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venerdì 9 settembre 2011

Salute: il pediatra, ok a dieta vegetariana, sempre piu' diffusa tra bambini

Roma, 9 set. (Adnkronos Salute) - "La dieta vegetariana è sempre più diffusa in Italia. Adottata ormai da milioni di adulti, quest'abitudine alimentare è destinata a coinvolgere un numero crescente di bambini. Di qui la necessità, soprattutto da parte dei pediatri, di informarsi e di approfondire il tema. Tanto più che l'alimentazione svolge nell'infanzia un triplice ruolo: accrescimento, sviluppo e prevenzione. Adottare sin da subito corrette abitudini alimentari equivale ad investire sulla salute dei bimbi". Queste le considerazioni di Claudio Maffeis, docente di pediatria presso l'Università di Verona ed esperto in alimentazione, organizzatore del convegno 'Nutrizione, metabolismo e diabete nel bambino e nell'adolescente', in programma oggi e domani presso il Policlinico Rossi di Verona.
La dieta vegetariana presenta tuttavia il rischio di carenze nell'apporto di particolari nutrienti, criticità che Maffeis spiega così all'Adnkronos Salute: "Sottolineo che tutti i potenziali benefici della dieta vegetariana, anche e soprattutto nell'infanzia, si neutralizzano se questo tipo di alimentazione non garantisce un adeguato apporto di tutti i principi nutritivi. Per questa ragione ribadisco il mio no alle diete 'fai da te', a maggior ragione se si tratta di regimi vegetariani, che espongono un po' di più al rischio di insufficienze nutritive o caloriche. Una buona dieta vegetariana, insomma, andrebbe sempre studiata e bilanciata affidandosi alle cure di un pediatra esperto in nutrizione".
Sorge così la necessità di sensibilizzare sull'argomento, ancor prima dei genitori, gli stessi pediatri. "Scopo del nostro convegno è proprio quello di fornire informazioni aggiornate sulla dieta verde nell'età della crescita. Mostreremo agli specialisti che i possibili rischi della dieta vegetariana, i quali peraltro interessano quasi esclusivamente i bambini che adottano una dieta vegana - e quindi non i cosiddetti lacto-ovo vegetariani - potrebbero riguardare, semmai, la carenza di alcuni nutrienti specifici, ad esempio sali minerali e qualche vitamina. Elementi, questi, che possono comunque essere agevolmente reintrodotti, a mezzo di specifici integratori, su consiglio del pediatra, il quale - non si stanca di ribadire Maffeis - deve seguire scrupolosamente la dieta del bambino, a maggior ragione se vegano".
Ferma restando la raccomandazione di affidarsi sempre ad uno specialista, allora, ecco i potenziali vantaggi di una corretta dieta vegetariana, secondo l'esperto: "Il 30% dei nostri bimbi è oggi in sovrappeso, e 1 su 10 addirittura obeso. Questi gravi problemi alimentari derivano da un apporto calorico eccessivo, il quale peraltro, al contrario di quel che si potrebbe pensare, espone comunque a carenze di alcuni nutrienti. Quantità, infatti, non significa anche qualità, e cioè equilibrio e varietà di elementi nutritivi".
"La dieta vegetariana, garantendo a parità di volume di cibo ingerito un minore apporto calorico, può assicurare l'assunzione di tutti i nutrienti necessari, e contribuire al contempo all’abbattimento dei rischi di sovrappeso e obesità".

