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venerdì 17 maggio 2013

Musica: coreografo 30enne, Michael Jackson abuso' di me quando ero bambino

Los Angeles, 17 mag. (Adnkronos/Dpa) - Il coreografo trentenne Wade Robson, che testimonio' a favore di Michael jackson in un processo per pedofilia nel 2005, afferma ora che il cantante, morto nel 2010, ha abusato sessualmente di lui per sette anni. "Era un pedofilo", ha affermato Robson nel programma 'Today Show', della Nbc, aggiungendo che "pratico' atti sessuali con me e mi obbligo' a praticarli con lui".

Robson, che all'inizio di maggio ha citato in giudizio la proprieta' dei beni del defunto cantante chiedendo un risarcimento per gli abusi subiti, nel 1993, quando aveva 10 anni, dechiaro' sotto giuramento che Michael Jackson non lo aveva mai toccato e, ancora, nel 2005, quando aveva 22 anni, testimonio' a favore del cantante in un processo nel quale Jackson fu dichiarato innocente dell'accusa di abusi sessuali.

In varie occasioni Robson fece vista al cantante nel suo ranch Neverland. Alla domanda su quali motivi avesse avuto per non dire la verita' in tribunale, nelle occasioni citate, il coreografo ha risposto affermando che la stella del pop lo aveva sottoposto ad una specie di lavaggio del cervello.

Diabete: '10 storie, 100 bambini, 1000 maestre', libro-guida insegnanti

(ASCA) - Torino, 17 mag - Le gite, le gare sportive, lo spuntino all'intervallo e le feste con i compagni di classe...La vita di un bambino tra i 6 e gli 11 anni e' scandita da momenti che accomunano un'intera fascia d'eta' e che ruotano attorno a uno dei luoghi piu' importanti dell'infanzia: la scuola.Per un bambino affetto da diabete, pero', ognuno di questi momenti richiede un'attenzione particolare: piccoli ma fondamentali accorgimenti che garantiscono il diritto a essere uguali anche se diversi. Per aiutare il mondo scolastico a capire le particolari esigenze di un alunno diabetico, la Clinica Pediatrica di Novara-Dipartimento di Scienze Mediche dell'Universita' del Piemonte Orientale ha voluto raccogliere la voce di dieci piccoli pazienti e imprimerla in un libro-guida rivolto a tutti gli insegnanti: ''Il diabete. Dieci storie, cento bambini, mille maestre''.Il volume ha ricevuto l'attenzione del Ministero della Salute ed e' stato realizzato in collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale e l'Ufficio scolastico provinciale di Novara e il sostegno di Sanofi Italia. In occasione del Salone internazionale del libro di Torino la Regione Piemonte ha voluto ospitarne la presentazione presso il proprio stand istituzionale.''In Piemonte ci sono 374 bambini tra i 6 e gli 11 anni affetti da diabete - sottolinea Roberto Cota, presidente Regione Piemonte - Come ogni loro coetaneo, la scuola e' il luogo in cui trascorrono la maggior parte del proprio tempo e credo che questo libro sara' uno strumento prezioso per imparare a capirne le esigenze: diverse e al contempo uguali a quelle di tutti i bambini della loro stessa eta'''. ''I bambini diabetici devono affrontare una serie di adempimenti quotidiani inusuali per la loro eta', e quindi eccezionali, ma nell'essere come tutti gli altri sta la loro riuscita come alunni oggi e come uomini domani - sottolinea Francesco Cadario, autore del volume e responsabile dell'Ambulatorio di Diabetologia della Clinica Pediatrica di Novara - Quindi e' compito di tutti coloro che hanno un ruolo ''attorno'' a questi bambini, genitori, insegnanti, compagni ed amici, aiutarli a ricostruire una normalita', che garantisca loro la qualita' della vita che ogni bambino ha il diritto di avere''. In Italia il diabete infantile colpisce circa un bambino su 3800 e vede una casistica in costante aumento (oltre il 3% all'anno). Si manifesta piu' frequentemente tra i 5 e i 10 anni, ma colpisce sempre piu' bambini in tenera eta', gia' a partire dalle scuole materne. In Piemonte, attualmente, ci sono 308 casi di bambini tra i 6 e gli 11 anni affetti da diabete di tipo 1 (insulino-dipendente) e 66 casi di diabete di tipo 2 (non insulino-dipendente). A provocare questa malattia autoimmune e' un aumento di zuccheri nel sangue che l'insulina, ormone prodotto dal pancreas, non riesce a riequilibrare.Si tratta di una malattia che permette comunque una vita normale a tutti gli effetti anche se con alcuni accorgimenti. red/mpd

