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mercoledì 17 giugno 2015

Rai2: Coppie in attesa, come cambia la vita con il primo bimbo

Rai2: Coppie in attesa, come cambia la vita con il primo bimboRoma, 17 giu. (askanews) - Giovedì 18 giugno, alle 21.15, su Rai2 va in onda il secondo con "Coppie in attesa". Le vicende di otto coppie italiane, che vedono la loro vita inevitabilmente cambiare con l'attesa e poi con la nascita del proprio bimbo: l'emozione di tenerlo in grembo per nove mesi, la prima ecografia, genitori mano nella mano e occhi colmi di lacrime, la gioia di vederlo venire alla luce, l'incredulità di tenerlo tra le braccia per la prima volta. Ma anche le ansie, le preoccupazioni e la gestione dei rapporti familiari.

Nella prima parte, ambientata a Cisliano (Milano), Carola e Fabrizio sono una coppia di impiegati bancari dell'hinterland milanese, in attesa della prima figlia. Nel tempo libero, i due coltivano forti passioni - soft-air per lui, moda e cucina per lei, che esprime su un suo blog - e si preparano a diventare genitori tra sfilate e simulazioni di guerra. Mentre la data del parto si avvicina, la serenità della coppia è minata dalle crisi ormonali di Carola, che causano qualche arrabbiatura. A Roma, invece, per Ruriko e Luca è giunto il momento di diventare genitori: un cesareo d'urgenza è necessario perché nasca la piccola Midori, un frugoletto di poco più di due chili con gli occhi orientali della mamma e l'esuberanza romana del papà. I neo-genitori possono finalmente progettare il futuro della loro famiglia ma devono affrontare l'onnipresente Anna, la mamma di Luca che reclama un adeguato spazio nella vita della nipotina. A Siracusa, invece, con il sostegno di Genni , Lucrezia si è decisa a perdonare Ugo e a cominciare con lui una nuova vita insieme. I due comprendono che per diventare buoni genitori sarà necessario crescere molto in fretta. Riusciranno a mantenere i buoni propositi?

(Segue)

Giulia Michelini: «Mio figlio mi ha salvato la vita»

Giulia Michelini: «Mio figlio mi ha salvato la vita»

È cresciuta in fretta Giulia Michelini: l’attrice, ora al cinema con «Cado dalle nubi», è mamma di Cosimo Giulio, di cui rimase incinta a soli 19 anni. Ricorda bene quel periodo intenso e drammatico. «Non ero la “figlia perfetta”: poco costante a scuola, irrequieta. I miei genitori, due magistrati penali che da Napoli si trasferirono a Roma, sono quelli che ti dicono “fai come vuoi”, ma se non fai come vogliono loro vivi di sensi di colpa», ha confessato su Vanity Fair.

«A 19 anni ero abbastanza confusa: avevo iniziato a recitare da poco, un membro dello staff di Muccino mi aveva notato fuori dalla palestra dove facevo ginnastica artistica e mi aveva convinto a fare dei provini â€" ha proseguito -. Avevo da tempo una storia con un ragazzo, otto anni più grande di me, conosciuto a un corso di vela, che però era molto complicata. Quando ho scoperto di essere incinta, onestamente non pensavo di tenerlo. Tutti, i miei genitori in testa, m i dicevano che mi sarei rovinata la vita».

«Ho preso l’appuntamento per interrompere la gravidanza, ma una volta lì, in quella stanza, ho cambiato idea â€" ha confessato -. È una decisione che prendi in una frazione di secondo â€" tenerlo o non tenerlo â€", dalla quale però parte un percorso a lungo termine, mille conseguenze che non puoi prevedere in quel momento».«Ero nel panico totale â€" ha aggiunto -. Una volta uscita, sono entrata in una cabina telefonica per chiamare mia madre. Sull’apparecchio c’era un elastichetto da bambina, non ricordo se con due cubetti o due ciliegine. Lo so, è stupido, ma vedendolo mi sono detta: va bene così, sto facendo la cosa giusta».