Salute: Veronesi, vegetariani si può e si deve, anche da bambini

Milano, 9 set. (Adnkronos Salute) - "Vegetariani si può, vegetariani si deve. Anche da bambini". Parola di Umberto Veronesi. L'oncologo, paladino della dieta verde, promuove il trend che vede un aumento dei piccoli italiani allevati 'a carne zero'. Rispetto ai coetanei onnivori "sono più sani, hanno un quoziente intellettivo almeno equivalente e si ammalano di meno già all'asilo, perché hanno difese immunitarie migliori". Senza contare che "crescono più magri". I vegetariani "pesano in media circa il 10% in meno", ricorda lo scienziato, e 'dribblano' così le patologie legate ai chili di troppo come il diabete. Chi rinuncia a mettere gli animali nel piatto è "dal 20% all'80% più protetto dalle malattie cardiovascolari, il 40% più protetto dal cancro e dal 20% al 60% più protetto dall'ipertensione".
Dopo il via libera alla dieta vegetariana anche nei piccoli, che arriva dai pediatri riuniti a Verona per il convegno 'Nutrizione, metabolismo e diabete nel bambino e nell'adolescente', Veronesi ricorda all'Adnkronos Salute i concetti contenuti nel suo ultimo libro 'Verso la scelta vegetariana' (Giunti editore), scritto a 4 mani con il giornalista Mario Pappagallo. "E' nell'infanzia che si acquisiscono gli stili che poi ci accompagneranno per tutta la vita - spiega l'ex ministro della Sanità - Quindi educare i nostri bambini a mangiare in modo sano equivale a dotarli di una difesa fondamentale e duratura contro molte malattie".
In molti, anche fra gli 'adepti' della dieta vegetariana che diventano genitori, si domandano se sia giusto eliminare la carne dall'alimentazione dei bimbi. Temono che alcune sostanze contenute nella dieta carnivora siano indispensabili per la crescita. Certo "è una paura comprensibile - ammette Veronesi - ma infondata".
"I bambini vegetariani, oltre a essere più sani, non sono affatto penalizzati rispetto ai loro coetanei onnivori", garantisce Veronesi, sulla base delle ricerche condotte sul tema. "Alcuni studi hanno osservato che i bambini vegani, che mangiano solo cibi vegetali, all'età di 10 anni sono circa 2,5 centimetri più bassi e da 2 a 4 chili più leggeri anni rispetto ai bambini onnivori - precisa - ma raggiungono questi ultimi al compimento del ventesimo anno. D'altra parte, la crescita sempre più veloce dei bambini onnivori non è salutare", avverte l'oncologo.
"La tipica dieta americana, ricca di carne e povera di altri alimenti - ricorda - produce nei bambini un accumulo di ormoni sessuali che li portano ad anticipare sempre di più la maturazione sessuale, addirittura all'età di 8 anni. Le ragazze vegetariane invece hanno in genere le prime mestruazioni più tardi rispetto alle onnivore, e questo in età adulta è un fattore di protezione contro cancro". Dal mondo vegetale, dunque, "è possibile trarre una dieta ricca e variata capace di far crescere i bambini sani e robusti". E "se i dubbi permangono, invece che rinunciare" a educare i piccoli alla dieta verde, "è meglio consultare un nutrizionista esperto in vegetarianesimo".
In generale, continua Veronesi, "una delle regole da osservare per una corretta alimentazione vegetariana nei bambini è quella di prediligere pane e pasta integrali, e verdura fresca invece che in scatola". Inoltre, "i lattanti che mangiano già cibi solidi dovrebbero continuare a bere il latte materno, o in alternativa latte artificiale per neonati a base di soia". E ancora: "Poiché lo stomaco dei bambini sotto i 10 anni è piccolo, solo un terzo della dieta quotidiana dovrebbe essere costituito da alimenti ad alto contenuto di fibre e di acqua (come il sedano o le mele), mentre altri alimenti ricchi di sostanze nutritive (come passati di legumi, avocado, avena e frutta secca) dovrebbero costituire almeno la metà della loro dieta. Un'altra accortezza è non sostituire la carne con troppe uova e formaggi, perché un eccesso di grassi saturi è dannoso per la salute". E poi "troppi latticini possono impedire l'assorbimento del ferro".
"Nei bambini più grandi e negli adolescenti non bisogna poi trascurare l'aspetto psicologico", consiglia Veronesi. Se la dieta vegetariana non si insegna subito, ma nel corso degli anni, allora "il bambino dovrebbe poter passare da un'alimentazione onnivora al vegetarianesimo con naturalezza. Si può cominciare con il ridurre le porzioni di carne, oppure si può far provare al bimbo la dieta vegetariana per una settimana o due e vedere se la apprezza. Per attenuare la 'nostalgia della carne' esistono in commercio alimenti che le assomigliano (per esempio hamburger di soia, hot-dog di tofu e fettine di seitan, un prodotto del grano). Inoltre ci sono molti piatti appetitosi come le lasagne di magro o la pasta alla marinara, che sostituiscono efficacemente gli analoghi conditi con il ragù".
Infine, se la 'conversione' scatta in un teenager, "è anche importante verificare le motivazioni personali che inducono un ragazzo a optare per il vegetarianesimo. Alcuni, per esempio, potrebbero usare la scusa della scelta vegetariana per coprire un disordine alimentare. La scelta vegetariana, soprattutto nei giovanissimi, ha un forte valenza etica e come tutte le scelte etiche - raccomanda lo scienziato - deve avere radici solide nella consapevolezza e lucidità di pensiero".
Nel suo libro Veronesi inserisce anche una tabella espressamente dedicata ai genitori che allevano i figli secondo una dieta vegetariana. Mamma e papà dovrebbero assicurarsi di fornire dosi di olio di semi di lino o di semi di cartamo adeguate all'età, come pure di calcio sotto forma di bevande arricchite o latticini; minerali in traccia e vitamine del gruppo B (una porzione al giorno di verdure a foglia verde, una di verdure a radice e una di funghi 3 volte a settimana); dai 5 anni in avanti si suggerisce un cucchiaio di lievito alimentare in scaglie 3 volte alla settimana; integrazioni ad hoc di vitamina B12 e, per un pieno di vitamina D, 'pillole di sole': bastano "20 minuti di luce solare al giorno 3 volte alla settimana sulla faccia e sulle mani, o 10 microgrammi al giorno".