Salute: pediatri, videogiochi? Se 'attivi' effetti positivi su bambini

(ASCA) - Roma, 17 mag - L'inattivita' fisica e l'obesita' infantile sono un problema molto serio e diffuso. Meno del 50% dei bambini in eta' da scuola elementare, e meno del 28% delle bambine, raggiungono I livelli minimi di attivita' fisica necessaria a restare in buona salute. L'exergaming, ovvero l'utilizzo di console attive che tracciano i movimenti dei giocatori per controllare il gioco (es. Xbox-Kinect, Wii), diventa sempre piu' popolare e potrebbe fornire una forma alternativa di esercizio, utile a combattere i comportamenti sedentari dei piu' piccoli. In uno studio in via di pubblicazione nel Journal of Pediatrics, edito da Elsevier, i ricercatori hanno analizzato gli effetti dell'exergaming sui bambini. Louise Naylor e i ricercatori delle Universita' di Western Australia, Liverpool John Moores e Swansea hanno analizzato 15 bambini tra i 9 e gli 11 anni, ciascuno dei quali ha svolto 15 minuti di exergaming ad alta intensita' (Kinect Sports - 200m Hurdles), di exergaming a bassa intensita' (Kinect Sports - Ten Pin Bowling) e un test fisico graduale sul tapis roulant. I ricercatori hanno misurato il dispendio energetico e la risposta vascolare di ciascuna attivita' utilizzando la dilatazione flusso-mediata (DFM), una misura riconosciuta delle funzioni vascolari e della salute dei bambini. Dall'esperimento, i ricercatori hanno scoperto che l'exergaming ad alta intensita' provoca un dispendio energetico equivalente a quello di un esercizio moderato, mentre, quello a bassa intensita' provoca un dispendio energetico equivalente ad un esercizio a bassa intensita'. In aggiunta, anche se l'exergaming a bassa intensita' non ha un impatto sul DFM, quello ad alta intensita' ha ridotto significativamente il DFM, rivelandone gli effetti benefici sulla salute vascolare dei bambini. L'exergaming ad alta intensita' ha inoltre aumentato la frequenza cardiaca e la quantita' di energia bruciata. I partecipanti hanno riportato livelli simili di divertimento con entrambi i tipi di gioco, il che indica che i bambini avrebbero continuato a giocare ad entrambe le tipologie di exergaming con la stessa probabilita'. Secondo la Naylor '' l'exergaming ad alta intensita' potrebbe essere una buona forma di attivita' per i bambini, con prolungati effetti benefici sulla loro salute''. Queste scoperte confermano l'idea, ormai sempre piu' diffusa, che attivita' fisica ad alta intensita' sia benefica per la salute dei bambini, e l'exergaming ad alta intensita' dovrebbe essere considerato un mezzo per incoraggiare i bambini a svolgere una vita meno sedentaria. red/mpd

Pediatria: inglese, vela e cavallo, e' febbre corsi estivi per bimbi

Roma, 17 mag. (Adnkronos Salute) - Dai campi avventura tra bivacchi notturni e ponti tibetani, a quelli per imparare l'inglese, con lezioni e attività sportive seguite da docenti madrelingua, fino ai corsi di vela, equitazione, canoa e tiro con l'arco, e alle settimane 'a quattro zampe' per baby amanti dei cani alla scoperta dei segreti per relazionarsi con i pet. In questo periodo dell'anno, soprattutto fra i genitori con figli alle elementari, è caccia al campo estivo: un modo per impiegare il tempo dei piccoli di casa tra la fine della scuola e l'inizio delle vacanze in famiglia. E se la richiesta, nonostante la crisi, resta alta, l'offerta è ormai variegata e basta navigare un po' sul web per trovare miriadi di possibilità. "Ormai per molte famiglie il campo estivo è una soluzione quasi obbligata, tanto che molti pediatri si trovano, in queste settimane, a fare visite di controllo per rilasciare tutta la documentazione richiesta", come testimonia all'Adnkronos Salute il pediatra di Milano Italo Farnetani.

