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mercoledì 5 novembre 2014

Rai1: a "Torto o ragione?" non è mio figlio

Roma, 5 nov. (TMNews) - Nella puntata di "Torto o ragione?" in onda giovedì 6 novembre alle 14.40 su Rai1, Monica Leofreddi tratterà il delicato tema della fecondazione eterologa.

Nel tribunale di Rai1 saranno presenti Marco e Marisa i quali, dopo 6 anni di convivenza e 4 di matrimonio, chiedono entrambi la separazione attribuendo la colpa della fine della loro unione alla controparte, accusata di aver mentito all'altra. I guai della coppia sono nati quando si è scoperta l'infertilità di Marisa perché mentre Marco avrebbe senz'altro fatto ricorso all'ovodonazione, la consorte non si sarebbe mai sottoposta ad una fecondazione eterologa ritenendo che in questi casi il desiderio di genitorialità possa essere soddisfatto con l'adozione. Il problema è che nessuno dei due coniugi ha trovato il coraggio di rivelare apertamente all'altro le sue reali intenzioni. A fare più chiarezza sulla vicenda ci penseranno come al solito i due testimoni.

Ospiti in studio, che commenteranno la spinosa questione, saranno Debora Caprioglio, lo psichiatra Domenico Mazzullo e Simona Izzo.

martedì 4 novembre 2014

'Genitori non invadete la vita dei vostri figli ma insegnate a rispettare i limiti'

Milano, 4 nov. (AdnKronos Salute) - "Vergognarsi del proprio padre, di una figura che nonostante tutto si ammira e si ama, è per un figlio l'amarezza più grande. Una di quelle cose che lasciano dentro l'anima una cicatrice profonda". E' severo il commento di Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano, al caso del papà denunciato per invasione di campo e sospensione dell'attività sportiva per avere picchiato l'arbitro di una partita di calcio 'under 14' che si è disputata domenica 2 novembre a Montesano salentino, in Puglia, nel Leccese. In campo il figlio, che in lacrime ha chiesto scusa per l'accaduto. "Un'umiliazione che non si dimentica", dice lo psichiatra all'Adnkronos Salute.

Per Mencacci l'episodio è l'ultimo di una lunga, triste serie di esempi di "padri assenti e quando presenti infantili. Un tipo di genitore del quale, se fosse possibile, bisognerebbe chiedere la 'dimissione'. Comportamenti di questo tipo sono realmente pericolosi per la salute e la crescita del figlio", avverte l'esperto. Da un lato perché "sono un brutto messaggio di violenza", dall'altro perché offrono la rappresentazione di "un padre che vuole vivere la vita del figlio, non sapendone rispettare i limiti né attrezzandolo a tollerare frustrazioni e ingiustizie. Se anche un'ingiustizia ci fosse stata" nella decisione aribitrale, infatti, il compito del genitore sarebbe dovuto essere "insegnare che anche un torto subito fa parte della vita. Che bisogna imparare a farci i conti, a elaborarlo e a superarlo".

Mencacci allarga la sua riflessione anche ad altri fatti di cronaca, "a tutta questa esplosione, alla quale stiamo assistendo, di genitori che non riescono mai a stabilire un'alleanza costruttiva con chi ha il compito di educare i loro figli". Nello sport, come a scuola e in generale in ogni aspetto della quotidianità di un bambino. "Con questi atteggiamenti - ammonisce lo psichiatra - questi genitori non solo isolano il figlio, ma ne accrescono la debolezza e lo incentivano a non tollerare limiti e delusioni".

Ma perché oggi crescere un bambino sembra essere diventato un mestiere tanto difficile? "In un'epoca e in una società in cui il numero dei figli si è particolarmente ridotto - risponde Mencacci - quell'unico figlio lo si vuole perfetto e capace di eccellere in qualunque situazione. Ci troviamo di fronte alla rinuncia di una capacità educativa, passando dalla logica che non esistono regole né confini, ma che esiste esclusivamente il proprio egocentrismo, il successo e il trionfo del singolo anche a discapito della squadra". Questo, in conclusione, il messaggio dello psichiatra ai genitori: "Non invadete vita dei vostri figli, non fateli vergognare di voi. Insegnate loro, con l'esempio, che esistono dei confini e che questi confini vanno rispettati".

Pediatria: scuola in ospedale, al Bambino Gesù arriva 'Imparare fa bene'

Roma, 4 nov. (AdnKronos Salute) - Un 'Mobile delle scoperte', contenitore di esperienze, stimoli e attività, consegnato nelle mani di insegnanti e alunni della scuola primaria. Si è inaugurato così questa mattina, presso l'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, il progetto 'La Scuola Angelini - Imparare fa bene', iniziativa nata allo scopo di arricchire il programma delle scuole in ospedale con nuovi strumenti didattici, contribuendo alla crescita e alla formazione dei giovani pazienti.

