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martedì 5 novembre 2013

Salute: Sindrome di Down, in Italia 38mila casi. Colpito 1 bimbo su 1200

(ASCA) - Roma, 5 nov - Sindrome di Down, anche detta Trisomia 21: i casi in Italia sono circa 38.000 e attualmente un bambino su 1.200 ne nasce affetto. Le anomalie cromosomiche interessano circa il 9% di tutti i concepimenti, ma solo lo 0,6% ne presenta una alla nascita a causa dell'altissimo tasso di aborti spontanei. La fotografia e' scattata dall'IRCSS San Raffaele Pisana di Roma, il cui Dipartimento di Scienze delle Disabilita' Congenite ed Evolutive, Motorie e Sensoriali promuove l'8 e 9 novembre a Roma un ''Congresso internazionale sulla Sindrome di Down'' presso la Domus Mariae di Palazzo Carpegna in Via Aurelia 481. Un appuntamento realizzato in collaborazione con l'International Association for the Scientific Study of Intellectual Disabilities (Iassid). Un focus sulla sindrome, dall'approccio riabilitativo a quello educazionale. Una due giorni per discutere, approfondire, valutare ed informare. Cambiare il modo di considerare la sindrome di Down: questo l'obiettivo del convegno capitolino, che, spiega Giorgio Albertini, direttore del Dipartimento di Scienze delle Disabilita' Congenite ed Evolutive, Motorie e Sensoriali dell'Istituto, ''muove da due aspetti fondamentali della ricerca internazionale. Da un lato occorre non considerare piu' solo il bambino nella prospettiva del suo diventare adolescente, adulto e, oggi, anche anziano, e dall'altro bisogna avvicinarsi allo sviluppo con una mentalita' multidimensionale''. ''E' come osservare una persona sotto i suoi molteplici aspetti: l'aspetto biomedico, l'aspetto dello sviluppo motorio, l'azione comunicativo-linguistica, lo sviluppo cognitivo (che non e' soltanto l'intelligenza in generale ma comprende anche le funzioni neuro psicologiche di base) cosi' come la salute mentale. Altro obiettivo'', precisa Albertini, ''e' quello di abbattere i luoghi comuni: ogni bambino down nasce con un suo patrimonio neuronale, ed e' immerso nell'ambiente della sua famiglia, della scuola, del percorso riabilitativo, dell'integrazione sociale: tutti questi elementi contribuiranno a renderlo un individuo unico e irripetibile. Si tratta quindi di uscire, per cosi' dire, dalla profezia per entrare nella logica della scoperta''. ''Verra' infatti analizzato il rapporto tra cervello (inteso come genetica) e ambiente, tenendo conto che il cervello dell'uomo e' programmato geneticamente per la plasticita', cioe' per lasciarsi condizionare positivamente o negativamente dal contesto in cui si trova. Quindi in questo campo l'ambiente e' quasi piu' importante dei supporti farmacologici''. Interverranno ospiti di fama internazionale, tra cui Sue Buckley (Emeritus Professor of Developmental Disability, University of Portsmouth, UK), Rhonda Faragher, (Vice-Chair of the International Association for the Scientific Study of Intellectual Disabilities, Down Syndrome Special Interest Research Group SIRG), Matthew Janicki (Research Associate Professor of human development at the Institute of Disability and Human Development at the University of Illinois, Chicago). red/mpd

Salute: mal di testa, ne soffre il 40% dei bambini

Roma, 5 nov. (Adnkronos Salute) - Il mal di testa colpisce il 40% dei bambini, ed è al settimo posto fra le malattie che maggiormente compromettono il benessere fisico e psicologico a livello globale. Il 90% delle persone ha un attacco violento almeno una volta nella vita, il 60% della popolazione soffre di cefalea di tipo intensivo, il 18% delle donne e l'8% degli uomini soffre di emicrania, e una persona su mille è vittima di cefalea a grappolo. Sono gli ultimi dati sul mal di testa pubblicati da 'Focus' di novembre, che raccoglie i consigli degli esperti per affrontare questo male così diffuso.