«A quell’età non desideravo un figlio â€" ha concluso - volevo indipendenza, sentirmi libera di andare come un treno, ma questo bambino, dandomi un peso specifico, credo che mi abbia salvato la vita. Ha allontanato la mia parte autolesionista, senza di lui è probabile che mi s arei persa».

Cover Media

Papa: Perdita di figlio apre voragine che inghiotte passato e futuro

Città del Vaticano, 17 giu. (LaPresse) - "Per i genitori sopravvivere ai propri figli è qualcosa di particolarmente straziante, che contraddice la natura elementare dei rapporti che danno senso alla famiglia stessa. La perdita di un figlio o di una figlia è come se fermasse il tempo: si apre una voragine che inghiotte il passato e anche il futuro. La morte, che si porta via il figlio piccolo o giovane, è uno schiaffo alle promesse, ai doni e sacrifici d`amore gioiosamente consegnati alla vita che abbiamo fatto nascere". Così papa Francesco durante l'udienza generale in piazza San Pietro, dedicata, oggi, al lutto che colpisce le famiglie, nel quadro di un ciclo sulla famiglia in vista del sinodo di ottobre.

"Tante volte - ha aggiunto il Bergoglio parlando a bracio - vengono a messa a Santa Marta genitori con la foto di un figlio, di una figlia, bambino, ragazzo, ragazza, e mi dicono: se n'è andata. Lo sguardo è tanto addolorato. La morte tocca e quando è un figlio tocca profondamente".

Minori, rapporto Crc: Niente nido per 8 bimbi su 10

Roma, 17 giu. (LaPresse) - In Italia più di 8 bambini su 10 non può usufruire di servizi socio-educativi nei primi tre anni di vita e 1 su 10 nell'età compresa tra i 3 e i 5 anni. E' il quadro che emerge dal rapporto di monitoraggio sull'attuazione della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nel nostro Paese, giunto alla sua ottava edizione, alla cui redazione hanno contribuito 124 operatori del Gruppo di lavoro per la convenzione (Gruppo CRC), un network attualmente composto da 90 soggetti del terzo settore, e presentato stamane alla presenza del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

IL RAPPORTO- Nel 2013 in Italia sono andati al nido solo 218.412 bambini, pari al 13,5% della popolazione sotto i tre anni. E la situazione nel Mezzogiorno è ancora più grave, se si considera che tutte le regioni del Sud si collocano sotto la media nazionale, come la Sicilia con appena il 5,6% dei bambini che ha avuto accesso al nido; la Puglia con il 4,4%; la Campania con il 2,7% e la Calabria con il 2,1%.

Il rapporto, evidenzia che, a vent'anni esatti dal primo documento, inviato dall'Italia al comitato Onu per la Crc, "il sistema organico di politiche per l'infanzia" su cui il nostro Paese si era impegnato con la ratifica della Convenzione non è stato realizzato. Le associazioni auspicano che l'adozione del nuovo Piano infanzia, con priorità e azioni ben definite e supportate da un adeguato impegno economico, possa essere il primo passo per rimettere al centro dell'agenda politica le misure per la tutela per l'infanzia.

A proposito di risorse dedicate all'infanzia e l'adolescenza, il rapporto denuncia che a distanza di anni non esiste ancora un monitoraggio a livello istituzionale, manca una strategia nazionale e una visione di lungo periodo nell'allocazione delle risorse. Le carenze, tuttavia, non sono solo di tipo economico, ma anche di raccolta e coordinamento delle informazioni.