SALUTE: IN ITALIA 7,6 NEONATI SU 100 ESPOSTI ALL'ALCOL IN GRAVIDANZA

(ASCA) - Roma, 9 set - In Italia oltre 7 neonati su 100 hanno subito esposizione alcolica nel grembo materno. Si tratta dei primi dati italiani rilevati da uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità e diffusi oggi nell'ambito della prima Giornata internazionale della consapevolezza sulla sindrome feto-alcolica.
Lo studio multicentrico di prossima pubblicazione è stato condotto attraverso un biomarcatore, l'etilglucuronide, in grado di rilevare l'esposizione all'alcol nel meconio, le prime feci dei neonati. Il gruppo di studio, capeggiato da Simona Pichini, ha messo in luce che c'è un consumo di alcol
in gravidanza sottostimato o non riconosciuto da parte delle donne che partoriscono: l'analisi sul meconio di 607 neonati, infatti, ha rivelato un'esposizione media del 7,6% di neonati, con una distribuzione nelle diverse città campione dello studio molto diversificata: da uno 0% nella
neonatologia di Verona ad un 29% nella neonatologia dell'Umberto I di Roma.
''Noi non sappiamo quale sia la quantità di alcol che si possa assumere in gravidanza senza rischi e perciò indagini come questa sono estremamente importanti nel campo della prevenzione e della tutela della salute neonatale - afferma il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Enrico Garaci - perché permettono di far luce su un fenomeno sommerso come quello delle patologie pediatriche sviluppate in relazione all'assunzione di bevande alcoliche durante la gravidanza''.
''In Europa infatti - conclude Garaci - si hanno pochissimi dati sui disordini feto-alcolici, questo nostro
studio è fra i primi e ha coinvolto anche la Spagna. A Barcellona i dati hanno rivelato addirittura il 45% di esposizione neonatale. L'obiettivo di questa giornata è soprattutto l'informazione, alle donne prima di tutto sia quelle in gravidanza che quelle che decidono di avere un figlio che la quantità di alcol in questo periodo deve essere pari a zero''.
com-map/sam/bra

