigilia della riapertura delle scuole sono gli esperti dell'ospedale Bambino Gesù di Roma.
"Un e-book - evidenzia Stefano Vicari, responsabile della Neuropsichiatria infantile dell'ospedale pediatrico - offre numerose risorse in più per un bambino. Sottolineare il testo, selezionarlo, attivare immediatamente delle ricerche nel web con un semplice tocco, sono solo alcune delle possibili attività eseguibili per uno studente. Ma il vero vantaggio i libri elettronici lo manifestano proprio a favore di quei ragazzi che per un motivo o per un altro hanno un difficile rapporto con i libri. Un bambino che ha una difficoltà di apprendimento potrà ingrandire il carattere a piacimento, diversificare il contrasto tra sfondo e testo, aumentare la distanza tra le lettere o tra una riga e l'altra, così come attivare la funzione audio per ridurre le difficoltà legate alla dislessia".
"Leggere, dunque, non ad alta voce però - continua Vicari - a differenza di quello che viene spesso richiesto agli alunni. Leggere ad alta voce quando si hanno difficoltà riduce la velocità di lettura e può compromettere la comprensione del testo. Curare solo la forma, come ad esempio badare troppo a non fare errori spesso, riduce infatti l'attenzione sul contenuto del brano da apprendere. E questo vale per tutti, tanto più per chi ha disturbi dell'apprendimento".
Per trarre profitto da quel che si impara sui libri, è fondamentale il metodo di studio che gli esperti di disturbi cognitivi e dell'apprendimento dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù riassumono in: schematizzare e riassumere per facilitare l'apprendimento, e quindi l'esposizione orale o scritta in sede di verifica.
In una società sempre più proiettata verso la virtualità, le risorse tecnologiche tra i banchi non vanno demonizzate. "Questo però - conclude Vicari - non significa accantonare i libri stampati. I libri rappresentano un'esperienza totalizzante per il lettore e un e-book non potrà mai offrire le stesse sensazioni visive, tattili o olfattive (l'odore del libro mai sfogliato) e difficilmente, anche in un remoto futuro, il dono di un libro che ci ha fatto emozionare o pensare potrà essere sostituito da un download".

lunedì 5 settembre 2011

Fitness: esperto, triathlon primo sport ideale per bimbi

Roma, 5 set. (Adnkronos Salute) - Nuoto, tennis, danza, ginnastica, equitazione o pallavolo? Il 'toto sport' impazza tra i genitori, seminando dubbi sulla scelta migliore per i più piccoli. Soprattutto, mamme e papà si domandano quale sia l'attività fisica più adatta per evitare problemi di salute ai bambini. "Sicuramente il triathlon - spiega all'Adnkronos Salute Antonio Gianfelici, specialista in medicina dello sport della Federazione medico sportiva italiana (Fmsi) - perché è un 'mix' ideale. Mettendo insieme nell'ordine il nuoto, la bici e la corsa, permette la multilateralità del gesto sportivo, ossia lo sviluppo interattivo di tutte le capacità di coordinamento del bimbo. Non unico sport quindi - precisa l'esperto - ma l'attitudine già in tenera età a praticare più discipline".
"La cosa più importante che devono chiedersi i genitori al momento della selezione di un'attività sportiva è l'obiettivo che si vuole raggiungere - precisa Gianfelici - Se è la salute, allora il bambino deve praticare l'attività che gli piace di più. E il genitore deve evitare una precoce specializzazione in un'unica disciplina e l'agonismo troppo spinto".
Se il triathlon si aggiudica lo scettro dello sport migliore per i bambini, è però necessario capire a che età vanno avviati. "Dai 18 mesi in poi un bambino inizia a muovere i primi passi - risponde Giuseppe Mele, presidente della Federazione italiana medici pediatri - il primo step per stimolare da subito una sensibilità all'attività motoria. A tre anni inizia la socializzazione con i compagni di gioco. E' in questo lasso di tempo che il genitore può decidere di far iniziare uno sport al proprio figlio. Basta che sia ancora in una fase ludica".
"Se si vuole iniziare uno sport - interviene Gianfelici - va controllato 'in primis' lo stato fisico del bambino. Vanno escluse le patologie cardiologiche e i problemi ortopedici. Evitando, ad esempio, che un bambino con un ginocchio valgo si metta a fare un sport che affatica le articolazioni. Poi vanno osservate le capacità di flessione scongiurando problemi di scoliosi, cifosi, spondilolistesi". Una volta che ci si è assicurati della buona costituzione fisicam, lo si può avviare in tutta sicurezza. E qui il medico dello sport suggerisce il triathlon. "Molti pensano che sia il nuoto la scelta più saggia, ma dalla mia esperienza suggerisco il triathlon. Unisce le qualità di tre discipline fondamentali".
E per chi inizia "le distanze non sono proibitive. Nelle categorie dei ragazzi prevedono: 50 metri di nuoto, 2.000 di bicicletta e 500 di corsa". E gli altri sport? "Quelli di squadra - risponde Gianfelici - come il calcio, il basket, la pallavolo, il rubgy, possiedono tutti degli ottimi elementi per far crescere la socializzazione del bambino. Il rispetto dell'avversario e quello dei compagni. Quelli individuali - prosegue - come il tennis, la ginnastica, lo sci, possono essere indicati per caratteri meno predisposti all'introversione. Solo dai 4 ai 6 anni si può fare un'attività più assidua, anche due volte a settimana. Il calcio, il tennis, la ginnastica e lo sci si possono iniziare dai 5 ai 6 anni. Per quanto riguarda l'equitazione, invece, meglio aspettare i dieci anni. Prima di quest'età è meglio insegnare ai bambini a relazionarsi con i pony".
Nel 2010, secondo i dati della ricerca 'I numeri dello sport' realizzata dal Coni, erano oltre 19 milioni gli italiani con più di tre anni che hanno dichiarato di praticare almeno uno sport. Di questi il 66% fa sport con continuità e il restante 34% in modo saltuario, ovvero meno di una volta a settimana. Il rapporto del Coni evidenza inoltre come tra i giovani dai 6 ai 17 anni ci sia un'elevata percentuale di chi pratica sport. Dagli 11 anni in poi, fino ad arrivare ai 14, si raggiungono livelli di pratica superiore al 67%.
Ma quali sono le discipline in ascesa tra i ragazzi? A sorpresa il medico dello sport indica il badminton, il gioco in cui si deve colpire un volano con una racchetta facendogli oltrepassare la rete e mandandolo nella metà campo opposta. "E' il quinto sport praticato nelle scuole italiane, l'unica disciplina olimpica dove sul campo si possono trovare incontri misti tra ragazze e ragazzi. Abbiamo anche la vela e il rugby, che hanno guadagnato praticanti negli ultimi anni. In crisi di 'baby appassionati' è invece l'atletica leggera".
Ma lo sport andrebbe comunque unito, fin dalla più tenera età, a un'attenzione ai corretti stili di vita. Secondo il pediatra, in ogni famiglia andrebbe rispettata la regola del 5-2-1. "Ovvero 5 pasti al giorno, due ore dedicate all'attività motoria di base (ad esempio una passeggiata in bici) e solo un'ora