Secondo il mensile, sono circa 100 i tipi di mal di testa noti e al problema non sfuggono i bambini: il 4-11% dei piccoli tra i 7 e gli 11 anni soffre di emicrania, mentre tra gli 11 e i 15 anni si arriva all'8-23%; ma se si considerano anche le cefalee di tipo tensivo la percentuale arriva al 40%. Tra i rimedi, "vaccini con cui immunizzarsi, elettrodi sottopelle e dispositivi hi-tech che danno la 'scarica' ai neuroni". E ancora, botox, magneti e punture virtuali per porre un freno al dolore più difficile da sopportare e per limitare gli alti costi che questo comporta: un paziente emicranico costa in media 1.222 euro all'anno fra costi indiretti, legati alla minore produttività lavorativa e alla ridotta vita sociale e familiare, e spese sanitarie.

Ricerca: da psicologo 'algoritmo' che predice se bimbo sarà buono o cattivo

Roma, 5 nov. (Adnkronos Salute) - Una sorta di 'algoritmo' in grado di predire come sarà il nostro bambino. Utilizzando strumenti hi-tech messi a disposizione dalla neurogenetica e alcune semplici valutazioni fornite dai genitori, uno psicologo dell'Università del Michigan, Luke Hyde, assicura di poter prevedere se un bimbo sarà 'bravo' o 'cattivo'. Se ne parlerà a un seminario organizzato dall'Isr Research Center for Group Dynamics presso l'ateneo americano.

"Quando un bambino imbroglia o ruba, i genitori naturalmente si chiedono se quando crescerà smetterà di farlo o diventerà un problema", dice Hyde, che studia lo sviluppo e il trattamento dei comportamenti antisociali, che riguardano circa "il 10% della popolazione, soprattutto nel sesso maschile e a basso reddito, con un costo totale enorme per la società, dal momento che spesso sono comportamenti cronici che durano per tutta l'età adulta".

Con i colleghi della Duke University, dell'Università di Pittsburgh, e di altre istituzioni, Hyde ha esplorato il modo in cui l'ambiente e la biologia interagiscono e modellano il comportamento. In particolare, ha impiegato tecniche di neurogenetica, che combina la genetica, le neuroscienze e la psicologia, per capire come i geni e i processi neurali si comportano quando inseriti in ambienti difficili, come quartieri pericolosi o una situazione familiare negativa, prendendo in considerazione anche i livelli di empatia di un bambino e i tratti della sua personalità.

In questo modo, Hyde e colleghi hanno individuato specifiche voci all'interno dei comportamenti che possono essere utilizzate già all'età di 3 anni per identificare i bambini che probabilmente peggioreranno rispetto ad altri bambini che hanno problemi di comportamento simili: ad esempio si valutano comportamenti crudeli nei confronti degli animali, assenza di senso di colpa dopo un comportamento anomalo, il fatto di essere subdolo ed egoista, di mentire e di non cambiare il proprio comportamento dopo una punizione.

"I risultati di questo test non sono veramente significativi fino all'età di 3 anni, 3 anni e mezzo - avverte l'esperto - prima di allora, molti di questi comportamenti sono abbastanza comuni e non sono significano nulla. Ma dopo i tre anni, se i bambini continuano ad agire in questo modo, è più probabile che peggiorino negli anni successivi, piuttosto che migliorare". Ma per i genitori non ci sono solo cattive notizie: i bambini rispondono bene a interventi specifici che mirano a dare a madri e padri migliori competenze per gestire i problemi di comportamento e che includono trascorrere più tempo 'di qualità' con i piccoli, non usare punizioni fisiche e premiare i buoni comportamenti.

Fecondazione: malata cancro diventa mamma grazie a ovocita vitrificato

Milano, 5 nov. (Adnkronos Salute) - Diventa mamma nonostante un tumore all'ovaio, grazie a un ovocita 'vitrificato'. E' nato a Milano il 26 ottobre scorso il primo bambino concepito in Italia da un ovocita congelato con la tecnica di vitrificazione, dichiarata non più sperimentale nelle donne in cura per un cancro. Lo annunciano i centri Genera di medicina della riproduzione, sottolineando che la vitrificazione è stata riconosciuta dalle società scientifiche internazionali come tecnica standard proprio per questa indicazione (pazienti oncologiche).