Ed è proprio il Bambino Gesù il primo ospedale pediatrico a beneficiare del progetto voluto dalla Fondazione Angelini, in collaborazione con il Coni e patrocinato dalla Società italiana di pediatria (Sip). Ma, nel corso dei prossimi mesi, saranno altre 10 le strutture coinvolte nell'iniziativa (a Milano, Bergamo, Novara, Bologna, Massa Carrara, Ancona, Verona, Napoli, Bari e Palermo), mentre a partire da gennaio il programma raggiungerà 300 scuole primarie situate in prossimità degli ospedali coinvolti e materiali dedicati saranno resi disponibili in 150 studi pediatrici.

Ma cosa si nasconde all'interno del 'Mobile delle Scoperte'? Realizzato e appositamente dipinto a mano dall'artista Silvia Zacchello, il mobile mette a disposizione di insegnanti e studenti schede didattiche operative, materiali ed exhibit per scoprire il corpo umano divertendosi in maniera interattiva, spunti e curiosità correlati allo stile di vita attivo e alle discipline sportive a firma del Coni. Inoltre, ogni piccolo paziente avrà a disposizione il suo 'Diario delle esplorazioni', un quaderno-diario individuale che trae ispirazione dai principi della medicina narrativa reinterpretandola in una prospettiva pedagogica e ludico-educativa. Tutti i materiali sono pensati per adattarsi a varie fasce d'età, un modo per favorire i gruppi-classe che si formeranno all'interno delle scuole.

"Il Coni ha da subito sposato La Scuola Angelini, con cui condivide l'interesse per lo sviluppo di attività che permettano alle giovani generazioni di crescere bene e con consapevolezza", ha affermato Giovanni Malagò, presidente del Coni. "Siamo convinti - ha continuato - che lo sport e il suo universo valoriale siano parte integrante dell'educazione e della cultura nazionale. Vorrei ringraziare la Fondazione Angelini che ci ha coinvolto in questo progetto, che offrirà importanti occasioni di crescita a bambini e ragazzi".

"La Fondazione Angelini si propone come alleata del settore educativo, con il quale condividiamo il valore del benessere e della felicità delle nuove generazioni", ha dichiarato Francesco Angelini, presidente del Gruppo Angelini. "Abbiamo fortemente voluto questo progetto, di cui oggi inauguriamo solo il primo passo. Siamo determinati a proseguire in questa direzione ampliando di anno in anno il numero di ospedali, scuole e studi pediatrici coinvolti", ha concluso.

lunedì 3 novembre 2014

Calcio, arbitro picchiato. Scuse in lacrime figlio aggressore

Roma, 3 nov. (TMNews) - Il padre entra in campo picchia l'arbitro ed il figlio in lacrime chiede scusa a tutti. E' accaduto in Puglia, nel Salento, in occasione dell'incontro Tricase-Sporting Club Sogliano valevole per il campionato regionale giovanissimi. La vicenda è raccontata sulle pagine del Nuovo Quotidiano di Puglia. L'arbitro, un diciassettenne della sezione di Casarano, stava dirigendo l'incontro giocato nell'impianto sportivo di Montesano Salentino quando, dopo una decisione contestata, una persona, rivelatasi poi il padre di uno dei calciatori, ha scavalcato la rete di recinzione e ha picchiato in campo il giovane direttore di gara che è stato soccorso e trasportato in ospedale. Il più affranto di tutti è stato il figlio dell'uomo che ha invaso il campo che ha chiesto scusa a tutti, arbitro in testa, in lacrime.

La vicenda arriva a pochi giorni da un'altra aggressione, sempre in Puglia, durante il secondo tempo di Cavallino-Cutrofiano quando l'arbitro, dopo un rigore concesso fu aggredito da un giocatore e un dirigente. "La reazione del ragazzino è stata esemplare - ha detto il presidente del Sogliano Angelo Tundo. Noi, che per due anni abbiamo vinto la Coppa Disciplina, non abbiamo nulla a che vedere con quel signore".

Federico Bracconeri: figlio autistico, si trasferisce in Sicilia

Federico Bracconeri: figlio autistico, si trasferisce in Sicilia

Federico Bracconeri, l'attore di alcune delle serie tv più seguite degli anni Novanta come «College» e «I ragazzi della 3 C», è caduto in depressione dopo aver scoperto che il figlio Emanuele è autistico.