"Il fatto è che ormai il periodo finestra tra la chiusura della scuola e la partenza per le ferie in famiglia, lascia aperto per molti il problema di cosa far fare ai figli. Ebbene il 50% in genere li affida ai nonni, qualcuno riesce a seguirli nelle varie attività possibili in città, mentre per gli altri non resta che il centro estivo, a volte visto come una sorta di 'parcheggio'", avverte Farnetani. Fra i più gettonati, i campus in inglese. "Ogni estate nei nostri quattro centri, due in Umbria e due nelle Marche, seguiamo 5-600 bambini dai 7 ai 12 anni, con un piccolo gruppo 13-17 anni - spiega all'Adnkronos Salute Cristiana Gullini, una dei titolari di Kid's World, che organizza dal 2004 campi estivi settimanali in lingua per bambini - Lezioni, ma anche attività sportive e ludiche sono tutte in inglese, tanto che c'è anche una piccolissima percentuale (2%) di iscritti stranieri. Ma il divertimento è assicurato. Visto che si tratta di far dormire i bambini fuori casa, spesso i genitori sono un po' apprensivi, ma per il resto dopo aver fatto le opportune verifiche si tranquillizzano. Le attività comunque a oggi sono quasi tutte al completo".

Per chi alla lingua d'Albione preferisce l'avventura, su www.campiestivi.eu ci sono proposte di mini-vacanze nella natura, con bivacchi notturni, fiumi da guadare, ponti tibetani e canoa. Oppure l'esperienza di un soggiorno in un castello, come quello proposto da Eppursimuove (eppursimuove.roma@gmail.com) per bimbi dai 7 agli 11 anni, con mini-olimpiadi di bocce, ping pong, calcio balilla e piscina nel Castello delle Rocchette a Bagnoregio (Vt).

Per non parlare dei corsi di vela, tiro con l'arco, trekking e altre attività sportive. Per gli amanti dei pet, poi, ci sono le 'Settimane Estive a 4 zampe' dove i bambini, "seguiti da operatori qualificati, faranno laboratori di gioco relazione con i cani adulti e i cuccioli, agility junior, bagni in piscina con i cani, equitazione e pony games", spiegano dall'Associazione Chiaramilla (www.chiaramilla.it).

Ma come scegliere le attività, e soprattutto come riempire le lunghe giornate estive? "La mia raccomandazione è quella di evitare il più possibile di far dormire fuori il bimbo, a meno che non sia dai nonni o dagli amichetti. L'ideale è optare per centri che offrono attività diurne e consentono al bambino di tornare a casa e dormire nel suo letto, almeno fino ai 16 anni", assicura Farnetani.

"Con la crisi le vacanze in famiglia si fanno sempre più brevi, ma è importante - raccomanda - mantenere questo momento di svago e conoscenza tra grandi e piccoli di casa. E consentire al bambino di raccontare le esperienze fatte durante il giorno. Inoltre dopo la fine della scuola, le interrogazioni e le verifiche, i bambini sono mentalmente stanchi, dunque via libera ad attività fisica ma vietato l'impegno mentale. Sì ai corsi di vela, equitazione, canoa, ginnastica artistica, e anche a sport 'estivi' come nuoto, pallanuoto e tiro con l'arco. No invece ai corsi full immersion che propongono un impegno di tipo agonistico, troppo stancanti e stressanti per il bambino. Anche lui ha il diritto di riposarsi e ricaricarsi, e magari anche di annoiarsi per qualche ora. Sicuramente si ingegnerà e inventerà qualche passatempo piacevole", assicura Farnetani.