"Madre e figlio stanno bene", afferma Filippo Maria Ubaldi, responsabile clinico dei centri Genera, la cui sede di Roma presso la Clinica Valle Giulia ha assistito la donna durante l'intera procedura. Nel 2008, dopo che le era stato diagnosticato un carcinoma ovarico border line, la donna ha deciso di sottoporsi al prelievo e alla crioconservazione degli ovociti per preservare la propria fertilità messa a rischio dalle terapie che avrebbe dovuto sostenere. Quest'anno la donna, dopo aver superato la malattia, è tornata per essere sottoposta a trasferimento di un embrione ottenuto dalla fecondazione degli ovociti criopreservati 5 anni prima. La procedura ha avuto successo e la donna ha portato a termine la sua gravidanza.

"E' un giorno di grande felicità per il nostro staff, ma anche una data storica per la medicina della riproduzione italiana che conferma il suo primato europeo nella crioconservazione ovocitaria", commenta Laura Rienzi, direttrice del laboratorio Genera, uno dei primi al mondo - sottolinea la nota - ad applicare la tecnica di vitrificazione degli ovociti. Ai progressi di questo approccio sarà dedicato un convegno organizzato dal centro Genera di medicina della riproduzione della Clinica Valle Giulia, a Roma il 29 novembre al Macro Museo d'arte contemporanea. Secondo le stime, ogni anno nel mondo a oltre 700 mila donne viene diagnosticata una malattia oncologica. E quasi una paziente su 10 (9%) è in età potenzialmente fertile, con una speranza di sopravvivere sempre maggiore.

Smog: Veronesi su bimba morta di cancro polmoni, tumore molto speciale

Milano, 5 nov. (Adnkronos Salute) - Quello della bimba morta a 8 anni di cancro ai polmoni nello Jiangsu, in Cina, "doveva essere un tumore molto speciale". A sottolinearlo è l'oncologo Umberto Veronesi commentando, oggi a margine di un incontro organizzato dall'Istituto europeo di oncologia di Milano sull'e-cig, la notizia della piccola che si è ammalata dopo avere trascorso tutta la vita vicino a una strada trafficata, dove ha respirato ogni tipo di polveri e particelle inquinanti. "La latenza del cancro polmonare di solito è molto lunga e quindi questo doveva essere un tumore molto speciale visto che è venuto così rapidamente", ripete.

Secondo i medici dello Jiangsu Cancer Hospital, a uccidere la bimba è stato proprio lo smog. "Non lo sappiamo - riflette Veronesi - quel tumore potrebbe essere di altra natura, non lo saprei dire". Certo è stato "giustissimo" che la Iarc (International agency for research on cancer) inserisse lo smog nella 'lista nera' delle sostanze cancerogene, "perché si sa che le polveri sottili possono contenere anche dei cancerogeni".

Smog: Cina, bimba muore a 8 anni per cancro polmoni causa inquinamento

Milano, 5 nov. (Adnkronos Salute) - Morire di smog a 8 anni. E' successo in Cina a una bimba dello Jiangsu, che si è ammalata di cancro ai polmoni dopo avere trascorso tutta la sua breve vita vicino a una strada trafficata, dove ha respirato ogni tipo di polveri e particelle inquinanti.

La piccola, riferiscono i media cinesi, è la persona più giovane mai colpita finora da un tumore polmonare. E secondo i medici dello Jiangsu Cancer Hospital, a ucciderla è stato proprio lo smog. In particolare il Pm 2,5 in grado di penetrare in profondità nell'albero respiratorio.

L'emergenza smog è una costante in Cina, ricorda il South China Morning Post. Solo a Pechino - riporta il quotidiano - le morti per tumore ai polmoni sono aumentate del 56% dal 2001 al 2010, e un quinto di tutti i pazienti oncologici è colpito da un carcinoma polmonare. Nella capitale cinese, nel 2010 questa neoplasia è diventata la prima causa di morte per cancro negli uomini e la seconda nelle donne. Secondo quanto riportato nei giorni scorsi a Tianjin, in occasione della 22esima Asia Pacific Cancer Conference, in tutta l'Asia quello ai polmoni è il tumore in assoluto più diffuso.

Lo studio 'Global Burden of Disease' dell'Organizzazione mondiale della sanità ha rilevato che, nel 2010, l'inquinamento atmosferico ha causato in tutto il pianeta 1,2 milioni di morti premature, di cui 140 mila decessi per cancro ai polmoni. In generale, sempre nel 2010 secondo l'Oms sono state 223 mila le vittime di un tumore polmonare collegato allo smog.