MINORENNI AFFIDATI- Così, ad esempio, se si considera il problema dei minori privi di un ambiente familiare, gli stessi dati forniti dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali presentano lacune e incongruenze. Sappiamo infatti che al 31 dicembre 2012 i minorenni affidati a parenti erano 6.750, quelli affidati a terzi 7.444, per un totale complessivo di 14.191 affidamenti familiari, e che i minori inseriti in comunità erano 14.255. Poco o nulla sappiamo però sulle cause dell'allontanamento dalla famiglia e sui motivi che hanno portato a scegliere l'accoglienza in comunità o l'affido, il tipo di struttura di accoglienza e i tempi di permanenza. Informazioni che mancano soprattutto per i minorenni tra 0 e 5 anni. A ciò si aggiunge che molte Regioni non forniscono i dati richiesti, come la Calabria che non ha aderito alla rilevazione, la Liguria e la Sardegna che hanno fornito dati discordanti rispetto ai criteri della rilevazione, l'Abruzzo che non ha inviato i d ati sull'affidamento familiare.

"Ed è incomprensibile - si legge nel rapporto - il divario tra i dati del ministero del Lavoro e delle politiche sociali e quelli del dipartimento per la giustizia minorile sugli affidamenti familiari consensuali o giudiziari. Sempre in merito al sistema di raccolta dati, la banca dati nazionale dei minori adottabili e delle coppie disponibili all'adozione è operativa soltanto in 11 tribunali per i minorenni sui 29 esistenti e ciò rende difficile garantire a ogni bambino la scelta della miglior famiglia, quantificare e monitorare la situazione dei piccoli che non vengono adottati nonostante le tante famiglie disponibili".

Lindsay Lohan: «Voglio un figlio»

Lindsay Lohan: «Voglio un figlio»

Voglia di maternità per Lindsay Lohan, che in occasione del 19esimo compleanno del fratello minore Cody ha pubblicato su Instagram un post piuttosto eloquente.

«Auguri fratellino! Un giorno spero di avere un figlio proprio come te», ha scritto l’attrice accanto ad un breve video che mostra il giovane sopra a un tagliaerba.

Non è nemmeno la prima volta che la 28enne fa riferimento al proprio desiderio di procreare: già lo scorso weekend aveva fatto sapere al Sunday Times che in futuro diventerà senz’altro madre.

«Voglio dei figli», aveva detto.

«In futuro mi piacerebbe sposarmi. Desidero una famiglia tutta mia».

Attualmente Lindsay frequenta l’imprenditore italiano Mathia Milani, e chissà che non sia proprio lui l’uomo giusto per coronare questo sogno.

Quel che è certo è che la Lohan ha forti legami con i suoi famigliari, come dimostra il grande affetto che prova per il fratellino Cody.

«Cody e io abbiamo un legame speciale», si legge nell’intervista sul Times.

«In famiglia ci vogliamo tutti molto bene».

Nonostante il profondo legame, tuttavia, la star era assente quando Cody si è diplomato l’estate scorsa a Long Island, poiché si trovava già nel Regno Unito dove aveva deciso di trasferirsi.

Cover Media

martedì 16 giugno 2015

Quattro milioni di esami radiologici sui bambini, al via progetto mirato

Roma, 16 giu. (AdnKronos Salute) - Negli ultimi anni si è registrato nel nostro Paese un notevole incremento di esami che utilizzano radiazioni ionizzanti. E i numeri in pediatria fanno riflettere: su circa 8,5 milioni di 'under 14' (corrispondente al 14% dell'intera popolazione), gli esami radiologici eseguiti annualmente nel nostro Paese sono quasi 40 milioni, di cui circa un decimo pediatrici. Quattro milioni circa, dunque, e questo nonostante un'ingiustificata esposizione alle radiazioni ionizzanti possa aumentare la probabilità di effetti dannosi alla salute nel lungo periodo. Proprio per promuovere la radioprotezione in ambito pediatrico e aumentare la consapevolezza sul buon uso dell'imaging radiologico, parte un progetto ad hoc.