Azzurrina, il fantasma bambina di Montebello

21 giugno del 1375, nel castello di Montebello. Una bambina gioca con una palla fatta di stracci. Si chiama Guendalina, ma per tutti è Azzurrina, per quegli occhi e quei capelli dai riflessi blu slavato. E' una bambina albina e, a quei tempi, questo significava essere posseduti dal diavolo, o (se andava bene) avere poteri magici. Azzurrina era controllata da due guardie che il padre, Ugolinuccio Malatesta di Montebello, obbligava a non perdere mai di vista la figlia.

Quel 21 giugno, solstizio d'estate, la palla rotola giù per le scale del castello, nella ghiacciaia. Guendalina, ma per tutti Azzurrina, la rincorre. Poi un urlo. Le guardie accorrono, ma in ghiacciaia non c'è nessuno. Né la bambina, né la palla di stracci. E Guendalina scompare, per sempre. E nasce la leggenda di Azzurrina, il cui fantasma sarebbe rimasto rinchiuso nel castello da allora, facendosi sentire ogni cinque anni, proprio nel solstizio d'estate.

Questa è la storia del castello di Montebello, in provincia di Rimini, che dal 1989 è meta di pellegrinaggio per turisti e curiosi alla ricerca del fantasma. Visita guidata con registrazione della presunta voce di Azzurrina compresa. A pagamento. Già, perché ogni cinque anni Azzurrina â€" rinchiusa suo malgrado tra quelle antiche mura â€" non si fa vedere, ma si fa sentire. Senza che la scienza possa spiegarlo.

Già, perché quello dei fantasmi è un mistero cui la scienza difficilmente sa dare una risposta. Effetti ottici, onde elettromagnetiche, illusione o, infine, truffa. Queste le spiegazioni che vengono date da chi ai fantasmi, ai poltergeist, non crede. Eppure, né la scienza né la fantascienza è ancora riuscita a dare una risposta definitiva a una delle leggende che dai tempi dei tempi affascina gli uomini e mischia religione e paranormale. I fantasmi, infatti, implicano la sopravvivenza dell'anima al corpo e, quindi, a differenza di altre credenze popolari viene vista con curiosità â€" se non con benevolenza â€" anche dai credenti.

giovedì 16 maggio 2013

Pediatria: studio, bambini grassi hanno meno amici

Milano, 16 mag. (Adnkronos Salute) - Ai bambini non piacciono gli obesi, secondo uno studio inglese presentato al Congresso europeo sull'obesità che si è tenuto a Liverpool a metà maggio. Sembra che i rigidi modelli che la società moderna impone abbiano una forte influenza già sui giovanissimi. Infatti, chi è sovrappeso, di primo impatto, viene considerato 'cattivo' o comunque poco simpatico dagli 'under 7'. Ricercatori dalla University of Leeds, nel Regno Unito, hanno chiesto a più di 100 bambini con età compresa tra i 4 e i 7 anni cosa ne pensassero di un personaggio di un libro chiamato 'Alfie il grasso'. I bimbi hanno mostrato di non gradire molto Alfie, tanto che non lo avrebbero neanche invitato a una festa se fosse stato un 'bambino vero' e, secondo i partecipanti, era più facile che fosse "cattivo" rispetto agli altri personaggi più magri. Per avere più amici il povero Alfie dovrebbe dimagrire, solo così molti bimbi gli darebbero una possibilità, mentre ben pochi lo accetterebbero da grasso. Gli under 7 sarebbero però amici di Alfie, a prescindere dal suo peso, qualora lui fosse in sedia a rotelle. A un secondo gruppo di circa 150 bambini, poi, sono state fatte domande simili su un personaggio immaginario chiamato 'Alfina': il corrispettivo di Alfie in versione femminile. Anche in questo caso la protagonista del libro era stata disegnata in tre versioni: grassa, magra e su sedia a rotelle, e, anche in questo caso, Alfina la grassa avrebbe avuto pochi amici, mentre Alfina nelle versioni magra e disabile ne avrebbe avuti di più. "Ragazzi giovani come questi rappresentano un barometro sociale - ha detto Andrew Hill, primo autore della ricerca - Ciò indica che la società tiene talmente tanto in considerazione la forma del corpo, che pure i bambini assumono un atteggiamento che rispecchia quello che diciamo dell'obesità". Nella società moderna è talmente un'abitudine etichettare male chi è sovrappeso, che persino i bambini lo fanno. "I genitori e gli insegnanti dovrebbero essere consapevoli di questo".