venerdì 29 luglio 2011

Estate: mal d'auto per 1 bambino su 10, ecco come prevenire nausea

Roma, 29 lug. (Adnkronos Salute) - L'esodo del fine settimana può trasformarsi in un incubo per un bambino su dieci. "Tanti, infatti, sono quelli afflitti da mal d'auto. Un disturbo che però può essere prevenuto, con una serie di accorgimenti".

Parola del pediatra di Milano, Italo Farnetani, che suggerisce di evitare l'assunzione di liquidi, dall'acqua ai succhi e al latte, nelle 4 ore precedenti alla partenza. "In questo modo - dice Farnetani all'Adnkronos Salute - si soffrirà un po' la sete, ma si eviterà che il bimbo rimetta in viaggio. Certo, se il percorso è lungo, si può concedere poca acqua, ma solo dopo che il piccolo ha mangiato un cibo solido, dal panino, alla pizza, alla schiacciatina".

Altro consiglio, mantenere l'abitacolo fresco "grazie all'aria condizionata. Inoltre bisognerebbe guidare in modo lineare, senza troppe accelerazioni, e fare uno stop ogni 2 ore consentendo al bambino di scendere.

Infine è importante distrarre il piccolo passeggero durante il viaggio: dunque si può ricorrere a racconti e canzoni - conclude il pediatra - per interessarlo e tenere lontano il mal d'auto".

sabato 16 luglio 2011

Caldo: pediatri, ecco come proteggere i bambini

(ASCA) - Roma, 15 lug - Norme di prevenzione e consigli adatti ai bambini e agli adolescenti per affrontare al meglio la stagione estiva, in vacanza e in città. Sono quelli messi a punto da Giuseppe Di Mauro, presidente della Sipps, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, che ha voluto sostenere la campagna informativa gia' avviata dal ministero della Salute.

Ecco i consigli dei pediatri: evitare di uscire di casa nelle ore più calde e schermare le finestre esposte al sole; bere uno-due litri di acqua al giorno, comprendendo anche l'acqua contenuta nel latte, nei succhi di frutta, ecc.; consumare pasti leggeri, frazionati, abbondanti di frutta e verdure fresche; rinfrescare gli ambienti con ventilatori o condizionatori, però senza mai selezionare una temperatura inferiore ai 25 C*.

E ancora: ventilare una vettura che sia rimasta a lungo sotto il sole, aprendo gli sportelli e mettendo in funzione il condizionatore, prima di mettersi alla guida. Usare parasoli. Non lascare mai bambini soli in auto; ricorrere a bagni e docce, evitando pero' temperature inferiori ai 25 C* e conservare i farmaci lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta. Riporre in frigo tutti i farmaci che prevedono temperature non superiori ai 25-30 gradi, e tutte le confezioni tipo sciroppi, sospensioni e gocce, non appena aperti.

Al bambino, come all'adulto, evidenzia Di Mauro, ''il sole può apportare benefici molto importanti al tono dell'umore, al sistema immunitario, all'apparato osteo-articolare e alla pelle. Un'esposizione poco attenta e responsabile, tuttavia, può avere anche conseguenze sfavorevoli, quali ustioni, colpi di sole, e, nel lungo periodo, l'insorgenza di tumori, tra i quali particolarmente temibili sono i melanomi.

Sarà quindi indispensabile ricordare di on esporre i bambini al sole fino all'età di sei mesi, proteggerli a tutte le età con copricapo a falde larghe e bagnare spesso i capelli, fare indossare occhialini da sole, dotati di filtri particolarmente protettivi, e certificati dal marchio Ce, adattare i prodotti per la fotoprotezione al fototipo del bambino. Non usare mai fattori di protezioni inferiori a 20, e preferire nella prima settimana di esposizione quelli non inferiori a 50. Preferire i prodotti resistenti all'acqua e al sudore e i vestiti larghi, di cotone o di lino, ricordando che gli indumenti bagnati proteggono meno dalle radiazioni''.

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