A idearlo tre società scientifiche - Aifm (Associazione italiana di fisica medica), Sip (Società italiana di pediatria) e Sirm (Società italiana di radiologia medica) - che hanno deciso di unire le forze per promuovere l'appropriatezza di questi esami. Il progetto 'Radiazioni in pediatria' si svilupperà in due fasi: la prima prevede un'attività di formazione sui pediatri iscritti alla Sip, con l'obiettivo di migliorare o aumentare il livello di conoscenza delle problematiche legate all'appropriatezza degli esami radiologici.

"In Italia - evidenzia Giovanni Corsello, presidente Sip - manca una specifica formazione dei pediatri e del personale sanitario in generale in materia di appropriatezza degli esami radiologici e di radioprotezione, spesso sottovalutata già all'interno dei corsi universitari e men che meno affrontata nei corsi di aggiornamento".

Per individuare i bisogni formativi dei pediatri, sarà sottoposto loro un questionario predisposto dalle tre società scientifiche. Saranno così definiti i temi oggetto dei corsi, al termine dei quali sarà elaborato un documento comune nel quale si risponda ai quesiti clinici sull'appropriatezza degli esami e siano chiariti i temi dell'ottimizzazione e dell'appropriatezza prescrittiva.

La seconda fase, spiegano i promotori del progetto, ha l'obiettivo di informare i familiari dei bambini sui benefici e sui rischi delle procedure radiologiche, fornendo elementi per poter dialogare e comprendere più facilmente ciò che viene detto loro dagli operatori sanitari. Sarà realizzata una campagna informativa, utilizzando strumenti comunicativi facili e accessibili.

"Occorre perseguire con determinazione i principi di giustificazione e ottimizzazione degli esami radiologici che sono alla base della radioprotezione del paziente", spiega Luisa Begnozzi, presidente Aifm. "Occorre impegnarsi nel contenere il numero degli esami e nella ricerca della minima dose radiante possibile per singolo esame, perché solo riportando allo stretto necessario il numero degli esami eseguiti 'al meglio' potremmo ridurre il rischio collettivo", concludono Sergio Salerno e Claudio Granata, delegati per il progetto dalla Sirm.

Elisabetta Canalis: "Aspetto una bimba spero sia come il padre"

Elisabetta Canalis: Roma, 16 giu. (askanews) - "Aspetto una bambina. Vorrei davvero che assomigliasse a suo papà. Se invece sarà come me, allora pagherò per tutto quello che ho fatto!", scherza la showgirl, sposata con il chirurgo americano Brian Perri, che ha posato al sesto mese di gravidanza in esclusiva per "Chi" in edicola mercoledì 17 giugno. "Ho sempre detto di non avere istinto materno, ma sono sicura che arriverà quando stringerò mia figlia tra le braccia. Non pensavo che sarei diventata mamma, ma quando ho conosciuto Brian, ho capito che era lui la persona giusta. Come v ivo il mio corpo che cambia? Beh, mi sembra di averlo prestato alla natura per ospitare mia figlia e darla alla luce". E la showgirl continua: "Per molti anni ho goduto della mia libertà, mi sono concessa lunghi periodi di vacanza e di divertimento con le amiche, ma quando la libertà diventa solitudine, è l'ora di cambiare. In passato ho assecondato sensazioni superficiali anche con gli uomini, volevo andare fino in fondo e ho sbagliato, ma questo mi ha fatto crescere. Ora non vedo l'ora di abbracciare mia figlia, guardarla negli occhi, perché quello è uno sguardo pieno d'amore che non si ha per nessun altro al mondo".