SALUTE: GRAVIDANZA, BIMBI DISTINGUONO TATTO DA DOLORE DA 35esima SETTIMANA

(ASCA) - Roma, 9 set - I bambini sono in grado di distinguere una carezza da un leggerissimo pizzicotto a partire dalle 35 settimane di gestazione: la scoperta è stata effettuata dai ricercatori dell'University College of London, in Inghilterra.
Lo studio, pubblicato su Current Biology, è stato condotto esaminando l'attività cerebrale di 46 neonati, di cui 21 venuti alla luce prematuramente. Gli studiosi hanno così potuto esaminare le risposte agli stimoli in piccoli nati tra la 28esima e la 37esima settimana: ''I bambini prematuri che hanno meno di 35 settimane danno risposte cerebrali molto simili quando esperiscono sensazioni tattili o dolorose -
spiega Rebeccah Slater dell'UCL, che ha partecipato allo studio -. Dopo questo periodo, invece, avviene un cambiamento graduale, e il cervello inizia a elaborare i due tipi di stimoli in modo distinto''.
''Naturalmente - conclude Lorenzo Fabrizi, primo autore dello studio - i bambini non possono dirci come si sentono. Non possiamo quindi affermare che prima di questo cambiamento a livello cerebrale non siano in grado di sentire il dolore''.
noe/mau/bra

giovedì 8 settembre 2011

Belen Rodriguez: Figli? Ci metteremo al lavoro da novembre

Milano, 20 giu. (LaPresse) - "Il matrimonio con Fabrizio? Prima dobbiamo aspettare il suo divorzio, ma è nei nostri progetti più immediati". Lo ha detto Belen Rodriguez in un'intervista sulle pagine di 'Gente', senza fare mistero del suo desiderio di fare famiglia con il compagno Fabrizio Corona. "Poi, vogliamo diventare genitori: ci metteremo al lavoro da novembre", ha aggiunto la showgirl argentina. La sorella più piccola di Belen, Cecilia, sarà l'eventuale testimone, ed è intervenuta nel corso della conversazione: "Io farò come Pippa Middleton, cercherò di rubarle la scena".
Poi, una piccola digressione sul loro rapporto di sorelle: "Il nostro rapporto è migliorato negli anni: da piccola ero la sua bambolina, vittima dei suoi pessimi scherzi, come quando, a 9 anni, mi tinse i capelli biondo platino". Poi durante una vacanza alle Maldive, c'è stata una svolta: "Finita 'L'isola dei famosi' - ha raccontato Belen - ero disperata per la fine della storia con Borriello, abbiamo fatto un viaggio dove ci siamo raccontate tutto quello che non ci siamo mai dette". A commento della relazione tra Belen e Fabrizio, Cecilia, la sorella minore di Belen ha aggiunto: "Credo sia il ragazzo giusto per mia sorella, la fa sentire al centro dell'universo".