Medicina: Bambino Gesu', nuove prospettive per cure Fibrosi cistica

(ASCA) - Roma, 16 mag -L'utilizzo delle nuove tecnologie di sequenziamento genomico di ultima generazione, applicate allo studio del microbiota intestinale e polmonare, potra' aprire la strada a nuove strategie terapeutiche e preventive nei pazienti affetti da malattie croniche, a partire dalla fibrosi cistica. E' quanto emerso dal simposio internazionale organizzato dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu' (''The Microbiota and Immunity in Human Diseases - An International Symposium''), che portera' alla creazione di un network italiano di ricerca pediatrica dedicata al ''microbiota'', l'insieme dei microrganismi presenti nel corpo umano. Le nuove tecnologie di ''next-generation sequencing ''(NGS), di cui proprio di recente l'Ospedale Bambino Gesu' si e' dotato, sono infatti in grado di identificare tutti i microrganismi che colonizzano cronicamente il nostro tubo intestinale e l'intero albero respiratorio (a cominciare dalle vie aeree superiori ed i seni paranasali). Questi progressi renderanno possibile lo studio delle funzioni fisiologiche svolte dal pool dei microbi che convivono con il nostro organismo, sia in condizioni di benessere clinico, che in presenza di malattia. Il comprendere come essi interagiscono con il nostro organismo, in particolare con l'apparato immunologico, aprira' la strada a nuove strategie terapeutiche e preventive, anche nei pazienti affetti da malattie croniche. Prospettive terapeutiche interessanti possono configurarsi in particolare per quanto riguarda la Fibrosi Cistica, malattia genetica grave che coinvolge molti organi ed apparati ed in oltre il 95% dei casi evolve in insufficienza respiratoria cronica, a causa delle infezioni polmonari provocate da germi definiti ''opportunistici''. In questo ambito, la comunita' scientifica e' gia' riuscita ad ottenere, grazie alle nuove tecnologie, una nuova classificazione tassonomica dei germi che colonizzano l'albero polmonare nella Fibrosi Cistica. A questo punto sara' importante definire le interazioni tra le diverse specie microbiche, con l'obiettivo di riuscire in futuro a ricostruire un corretto ''ecosistema''. Gli strumenti di cui l'Ospedale Bambino Gesu' si e' dotato consentiranno di studiare in maniera specifica la presenza di funghi ed anaerobi nell'albero polmonare. Anche se il loro ruolo sull'origine della malattia polmonare nella Fibrosi Cistica e' ancora dibattuto, l'importanza di alcuni di loro (''aspergillus fumigatus''), appare gia' delineata per le implicazioni cliniche, la capacita' di colonizzare solo il polmone danneggiato, i rapporti con l'antibiotico-terapia continua alla quale si devono sottoporre i pazienti con Fibrosi Cistica. Decisivo nei pazienti con Fibrosi cistica anche il rapporto con il microbiota intestinale, il cui sviluppo risulta alterato dalle complicanze gastrointestinali associate alla malattia. Le nuove tecniche consentono oggi di comprendere in quale misura il microbiota influenzi non solo la suscettibilita' alle malattie, ma anche la risposta alle terapie farmacologiche impiegate nel loro controllo. E' noto infatti che le caratteristiche del microbiota intestinale possono influenzare il metabolismo dei farmaci e la loro biodisponibilita', con ripercussioni anche sulla tossicita'. red/mpd

mercoledì 15 maggio 2013

Pediatria: iperteso 5% bimbi italiani, meno sale e piu' latte materno

Milano, 15 mag. (Adnkronos Salute) - Provare la pressione ai bambini è importante. Se è troppo alta "può essere il primo segno che qualcosa non va", spiega Patrizia Salice, responsabile dell'Ambulatorio di ipertensione pediatrica della Fondazione Policlinico di Milano, all'Adnkronos Salute a margine di una conferenza sull'ipertensione che si è tenuta oggi in ospedale. "Il 5% dei bambini in Italia soffre di ipertensione", dice l'esperta spiegando che, quando questo problema non è causato da fattori genetici, o secondario a specifiche patologie, "è possibile correggerlo", evitando così che il baby-paziente sviluppi problemi di pressione alta in età adulta. Dai medici del Policlinico arrivano delle raccomandazioni ad hoc per i genitori: meno sale nel piatto e allattare per un periodo adeguato il bebè al seno, quando possibile.