Michelle Obama 'regina' a Londra, promuove istruzione bimbe

(AGI) - Londra, 16 giu. - Inizia oggi da Londra il mini-tour europeo di Michelle Obama, che la portera' anche in Italia, per promuovere le battaglie che ha piu' a cuore, quella a a favore di una dieta sana accompagnata dall'esercizio fisico, e per l'educazione femminile. La first lady statunitense, e' atterrata lunedi' sera all'aeroporto di Stansted, insieme alle figlie Sasha e Malia; e incontrera' il premier britannico David Cameron e il principe Harry, con il quale condivide l'interesse per le famiglie dei soldati reduci dalle guerre. Michelle visitera' prima una scuola a East London, la Mulberry School for Girls, per sottolineare l'importanza di curare l'educazione delle adolescenti e poi sara' accolta nella residenza ufficiale del premier, al numero 10 di Downing Street, dove incontrera' il premier e la moglie Samantha. In un articolato pubblicato dal Financial Times, Michelle, che viaggia accompagnata anche dalla madre, Marian Robinson, ricorda che oltre 62 milioni di ragazzine in tutto il mondo non vanno a scuola, un fenomeno che ritiene "un'ingiustizia"; e chiama in causa i matrimoni forzati, le gravidanza in eta' adolescenziale e gli abusi come i principali ostacoli all'accesso femminile all'istruzione. "Voglio utilizzare il tempo che mi rimane come First Lady -e anche oltre- per convincere i leader del pianeta a unire le forze in questo sforzo. Perche' ogni bambina, non importa il luogo dove viva, merita l'opportunita' di sviluppare la promessa che c'e' dentro di lei". Proprio per promuovere la scolarizzazione delle bimbe, la first lady ha recentemente compiuto un tour in Asia. Da poco festeggiato il quinto anniversario della campagna 'Let's Move' a favore dell'esercizio fisico, adesso sta cercando di coalizzare le forze attorno a questa sua nuove battaglia e ha recentemente ottenuto l'impegno economico del Giappone a favore della sua campagna 'Let Girls Learn'. Dopo la 'due giorni' nel Regno Unito, Michelle, insieme alla madre e alle due figlie, arrivera' in Italia, dove visitera' l'Expo Universale 2015 a Milano e incontrera' il premier Matteo Renzi, visitando i padiglioni della mostra. Al termine partora' alla volta di Venezia. (AGI)

lunedì 15 giugno 2015

Fecondazione, nel 40% dei casi coppie abbandonano per rapporto col medico

Roma, 15 giu. (AdnKronos Salute) - Solo il 28% delle coppie che si rivolge la prima volta ai ginecologi per un problema di infertilità ritorna sempre dopo il primo appuntamento. Per il 16% dei medici intervistati l'abbandono dopo il primo colloquio è frequente o molto frequente. E nel 40% dei casi i motivi dell'abbandono sembrano essere legati al rapporto medico-paziente. A 'fotografare' il rapporto tra medico e coppia infertile è un'indagine presentata in occasione del V Corso di Medicina della riproduzione del Centro Genesis di Roma, diretto da Claudio Manna, ricercatore presso l'Università Tor Vergata di Roma.

L'indagine è stata condotta sui 70 specialisti ginecologi intervenuti all'evento. Obiettivo, aprire al confronto e alla condivisione di esperienze tra medici per migliorare l'approccio ai pazienti che si rivolgono alla Pma e favorire l'aderenza alle terapie. Secondo recenti studi, infatti, si stima che il 40% delle coppie abbandoni il percorso dopo il primo tentativo fallito, sebbene la pratica clinica dimostri che le probabilità di successo cumulativo aumentano significativamente facendo più tentativi.

Per il 48% dei medici intervistati, il fenomeno dell'abbandono dei trattamenti deriva da fattori economici, mentre il 24% lo attribuisce a problemi di tipo strettamente medico, quali diagnosi o terapia non risolutiva. Da sottolineare che quasi il 40% delle possibilità indicate quali cause dell'abbandono delle coppie ruota proprio attorno al rapporto medico-paziente: l'atteggiamento o il carattere del medico (12%); la sua mancanza di ascolto (12%); la mancanza di fiducia del paziente (12%). Solo nel 3% dei casi subentrano fattori personali del paziente.