Intervistato nel salotto della trasmissione televisiva Verissimo, l'attore ha raccontato che dovrà presto trasferirsi in Sicilia per sostenere le spese delle cure del figlio.

«Mio figlio Emanuele è un ragazzino autistico grave. Da ben dieci anni segue una terapia che costa 2.400 euro al mese. Qualche settimana fa ho scritto in un tweet che la depressione mi perseguita, ma non mollo. L'ho scritto poiché in Italia spesso le famiglie che hanno figli con gravi handicap si trovano nella triste situazione di dover scegliere se mangiare o se curare i propri figli».

L'attore ha inoltre denunciato l'assenteismo delle istituzioni in casi simili al suo.

«Da anni mi batto perché le istituzioni ci aiutino, ma sono assenti. Per caso q uesta estate ho scoperto che in Sicilia, a Valderice, esiste un centro specializzato per l'educazione di ragazzini con gravi handicap che, unico caso in Italia, è interamente pagato dalla regione Sicilia. Destino vuole che io abbia una casa delle vacanze a sette chilometri da lì, ad Erice, per cui ho deciso di trasferirmi in Sicilia per poter curare Emanuele e dargli la speranza di un futuro migliore».

Cover Media

Lecce, arbitro picchiato da un padre: figlio chiede scusa

Bari, 3 nov. (LaPresse) - Ancora un arbitro picchiato in Salento. Ieri a Montesano Salentino durante la partita del Tricase Sporting Club-Sogliano del campionato regionale giovanissimi un arbitro ha preso una decisione contestata e il papà di un giocatore ha invaso il campo e lo ha preso a schiaffi. Il giovane arbitro, soccorso anche dal genitore che era presente all'incontro, è stato trasportato in ospedale da un'ambulanza del 118. Il piccolo calciatore, il cui padre aveva aggredito il direttore di gara, prima che la maglia nera venisse portata via dai sanitari lo ha raggiunto e gli ha chiesto scusa per il gesto compiuto dall'adulto.

Pediatria: studio Mario Negri, dati bimbi iperattivi sovrastimati 15 volte

Milano, 3 nov. (AdnKronos Salute) - "Ma dove sono tutti questi bimbi iperattivi?". Se lo chiedono gli scienziati dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, autori di uno studio le cui conclusioni "smentiscono clamorosamente" - si legge in una nota diffusa dall'Irccs diretto da Silvio Garattini - i dati sulla sindrome da iperattività e deficit dell'attenzione (Adhd) riportati dalla letteratura mondiale: "I bambini e gli adolescenti iperattivi, affetti da una vera e propria patologia, sarebbero il 5,3% della popolazione tra 5 e 17 anni". Ma "secondo i dati raccolti dal Registro Adhd della Regione Lombardia, pubblicato sulla rivista 'Ricerca&Pratica' (www.ricercaepratica.it) e frutto di una capillare e dettagliata indagine, in Lombardia la prevalenza del disturbo è del 3,5 per mille, 15 volte inferiore a quella riportata come media mondiale".

"La forza e unicità di questo studio - sostiene Maurizio Bonati, responsabile del Dipartimento di Salute pubblica del 'Mario Negri' e responsabile del Registro regionale Adhd - sono rappresentate dalle dimensioni (tutta la popolazione di un'intera regione coinvolta), dalla metodologia applicata (Registro, formazione, informazione), dalla durata nel tempo (il progetto è ancora attivo). Dai dati raccolti dal Registro e da quelli dei database amministrativi sanitari regionali (prescrizioni, ricoveri, visite ambulatoriali), i bambini e adolescenti (5-17 anni) che presentano Adhd in Lombardia risultano essere 4.200, di cui 378 in terapia psicofarmacologica (9%)": appunto "una prevalenza del disturbo del 3,5 per mille, 15 volte inferiore a quella riportata come media mondiale (5,3%)".

Il Registro lombardo è stato istituito nel 2011 nell'ambito di uno specifico progetto regionale di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza e sostenuto dalla Direzione generale Salute della Regione, ricorda il Mario Negri. I risultati dello studio documentano che al 65% dei bambini e adolescenti (5-17 anni) che accedono ai 18 centri regionali di riferimento per l'Adhd attivi in regione Lombardia per sospetta sindrome viene confermato il disturbo: circa 400 nuovi casi ogni anno, con un picco attorno agli 8 anni d'età.

