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sabato 31 gennaio 2015

Carofiglio: Scrivere è un lavoro da archeologo, un calvario -2-

Torino, 31 gen. (askanews) - Mai prendersi troppo sul serio: è un'altro consiglio che fa filtrare Carofiglio. L'ironia è un muscolo che va allenato "e soprattutto su se stessi. Tutti sono molto bravi a fare dell'ironia o del sarcasmo sugli altri, ma fare dell'ironia su se stessi è meno facile".

E infine tra le righe della sua lezione emerge l'invito a non arrendersi: "Per tutta la vita ho desiderato scrivere e andavo ripetendo: ' da grande farò lo scrittore'. Un anno e mezzo prima di iniziare a fare lo scrittore iniziai a scrivere un racconto. Era notte scrissi fino alle 4, sembrava che il demone della scrittura si fosse finalmente sbloccato" ha raccontato Carofiglio che alla fine fece leggere il suo parto letterario alla moglie.

La prima stroncatura arrivò da lei: "Vuoi la verità? mi sentii chiedere e non era un bel segnale. In sostanza mia moglie mi disse che il racconto era veramente brutto. Ne fui turbato. Ma rileggendolo mesi dopo ho capito che aveva ragione" ha detto lo scrittore, che tuttavia non ha deposto la penna.

Domani Carofiglio concluderà il suo corso "semiserio" alle 11 al Circolo dei Lettori di Torino con l'appuntamento dal titolo "Uno su un milione ce la fa" .

Carofiglio: Scrivere è un lavoro da archeologo, un calvario

Torino, 31 gen. (askanews) - "Scrivere è un calvario, è penoso. Tutto quello che vale la pena essere scritto costa fatica, per una ragione ovvia: non c'è nessun rapporto naturale tra ciò che ci viene in mente e ciò che poi finisce sulla pagina". Parola dello scrittore Gianrico Carofiglio, in libreria con "La regola dell'equilibrio" (Einaudi) che tra oggi e domani tiene a Torino, al Circolo dei Lettori, un corso su come non si diventa scrittori. L'idea è quella di mostrare la via che conduce dritti dritti a non essere pubblicati, così gli aspiranti scrittori potranno regolarsi di conseguenza. Consigli tra l'ironico e la boutade sarcastica che però nascondono una grande verità: "il concetto di soddisfazione e autocompiacimento per ciò che si è scritto è nemico della qualità".

Attorno alla scrittura ruotano un sacco di luoghi comuni, l'unico che salva Carofiglio è : "scrivere vuol dire riscrivere".

"La prima stesura non è ma quella buona. Conosco diversi scrittori che dicono di aver sempre pronte alla sera due pagine per il loro libro, un po' li invidio" ha aggiunto Carofiglio, che non nasconde però una smorfia di scetticismo. "Scrivere è un lavoro da archeologo, bisogna andare a scavare l'idea che è nascosta tra le pieghe del pensiero, e poi lavorare tra la polvere delle parole di troppo, anche perché spesso occorre capire di che cosa vogliamo parlare in un libro".

Dall'idea al libro il passaggio insomma non è così agevole. "L'idea viaggia anche diversi anni nella testa di uno scrittore senza essere messa su carta" ha spiegato Carofiglio.

"In genere per scrivere i miei romanzi ci metto un annetto, ma ho tempi oscillanti, da un minimo di tre mesi per un romanzo molto breve". (Segue)

venerdì 30 gennaio 2015

Aifa: aumenta consumo di antidolorifici oppioidi. Attenzione all’uso in gravidanza

Negli ultimi anni è aumentato in modo consistente il consumo di farmaci contro il dolore e in particolare di antidolorifici oppioidi, non solo per l’accesso a cure palliative e alla terapia del dolore ma anche per forme non severe di dolore. In questo caso si configura un uso non appropriato di questi farmaci che andrebbe valutato con più attenzione e responsabilità quando vengono prescritti a donne in età fertile. L’Agenzia italiana del farmaco torna sull’aumento del consumo di farmaci contro il dolore [1] e rilancia i risultati di uno studio pubblicato negli Stati Uniti.

I dati più recenti sull’uso dei farmaci in Italia, pubblicati solo qualche giorno fa, evidenziano l’aumento nell’uso dei farmaci per il dolore in Italia. In particolare fra gli antidolorifici ad azione centrale, si registrano rilevanti aumenti del consumo degli alcaloidi naturali dell’oppio (morfina, idromorfone, oxicodone e codeina in associazione) e degli altri oppiacei (tramadolo e tapentadolo). Il tapentadolo è il terzo principio attivo a maggior variazione di spesa convenzionata rispetto al 2013 con un incremento del +38,5%.

Se si guarda all’andamento degli ultimi anni, sottolinea l’Aifa, il consumo di farmaci per il dolore è passato da 2,1 dosi giornaliere per mille abitanti (DDD/1000 ab die) nel 2005 a 7,3 DDD/1000 nel 2013 e all’interno della categoria il consumo di oppiodi è passato da 1,1 DDD/1000 (2005) a 5,2 DDD/1000 (2013). L’aumento non è legato solo alla terapia del dolore. Spiega Aifa: “Se l’incremento nella prescrizione di farmaci per la terapia del dolore rientra nell’ambito del percorso intrapreso dall’Italia a tutela del diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore con la legge 38/2010 (“Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”) e le norme per agevolare l’impiego dei farmaci analgesici oppiacei nella terapia del dolore, si registra anche un ricorso non sempre appropriato a questa tipologia di medicinali per il tratt amento di forme non severe di dolore”.