"Secondo gli specialisti che hanno preso parte all'indagine - sintetizza Manna - saper ascoltare i bisogni è, in quasi il 90% dei casi, la chiave risolutiva per facilitare l'alleanza con il paziente; seguono nella classifica il fatto di essere sempre disponibili e la condivisione di soluzioni, rispettivamente segnalati al 44% e al 40%. Di contro, ad ostacolare l'alleanza si collocano l'essere frettolosi (68%), il non ascoltare i bisogni (60%) e imporre soluzioni (44%)".

Dati che fanno emergere con forza la consapevolezza dell'importanza del dialogo per instaurare un buon rapporto con la coppia in procinto di intraprendere il percorso di Pma, realizzando così il proprio progetto genitoriale. Il Corso è stato un momento per fare il punto sulle novità terapeutiche e diagnostiche alla luce delle recenti novità legislative, oltre che un punto di partenza nell'individuazione di soluzioni efficaci nel risolvere le difficoltà che emergono nella relazione coppia-medici.

L'indagine rivolta agli specialisti è un primo passo in questo senso, parte di un progetto più ampio e articolato, già avviato in collaborazione con l'associazione di pazienti Fertilità Onlus, che prevede la raccolta e l'analisi delle risposte di un questionario simile da parte dei pazienti intenzionati a intraprendere un percorso di Pma. Dati alla mano, sarà possibile confrontare, e forse smantellare, alcune convinzioni. E migliorare il rapporto delle coppie con i loro medici.

sabato 13 giugno 2015

Rai1, A sua immagine: un'Italia senza figli?

Roma, 13 giu. (askanews) - La puntata di domenica 14 giugno di A Sua Immagine, su Rai1 alle 10.30, riguarderà il tema della denatalità. Tra tanti record negativi che l'Italia può vantare nel palcoscenico europeo, questo sembra essere sempre meno rilevante nel panorama pubblico e nella discussione collettiva. Senza che questo provocasse troppo clamore, nel 2014 il Bel Paese ha toccato il minimo storico di neonati: soltanto 509mila. Non ne erano nati mai così pochi dai tempi dell'unità del 1861. All'epoca del boom nel 1964 i nati erano più di 1 milione, e questo vuol dire che in cinquant'anni il numero dei figli si è dimezzato. L'attuale tasso di fecondità da noi è 1,39 figli per donna al di sotto della media europea che è di 1,58.

Le ragioni di questo calo vanno individuate senz'altro in fattori culturali come il calo dei matrimoni e la tendenza a costruire famiglie sempre più avanti nell'età: siamo il Paese con più donne che fanno il primo figlio dopo i quarant'anni, il 6,1%, a fronte di una media europea del 2,8%. Inoltre la metà delle donne europee ha il primo figlio tra i 20 e i 29 anni mentre da noi l'età media del primo parto è 30 anni e 6 mesi. Il tema di questa domenica si collega alle preoccupazioni espresse in tante occasioni dal Papa - che si vedrà e sentirà nel corso della puntata - e che vuole dare il suo contributo per scuotere una situazione potenzialmente disastrosa. In studio, insieme a Lorena Bianchetti, ci saranno questa settimana don Paolo Gentili - direttore Ufficio Nazionale Pastorale della Famiglia della CEI - e il prof. Giancarlo Blangiardo, dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca. Con loro si cercherà di scoprire le cause di questo deficit - non sempre e non solo economiche - e si traccerà una possibile rotta per la ripresa. La Santa Messa di questa domenica - come di consueto in onda dalle 10.55 - verrà trasmessa su Rai1 dalla Chiesa dedicata a S. Ambrogio in Sordevolo (BI).

La regia della ripresa televisiva della celebrazione sarà affidata a Gianni Epifani, mentre il commento sarà di Franca Salerno. Nella seconda parte della puntata si continuerà ad affrontare il tema della famiglia e della denatalità dando ampio spazio al "patto generazionale". "Se non ci fossero i nonni…" sarà il tema che domina questo secondo momento di confronto, in attesa delle parole del Santo Padre prima e dopo la preghiera mariana dell'Angelus, alle 12.00 in diretta da piazza San Pietro.