Blair chiede 10 sterline ai compagni del figlio per festa di fine anno

Londra (Regno Unito), 20 giu. (LaPresse) - Il patrimonio di Tony e Cherie Blair è stimato intorno ai 60 milioni di sterline, ma questo non gli ha impedito di fare la figura dei taccagni. Quando hanno organizzato la festa di fine scuola per loro figlio Leo e i suoi compagni nella loro villa di campagna, i genitori dei ragazzi sono stati ben felici di accettare l'invito. Il party infatti ha come cornice la splendida villa a Wotton Underwood, vicino a Aylesbury nel Buckinghamshire, dal valore da 6 milioni di sterline, risalente al diciottesimo secolo e appartenuta a Sir John Gielgud.
Ma la loro gratitudine è scomparsa in un attimo quando hanno scoperto che i Blair avrebbero fatto pagare 10 sterline per il privilegio di un posto sull'autobus che sarebbe partito dalla scuola nel centro di Londra per portare i pargoli fino alla festa. E dato che, per motivi di sicurezza, a nessuno è permesso raggiungere privatamente la magione, per mandare i ragazzi alla festa è necessario affidarli al bus.
Racconta il 'Daily Telegraph' che l'atteggiamento dei Blair ha fatto andare su tutte le furie le famiglie dei compagni di Leo. La scuola infatti è frequentata da ragazzi provenienti dalla media borghesia così come dalla classe operaia, i cui genitori hanno redditi e priorità differenti. "Sono livida di rabbia - ha detto una madre - i Blar sono ricchi e possono permetterselo, ma molte famiglie sono povere".
Sono state tali le proteste che i Blair si sono visti costretti a fare un tardivo dietrofront, offrendo di pagare per ogni bambino che non poteva permettersi il viaggio. "I Blair hanno concordato col preside che ogni famiglia che non possa permettersi il costo del pullman non debba pagare" ha detto un portavoce di Blair. Troppo tardi per evitare le polemiche e non passare per Scrooge contemporanei di fronte a tutto il Regno Unito che ha cominciato a fargli i conti in tasca.
Infatti l'avarizia dei Blair ha fatto scalpore proprio per la loro ricchezza. Come riferisce il 'Daily Telegraph', pare che Tony Blair, che ora è inviato per la pace nel Medio Oriente per le Nazioni Unite, abbia guadagnato più di 25 milioni di sterline tra discorsi pubblici, rendite dai suoi libri e compensi per consulenze speciali. Intanto Cherie, come avvocato, guadagna all'incirca 200mila sterline l'anno. E insieme i due hanno accumulato un patrimonio immobiliare dal oltre 14 milioni di sterline, che comprende una casa di cinque piani nel centro di Londra da 4 milioni di sterline, la villa di campagna nel Buckinghamshire, e due appartamenti a Bristol, acquistati come investimento.
Nonostante la loro enorme disponibilità economica, i Blair hanno la reputazione di fare in fretta ad accettare la generosità altrui e piuttosto stretti di maniche quando si tratta di metterci del loro. Si sono goduti le vacanze alle Barbados a casa di sir Cliff Richards, soggiorni gratuiti in Toscana a casa del principe Girolamo Strozzi, e sono stati ospiti a Miami dall'ex Bee Gees Robin Gibb.
In altre occasioni i Blair hanno mostrato una certa tendenza alla parsimonia, come quando Cherie ha venduto gli autografi del marito per 10 euro su eBay e sempre sul sito di acquisti online ha comprato scarpe e vestiti, oltre a una sveglia di Winnie The Pooh per Leo a 99 centesimi. Un'attenzione al risparmio che i Blair non hanno quando si tratta dei conti pubblici, dato che hanno lottano strenuamente per mantenere quattro agenti di sicurezza al di fuori della loro casa londinese, un servizio che è costato ai contribuenti britannici 2 milioni di sterline all'anno, finché Scotland Yard non ha ridotto la protezione a due agenti armati.
Cherie e Tony Blair

mercoledì 7 settembre 2011

Pediatria: esperti Bambino Gesù, con e-book vantaggi pratici e di apprendimento

Roma, 7 set. (Adnkronos Salute) - Zaino leggero, risparmio, sostenibilità dal punto di vista ambientale. Il libro elettronico, l'e-book, ha molti vantaggi pratici e va anche d'accordo con l'apprendimento. A promuoverlo alla vigilia della riapertura delle scuole sono gli esperti dell'ospedale Bambino Gesù di Roma.
"Un e-book - evidenzia Stefano Vicari, responsabile della Neuropsichiatria infantile dell'ospedale pediatrico - offre numerose risorse in più per un bambino. Sottolineare il testo, selezionarlo, attivare immediatamente delle ricerche nel web con un semplice tocco, sono solo alcune delle possibili attività eseguibili per uno studente. Ma il vero vantaggio i libri elettronici lo manifestano proprio a favore di quei ragazzi che per un motivo o per un altro hanno un difficile rapporto con i libri. Un bambino che ha una difficoltà di apprendimento potrà ingrandire il carattere a piacimento, diversificare il contrasto tra sfondo e testo, aumentare la distanza tra le lettere o tra una riga e l'altra, così come attivare la funzione audio per ridurre le difficoltà legate alla dislessia".
"Leggere, dunque, non ad alta voce però - continua Vicari - a differenza di quello che viene spesso richiesto agli alunni. Leggere ad alta voce quando si hanno difficoltà riduce la velocità di lettura e può compromettere la comprensione del testo. Curare solo la forma, come ad esempio badare troppo a non fare errori spesso, riduce infatti l'attenzione sul contenuto del brano da apprendere. E questo vale per tutti, tanto più per chi ha disturbi dell'apprendimento".
Per trarre profitto da quel che si impara sui libri, è fondamentale il metodo di studio che gli esperti di disturbi cognitivi e dell'apprendimento dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù riassumono in: schematizzare e riassumere per facilitare l'apprendimento, e quindi l'esposizione orale o scritta in sede di verifica.
In una società sempre più proiettata verso la virtualità, le risorse tecnologiche tra i banchi non vanno demonizzate. "Questo però - conclude Vicari - non significa accantonare i libri stampati. I libri rappresentano un'esperienza totalizzante per il lettore e un e-book non potrà mai offrire le stesse sensazioni visive, tattili o olfattive (l'odore del libro mai sfogliato) e difficilmente, anche in un remoto futuro, il dono di un libro che ci ha fatto emozionare o pensare potrà essere sostituito da un download".