Proprio il mese scorso la Iarc, l'Agenzia internazionale dell'Oms per la ricerca sul cancro, ha inserito l'inquinamento atmosferico provocato dal traffico e dagli scarichi industriali fra le cause di tumore ai polmoni, associandolo anche al cancro alla vescica.

Lewis Hamilton è pronto per un figlio

Corre voce che Lewis Hamilton abbia promesso un figlio alla fidanzata Nicole Scherzinger.

Il pilota di Formula Uno e la cantante si frequentano, tra alti e bassi, dal 2008, ma a luglio di quest'anno si sono separati a causa di alcune divergenze.

Mentre la Scherzinger, infatti, desiderava sposarsi e mettere su famiglia, il 35enne era titubante. Ora però sembra essere tornato sui suoi passi, deciso a far funzionare le cose con la compagna.

«Lewis ha detto a Nicole che desidera dare un'altra chance alla loro relazione, e se riusciranno a stare insieme ancora per altri sei mesi vuole provare a fare un figlio con lei», ha riferito una fonte alla rivista inglese Star.

«Queste sono parole che la Scherzinger aspetta di sentirsi dire da anni. Ha sempre desiderato una famiglia tutta sua. Non è così sicura che Hamilton abbia veramente cambiato idea a riguardo e non capisce cosa abbia spinto il fidanzato a tornare sui suoi passi, ma è comunque al settimo cielo perché ora hanno entrambi lo stesso sogno».

Sembra che a scatenare la crisi tra i due fosse stata anche la distanza, oltre ai reciproci impegni professionali. La Scherzinger vive infatti in America mentre Hamilton ha base fissa in Svizzera.

© Cover Media

Storia: esplorate sepolture figli illegittimi dei Medici, vissero vita agiata

Firenze, 5 nov. - (Adnkronos) - Nati da relazioni extra coniugali, vissero comunque una vita privilegiata, allevati a corte e sepolti nelle cappelle di famiglia: si tratta di Gianfrancesco Maria (1619-1689) e Antonfrancesco Maria (1618-1659), figli illegittimi dei Medici, esponenti minori della dinastia dei Granduchi di Toscana, di cui adesso, grazie a uno studio archeologico e paleopatologico condotto dall'Universita' di Pisa, sono stati esaminati i resti.

Le loro sepolture sono state esplorate nell'ambito di interventi di risanamento e adeguamento impiantistico delle Cappelle Medicee di Firenze, con un'operazione avvenuta sotto la direzione della Soprintendenza speciale per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale fiorentino. Per i rilievi archeologici e gli studi paleopatologici, l'operazione ha visto impegnati i ricercatori della Divisione di Paleopatologia dell'Ateneo pisano guidati dal professor Gino Fornaciari, gia' responsabile del "Progetto Medici" tra il 2003 e il 2009.

Lo studio radiologico e' stato effettuato presso il Reparto di Radiologia dell'ospedale di Santa Maria Nuova, sotto la direzione di Roberto Carpi e Ilario Menchi. Lo studio preliminare dei due individui ha dimostrato che la pratica dell'autopsia con scalottamento del cranio e imbalsamazione, gia' attestata nei Granduchi, veniva utilizzata correntemente anche per personaggi minori della famiglia. (segue)

lunedì 4 novembre 2013

Pediatria: lo studio, bimbi che dormono di più mangiano meno

Roma, 4 nov. (Adnkronos Salute) - Altro che cibi fast food, super-porzioni a tavola e troppe bibite dolci. Questa volta a finire sul banco degli imputati per l'obesità infantile c'è la mancanza di sonno. Chi dorme meno mangia di più, e viceversa. Almeno secondo i risultati di uno studio condotto da Chantelle Hart, del Centro di ricerca sull'obesità della Temple University di Philadelphia, pubblicato su 'Pediatrics', che esamina l'impatto del sonno sui comportamenti alimentari dei bambini, manipolando la quantità di riposo dei piccoli soggetti monitorati.