Dallo studio emerge anche un 'identikit' dei bambini iperattivi lombardi: si tratta soprattutto di maschi (il doppio rispetto alle femmine); in un terzo dei casi è presente familiarità, e nella maggioranza dei pazienti è presente almeno un altro disturbo psicopatologico. Solo il 15% ha ricevuto un trattamento psicofarmacologico, mentre quasi tutti una terapia psicologica. "Risultati inattesi e lontani da quelli riportati in precedenti studi nazionali e internazionali", affermano i ricercatori.

"Gli utenti che giungono ai 18 centri regionali di riferimento sono solo quei pazienti che hanno un disturbo medio-grave, con maggiore comorbidità - evidenzia Antonella Costantino, presidente Sinpia (Società italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza) e responsabile della Unità operativa di neurologia e psichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza-Uonpia della Fondazione Irccs Policlinico di Milano - mentre i casi lievi e che non necessitano di trattamento psicofarmacologico sono gestiti direttamente dalle altre 14 Uonpia regionali. Tuttavia, anche stimando di triplicare la prevalenza per includere anche i casi lievi, i pazienti con Adhd in regione Lombardia sarebbero comunque molto pochi rispetto all'atteso".

"Il progetto ha attivato progressivi e significativi miglioramenti nella pratica clinica, garantendo un'efficiente e omogenea qualità delle cure - conclude la coordinatrice Edda Zanetti, responsabile Uonpia agli Spedali Civili-Presidio ospedale dei bambini di Brescia - Un progetto che necessiterebbe di essere prorogato per l'Adhd e generalizzato anche ad altri disturbi rilevanti di neuropsichiatria dell'età evolutiva".

Bimbi iperattivi: in Lombardia 15 volte in meno su media mondiale

Bimbi iperattivi: in Lombardia 15 volte in meno su media mondialeMilano, 3 nov. (TMNews) - Bambini iperattivi o sindrome ADHD ( Attention Deficit Hyperactivity Disorder): un allarme che sembra sempre più sovrastimato, con l'effetto di innescare un abuso di farmaci e terapie errate. Se per la letteratura mondiale i bambini e gli adolescenti iperattivi sarebbero il 5,3% della popolazione tra 5-17 anni, i dati del registro della Regione Lombardia riportano che l'incidenza del disturbo è invece del 3,5 per mille, quindici volte inferiore a quella riportata come media mondiale.

Ma dove sono allora tutti questi bambini iperattivi? Alla domanda tutt'altro che retorica cerca di dare risposta un'analisi pubblicata sul numero 179 della rivista Ricerca&Pratica (www.ricercaepratica.it), e frutto proprio di una capillare e dettagliata indagine sui dati raccolti dal Registro dell'ADHD della Regione Lombardia.

I risultati dello studio documentano inoltre che solo al 65% dei bambini e adolescenti (5-17 anni) che accedono ai 18 Centri Regionali di Riferimento per l'ADHD per sospetto ADHD viene poi confermato il disturbo. Corrispondono a circa 400 nuovi casi ogni anno, con un picco attorno agli 8 anni d'età, in maggioranza maschi (2 a 1); in un terzo dei casi era presente familiarità e nella maggioranza dei pazienti almeno un altro disturbo psicopatologico. Solo il 15% ha ricevuto un trattamento psicofarmacologico, mentre la quasi totalità uno psicologico.

Si tratta di risultati, dunque, inattesi e lontani da quelli riportati in precedenti studi nazionali e internazionali. "La forza e unicità di questo studio - sostiene Maurizio Bonati, responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica dell'IRCCS Mario Negri di Milano e responsabile del Registro regionale - sono rappresentate dalle dimensioni: tutta la popolazione di un'intera Regione coinvolta; dalla metodologia applicata: Registro, formazione, informazione; dalla durata nel tempo: il Progetto è ancora attivo. Dai dati raccolti dal Registro e da quelli dei database amministrativi sanitari regionali (prescrizioni, ricoveri, visite ambulatoriali) i bambini e adolescenti (5-17 anni) che presentano ADHD in Lombardia risultano essere 4200 di cui 378 in terapia psicofarmacologica (9%): una prevalenza del disturbo del 3,5 per mille, quindici volte inferiore a quella riportata come media mondiale (5,3% )".

"Gli utenti che giungono ai 18 Centri Regionali di Riferimento sono solo quei pazienti che hanno un disturbo medio-grave, con maggiore comorbidità - dice Antonella Costantino, Presidente della SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza) e responsabile della UONPIA della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano -, mentre i casi lievi e che non necessitano di trattamento psicofarmacologico sono gestiti direttamente dalle altre 14 UONPIA regionali. Tuttavia anche stimando di triplicare la prevalenza per includere anche i casi lievi, i pazienti con ADHD in Regione Lombardia sarebbero comunque molto pochi rispetto all'atteso".