Pediatria: debutto alla materna per 550 mila bimbi, in crisi 1 su 5

Roma, 7 set. (Adnkronos Salute) - Grembiulini stirati e zainetto con la merenda: il primo giorno di scuola materna si avvicina "per 550 mila bimbi italiani, da due anni e mezzo ai tre anni e mezzo. E possiamo stimare che la novità manderà in crisi un piccolo su cinque". A prevedere pianti, nervosismo, irritabilità, sonno disturbato e 'scioperi della fame' è il pediatra di Milano Italo Farnetani, che assicura all'Adnkronos Salute: "I problemi di adattamento saranno più comuni fra i 300 mila che non sono mai andati al nido".
In questo gruppo, infatti, circa il 30% andrà in crisi a causa della "piccola rivoluzione. Mentre fra i 250 mila che sono andati al nido l'anno scorso, solo il 10% incontrerà qualche difficoltà di adattamento", prevede il pediatra, autore del libro 'Da 0 a tre anni' (Mondadori, giunto alla X edizione). "Insomma, in totale 115 mila bimbi avranno qualche disturbo da adattamento, e i figli di genitori separati sono due volte più a rischio", prosegue il pediatra.
Ma quali sono i problemi più diffusi fra i babydebuttanti? "Quasi tutti saranno più irritabili: crisi di pianto, spesso al momento di salutare mamma e papà, saranno piuttosto frequenti i primi giorni, insieme a un certo nervosismo che potrebbe portare i maschi a un atteggiamento aggressivo, con qualche strattone e lancio di oggetti. Abbastanza prevedibile anche una certa riduzione dell'appetito, fino ad arrivare a una sorta di sciopero della fame, con il bambino che si rifiuta di mangiare a scuola proprio per protesta", spiega.
Ci sono poi i piccoli che sperimentano una sorta di regressione "tornando a fare la pipì e la pupù addosso. E altri che adottano questa strategia quasi per dispetto, sperando in questo modo di imporre la propria volontà. Ma per fortuna si tratta di un problema più raro rispetto agli altri", dice Farnetani. Più diffuse, invece, le difficoltà col sonno. "Se il bimbo si sveglia in piena notte urlando per gli incubi o ha crisi di pianto al mattino, allora è bene riferirlo al pediatra. Mentre se non si addormenta subito la sera - spiega - si tratta di normale nervosismo legato al grande cambiamento, che non deve allarmare troppo".
I disturbi del sonno più gravi, comunque, riguarderanno "non più dell'1% dei bimbi alle prese con l'inizio della materna". Altro problema poco frequente ma presente "è il vomito dello scolaro. Un disturbo che di solito colpisce i bimbi che soffrono di mal d'auto e che hanno una certa tendenza a vomitare". Se evitare del tutto ogni problema è praticamente una missione impossibile, specie per genitori dei bimbi più ansiosi, secondo il pediatra "esistono strategie utili a minimizzare i disturbi e ad aiutare il bambino ad adattarsi alla novità".
Si può pensare che abbiamo sofferto tutti andando a scuola, e dunque è normale che anche i nostro figli lo facciano, "ma io - dice Farnetani - sono convinto che i bambini non crescano soffrendo. E' fondamentale dunque assicurare loro una continuità tra la scuola materna e il suo ambiente, che comunque è gioioso e utile per lo sviluppo dei piccoli, e la casa". (
In che modo comportarsi? Farnetani raccomanda ai genitori "di accompagnare insieme il bimbo a scuola, almeno per le prime settimane. Di parlargli del cambiamento, delle novità e di rassicurarlo molto fin da ora, perché a tre anni un bambino capisce tutto, e percepisce anche il nervosismo dei genitori". In più "sono fortemente raccomandate dosi extra di coccole, e si può anche ricorrere al 'trucco' del telefonino nello zainetto: il bimbo sa che dentro c'è la voce di mamma e che la maestra può chiamarla in caso di bisogno".
E ancora: "Prendiamoli per la gola. Per spingere a mangiare i piccoli inappetenti o quelli che 'scioperano per protesta', almeno a settembre il nutrizionista dovrebbe fare un passo indietro. Sarebbe opportuno proporre a mensa cibi sani, ma anche golosi: come la pizza, le patate fritte con olio d'oliva e la cioccolata a merenda". Tutti alimenti che incontrano il gradimento dei baby-debuttanti.
Quanto al sonno, il pediatra suggerisce di evitare di mandare a letto il bambino troppo presto, se si vede che fatica ad addormentarsi. Meglio concedergli un po' di tempo dopo cena in attività rilassanti, come un gioco da tavolo con mamma e papà o la lettura di una fiaba. Si tratta di sistemi utili a rilassare il bimbo e ad aiutarlo a capire che, con l'inizio della materna, tutto cambia ma le cose importanti restano. "I disturbi da adattamento dureranno in media una o due settimane - prevede Farnetani - mentre se proseguono oltre un mese, è bene avvertire il medico. Infine no al grembiulino, almeno i primi giorni di scuola: è una divisa che aumenta il distacco casa-scuola. E' importante, invece, dare ai bimbi segnali di continuità", conclude.