Lo studio, condotto mentre Hart era al Miriam Hospital e all'Alpert Medical School della Brown University, ha coinvolto 37 bambini di 8-11 anni, il 27% dei quali in sovrappeso oppure obeso. Per la prima settimana di studio i bambini sono stati invitati a dormire come al solito. Poi, durante la seconda settimana, il gruppo è stato randomizzato: alcuni hanno ridotto e altri allungato il sonno rispetto alle loro abitudini, mentre nella terza e ultima settimana di studio si sono invertite le parti: chi aveva riposato più a lungo ha dormito meno, e viceversa. I risultati, assicurano gli autori, sono stati conclusivi. Durante la settimana in cui i bambini hanno aumentato il loro sonno, hanno anche finito per consumare una media di 134 calorie in meno al giorno, pesavano circa 250 grammi in meno e avevano a digiuno livelli più bassi di leptina - un ormone chiave per il senso di fame e sazietà - rispetto alla settimana di sonno ridotto.

"I risultati di questo studio suggeriscono che migliorare il sonno dei bambini in età scolare potrebbe avere importanti implicazioni per la prevenzione e il trattamento dell'obesità", conclude Hart. Dunque "il ruolo potenziale di sonno deve essere ulteriormente studiato". Tanto che il team sta già lavorando a uno studio finanziato dal National Heart Lung and Blood Institute dei Nih americani su un breve intervento comportamentale per spingere i piccoli a dormire più a lungo. Una ricerca che punta a 'fotografare' eventuali cambiamenti nelle abitudini dei bambini a letto, a tavola, nell'attività fisica e nel peso. Anche se è ancora presto per trarre conclusioni, Hart spiega che l'intervento sembra essere molto promettente: "Dati tutti i benefici documentati, non si può perdere nel promuovere" l'importanza "di una buona notte di sonno", conclude.

Latti di crescita, Efsa: nessun valore aggiunto nella dieta dei bambini

I latti per la prima infanzia non apportano alcun valore aggiunto rispetto a una dieta bilanciata nel soddisfare il fabbisogno nutrizionale dei bambini di età compresa tra uno e tre anni. Lo ha affermato l’Efsa in un parere scientifico relativo al fabbisogno e ai livelli di assunzione attraverso la dieta di sostanze nutritive di lattanti e bambini nella prima infanzia richiesto dalla Commissione Ue. La stessa Autorità ha spiegato che“negli ultimi anni è stato immesso in commercio un numero crescente di bevande a base di latte e prodotti analoghi destinati ai bambini nella prima infanzia ed etichettati come “latte di crescita”, “latte per la prima infanzia”.

Tutti prodotti accompagnati da un marketing che punta proprio alla necessità nutrizionale che questi prodotti apportano nella dieta dei bambini. L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare non ha invece individuato “alcun ruolo unico” degli alimenti per la prima infanzia (comunemente denominati “latti di crescita”) nella dieta dei bambini di età compresa tra uno e tre anni, concludendo che essi non sono più efficaci degli altri alimenti che costituiscono la dieta normale di tali bambini nell’apportare sostanze nutritive.

Proprio lo scorso agosto l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva sottolineato, in un documento [1] , come  il latte di proseguimento è commercializzato in modo tale da generare confusione e influisce negativamente sull’allattamento, sebbene non sia indispensabile e non adatto come sostituto del latte materno. Chiaro il riferimento alla esclusività dell’allattamento materno nei primi sei mesi di vita e il consiglio da parte dell’Oms a proseguire l’allattamento al seno fino al compimento dei due anni. Facendo un passo indietro nel tempo, nel 2011 l’Istituto Federale tedesco per la valutazione del rischio [2] aveva affermato come questi latti non fossero affatto migliori del latte vaccino.

Tornando al parere Efsa, agli esperti è  stato anche chiesto di fornire consulenza sull’evoluzione delle esigenze alimentari nel corso dei primi tre anni di vita e di stabilire i livelli di sostanze nutritive a suo giudizio adeguati per la maggior parte dei lattanti e bambini nella prima infanzia sani e di peso normale. La conclusione a cui è arrivata l’Autorità è che lattanti e bambini nella prima infanzia hanno un elevato apporto di energia, con correlato rischio di sovrappeso e obesità, e un basso apporto di fibre alimentari come di acidi grassi omega-3, ferro, vitamina D e iodio (in alcuni Paesi europei).

Il parere Efsa [3]