"Il Progetto ha attivato progressivi e significativi miglioramenti nella pratica clinica, garantendo un'efficiente e omogenea qualità delle cure. - conclude Edda Zanetti, responsabile della UONPIA dell'A.O. Spedali Civili Presidio Ospedale dei Bambini di Brescia, e coordinatrice del Progetto - Un Progetto che necessiterebbe di essere prorogato per l'ADHD e generalizzato anche ad altri disturbi rilevanti di neuropsichiatria dell'età evolutiva".

McConaughey a Roma: ho fatto Interstellar pensando ai miei figli

McConaughey a Roma: ho fatto Interstellar pensando ai miei figliRoma, 3 nov. (TMNews) - Uno straordinario viaggio nella fantascienza basato su teorie scientifiche ma anche la storia d'amore tra un padre e una figlia: è "Interstellar", il film di Christopher Nolan nei cinema dal 6 novembre in 600 copie, che il protagonista Matthew McConaughey ha presentato a Roma. La pellicola racconta la ricerca di un pianeta dove l'uomo possa vivere, dopo che un drastico cambiamento climatico ha reso aridi i terreni da coltivare. Questo costringe il protagon ista a un viaggio nella galassia per conto della Nasa, che lo allontana dai figli, forse per sempre. "Da una parte è un film di fantascienza, incredibilmente ottimista, perché si punta a trovare un nuovo mondo per continuare a vivere, abbracciando ciò che è là fuori. Dall'altra è una storia molto semplice e comprensibile di amore tra un padre e una figlia. - ha spiegato McConaughey - Se non capisci il lato scientifico puoi capirlo da un lato emozionale, oppure puoi vederlo semplicemente perché è un film meraviglioso: nessuno è capace, come Nolan, di creare un'avventura con un respiro epico come questo".

McConaughey, 45 anni il 4 novembre, premio Oscar come miglior attore per "Dallas buyers club", acclamatissimo interprete della serie tv "True detective", è padre di 3 figli, e questo l'ha aiutato a interpretare questo ruolo. "Ho dovuto immaginare questo addio. Come genitore anche io ho avuto delle separazioni dai miei bambini, molto più brevi, per lavoro, che sono stati difficili. - ha spiegato - Io ho 3 figli, ho delle responsabilità come padre, e questo mi piace: il personaggio del film, Cooper, è vedovo, da una parte deve prendersi cura dei suoi figli, ma il suo vero habitat è la sua cabina di pilota nello spazio. Per fortuna io non devo scegliere tra il lavoro che amo e la famiglia, perché la mia famiglia mi segue".

McConaughey a Roma: ho fatto Interstellar pensando ai miei figli-2

Roma, 3 nov. (TMNews) - Tra i coprotagonisti del film ci sono Anne Hathaway, Jessica Chastain, Michael Caine, e per McConaughey essere diretti da un regista come Nolan è un'avventura abbastanza unica: "E' uno che spinge sull'acceleratore, sposta sempre in avanti il limite, è molto istintivo sul set, ma è anche molto paziente quando devi girare una scena con un altro attore che richiede emozione" ha spiegato il protagonista di "Interstellar", che in un paio d'anni è riuscito a dare una svolta alla propria carriera, a diventare uno degli attori più richiesti dai grandi maestri del cinema, da Scorsese, a Nolan, a Van Sant, con cui ha appena girato "Sea of trees": "Dopo l'Oscar ho sicuramente più possibilità di scelta, mi arrivano storie migliori, a cui posso dire sì o no" ha confessato.

In "Interstellar" uno dei protagonisti del film è il concetto di tempo, che nella galassia corre in maniera diversa che sul nostro pianeta, ma su questo McConaughey ha una visione molto chiara:"Io vivo in una città in cui il tempo non corre, ma, a volte, quando sono molto occupato, mi accorgo che il tempo batte troppo velocemente: mi fermo, penso sia ora di pranzo, e sono ancora le 10.30. Ci sono posti, come Roma, per esempio, dove ci si prende il proprio tempo, questo mi piace molto". Se il tema dell'invecchiamento, anche in relazione ai propri cari, è uno dei filoni principali del film, McConaughey ha confessato che nella realtà non ha paura di invecchiare: "Quando ero un bambino ho imparato ad avere rispetto per le persone più anziane: per me invecchiare vuol dire avere un altro anno di conoscenza, di saggezza, quindi non mi fa paura".