Farmaci: ibuprofene raddoppia rischio aborto in gravidanza

(ANSA) - MILANO, 7 SET - Prendere durante la gravidanza l'ibuprofene, uno dei principi attivi più comuni negli analgesici, può raddoppiare il rischio di aborto. Meglio il paracetamolo, un analgesico più sicuro in gravidanza. Lo ha stabilito uno studio pubblicato sul 'Canadian Medical Association Journal'.
Si è visto infatti che su 4.700 donne esaminate che avevano abortito, 1 su 13 aveva preso un antinfiammatorio non-steroideo, come l'ibuprofene, contro 1 su 38 che aveva avuto una gravidanza
normale. Già precedenti studi avevano suggerito che l'uso di ibuprofene e simili nelle prime fasi di gravidanza potesse aumentare il rischio di anomalie alla nascita. ''Questi farmaci dovrebbero essere usati - dicono gli scienziati - con attenzione durante la gestazione''.
In quest'ultimo studio, il rischio più alto di aborti registrato si è verificato con il diclofenac, un potente
analgesico. ''Dobbiamo consigliare alle donne - commenta Janet Fyle del Royal College of Midwives - di evitare di acquistare antidolorifici da banco. Se una donna incinta ha bisogno di qualche analgesico, il paracetamolo è il piu' appropriato''.
(ANSA).

SALUTE: PER 52% BAMBINI ITALIANI ALMENO UN ANTIBIOTICO DURANTE L'ANNO

(ASCA) - Roma, 7 set - La maggioranza dei bambini italiani è sana, però assume mediamente 3 farmaci ogni anno per le comuni malattie dell'infanzia. Il 52% dei bambini italiani assume almeno un antibiotico durante l'anno, contro il 14% i bambini inglesi (69% in Puglia, 36% nel Lazio). L'8% è ricoverato durante l'anno in ospedale, ma tra Friuli Venezia Giulia e Abruzzo la percentuale raddoppia. Sono alcuni dei dati che verranno presentati e discussi nel corso del Convegno ''Uso razionale dei farmaci per i bambini e i loro genitori: un obiettivo dinamico e strategico'' che si terrà all'Istituto Mario Negri di Milano venerdì 9 settembre. ''Sin dalla sua fondazione e nei 50 anni di attività - afferma Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano - la finalità principale dell'Istituto è stata quella di contribuire alla difesa della salute e della vita umana, e tra i settori prioritari in cui l'Istituto è impegnato c'è la salute materno-infantile''.
noe/mau/ss