Tutti gli stimoli che un bambino riceve durante un periodo critico dello sviluppo portano a effetti duraturi e permanenti, e contribuiscono a formare il futuro adulto, sottolinea Salice. Questo fenomeno è chiamato 'programming'. "Se i problemi di alta pressione sono identificati in tempo, si può lavorare sul programming - spiega l'esperta - Prescrivendo, ad esempio, un'alimentazione povera di sale e ginnastica, è possibile evitare al bambino un futuro da iperteso". Per questo motivo è importante che il pasto sia equilibrato sin dalla prima infanzia.

Infatti, un altro fattore che può complicare il futuro del piccolo è l'obesità: "Un bambino sovrappeso ha molti più rischi di sviluppare ipertensione - avverte Anna Villarini, specialista in scienza dell'alimentazione presso l'Ircss di via Sforza - E' fondamentale cominciare a fare prevenzione il prima possibile". Muoversi, ad esempio, è importante anche per questa ragione. "Noi italiani siamo grandi mangiatori ma pessimi camminatori", commenta Villarini. Salice consiglia inoltre alle mamme, laddove possibile, di allattare al seno. Ci sono studi, infatti, che "hanno dimostrato che i bambini allattati al seno hanno una pressione più bassa quando crescono". L'ipertensione infantile può anche essere sintomo di patologie più gravi, e questo è un altro motivo per cui è meglio monitorarla sin da piccoli. Ad esempio, "può essere indice di problemi renali - spiega Salice - e il bambino nefropatico sviluppa danni al cuore molto più velocemente dell'adulto". Per sensibilizzare verso i problemi ipertensivi infantili, il 17 maggio, in occasione della Giornata dedicata, presso l'Ambulatorio Mangiagalli Regina Elena sarà possibile misurare la pressione a tutti i bambini.

Brescia, donna e bimbo cadono in fiume: sono gravi

Brescia, 14 mag. (LaPresse) - Una donna di 26 anni e suo figlio di circa 3 anni sono caduti nelle acque del fiume Mella tra Castalmella e Azzano, in provincia di Brescia. Sul posto sono intervenuti i medici del 118 e i vigili del fuoco. La madre e il bimbo sono stati trascinati a riva dai soccorritori ma per il piccolo non c'è stato nulla da fare: è morto per arresto cardiaco da annegamento. La 26enne, invece, è ricoverata in gravi condizioni. Secondo le prime informazioni si è trattato di un incidente: stavano passeggiando lungo la ciclabile che costeggia il fiume quando il figlio è scivolato in acqua e la mamma si è tuffata per cercare di salvarlo. La corrente, però, li ha trascinati via anche perché le piogge dei giorni scorsi hanno reso le acque impetuose e torbide.

Usa, Biden risponde a bimbo: Con proiettili cioccolato mondo più sicuro

Milwaukee (Wisconsin, Usa ), 14 mag. (LaPresse/AP) - Gli Stati Uniti sarebbero un posto più sicuro e felice se i proiettili fossero fatti di cioccolato. A dirlo è il vicepresidente Usa Joe Biden in una lettera indirizzata a uno studente di 7 anni della Downtown Montessori Academy di Milwaukee, in Wisconsin. Il bambino aveva scritto qualche mese fa al vicepresidente e ad altri funzionari di Washington, proponendo di dotare le armi di pallottole fatte proprio di cioccolato. Il bambino, ha raccontato la sua insegnante Jenny Aicher, ha suggerito nella lettera che se le armi sparassero proiettili dolci nessuno si farebbe del male. Con la sorpresa di tutta la scuola, il piccolo ha ricevuto da Biden una risposta scritta a mano. "La gente - ha notato il vicepresidente - adora il cioccolato. Sei un bravo ragazzo".