Un invito alla prescrizione e all’uso responsabili di antidolorifici oppiacei nelle donne in età fertile viene da uno studio pubblicato negli Stati Uniti dai Center for Disease Control and Prevention [2] . In un rapporto del Centro Nazionale CDC sui difetti alla nascita e sulle disabilità dello sviluppo è emerso che più di 1/3 delle donne in età riproduttiva seguite dalla sanità pubblica e più di 1/4 di quelle con assicurazione privata hanno ricevuto prescrizioni di un antidolorifico a base di oppio almeno una volta all'anno nel periodo compreso tra il 2008 ed il 2012. Gli oppioidi sono normalmente prescritti per contrastare il dolore medio o forte e sono presenti anche in alcuni farmaci per lenire la tosse: i più comuni sono l'idrocodone, la codeina e l'ossicodone. “Molte donne in età riproduttiva stanno prendendo questi farmaci e magari non sanno ancora di essere in gravidanza e possono inconsapevolmente esporre i loro bambini a grossi rischi” segnala il direttore dei CDC, Tom Frieden. Secondo i CDC statunitensi, alcuni studi sul consumo di oppiacei in gravidanza suggeriscono che questi farmaci potrebbero aumentare il rischio di difetti del tubo neurale (difetti maggiori del cervello e della colonna vertebrale), di difetti cardiaci congeniti e gastroschisi (un difetto della parete addominale del bambino) e di sindrome da astinenza neonatale (NAS). Da qui l’invito alle donne incinte o che stanno cercando una gravidanza di discutere col proprio medico curante il rapporto rischi/benefici del ricorso ai farmaci che si stanno assumendo.

L’Agenzia italiana, in questo ambito, ha realizzato una campagna di comunicazione ad hoc chiamata “Farmaci e Gravidanza”: c’è un sito dedicato (www.farmaciegravidanza.gov.it [3] ) nel quale è possibile trovare informazioni importanti sull’uso dei farmaci in gravidanza. Fra questi ci sono gli analgesici. L’analgesico comunemente impiegato in gravidanza, spiega l’Aifa, è il paracetamolo, che non va somministrato in associazione con pseudoefedrina, aspirina o altri FANS. Acido acetilsalicilico, Ibuprofene e Indometacina (FANS) sono farmaci di seconda scelta da utilizzare, per brevi periodi e al dosaggio minimo efficace, in caso di resistenza alla terapia con paracetamolo; da evitare nel terzo trimestre di gravidanza per gli effetti sulla circolazione fetale.

mercoledì 28 gennaio 2015

Rai3: "Fuori Tg", bimbi e povertà

Roma, 28 gen. (askanews) - In Italia sono più di un milione e 400mila i bambini e gli adolescenti che vivono in povertà assoluta, ovvero il 13 per cento di tutti i minori del nostro paese. I numeri del rapporto di Save the children dimostra insomma che la povertà, da sempre associata ad Africa, Asia e Sudamerica, tocca dunque sempre di più anche i bambini italiani. Minori e povertà in Italia e nel mondo; questo il tema della puntata in onda giovedì 29 gennaio di "Fuori tg", lo spazio di approfondimento del Tg3 in diretta dal lunedì al venerdì alle 12.25, a cura di Massimo Angius e Paola Sensini.

Sarà ospite di Maria Rosaria De Medici la direttrice Programmi Italia-Europa di Save the children Raffaela Milano e il fondatore della comunità Amore e Libertà Don Matteo Galloni.

In Italia 1 bambino su 4 e' sovrappeso, 1 su 10 obeso -2-

Roma, 28 gen. (askanews) - I dati dell'indagine "OKkio alla Salute" confermano una disinformazione diffusa da parte degli adulti in materia di dieta alimentare. Il 37% delle madri di figli in sovrappeso non ritiene "eccessiva" la quantità di cibo che i mangiano i bambini, mentre solo il 29% di esse afferma il contrario. Inoltre solo 4 mamme su 10 reputano insufficiente l'attività motoria svolta dal figlio.

Sul versante delle abitudini alimentari è altrettanto importante la percentuale di coloro che adottano comportamenti scorretti: 1 bambino su 10 salta la prima colazione, mentre 3 su 10 la fanno in maniera sbilanciata (troppi carboidrati o proteine); 2 bambini su 3 fanno una merenda abbondante a metà mattina. I genitori dichiarano che 4 bambini su 10 consumano quotidianamente bevande zuccherate e/o gassate e il 22% non mangia tutti i giorni frutta e verdura.

Dall'indagine Zoom8 emerge inoltre che 1 intervistato su 2 non mangia "mai o quasi mai" legumi e solo 1 su 5 lo fa 2-3 volte a settimana, come raccomandato. 1 su 7 si alimenta con insaccati una o più volte al giorno.

Il consumo giornaliero di cibi ipercalorici è un fenomeno largamente diffuso: 1 bambino su 3 mangia quotidianamente snack e 1 su 4 consuma bibite zuccherate. In alcune circostanze anche più volte al giorno (nel 3,5% dei casi per i primi, 17% per le seconde).

Anche uno stile di vita sedentario concorre all'obesità in età pediatrica, poiché strettamente correlato al consumo di questi cibi. 1 bambino su 6 dichiara di non aver fatto attività fisica nel giorno precedente all'indagine, o di fare sport un'ora alla settimana; 4 su 10 confessano di avere la tv in camera; 1 su 3 di restare incollato al televisore o ai videogames per più di 2 ore al giorno, mentre solo 1 su 4 dichiara di andare a scuola a piedi o in bicicletta.

Tra febbraio e maggio, la Campagna Moige "Mangia bene, cresci bene" attraverserà tutta Italia. Prenderanno parte al progetto 379 scuole, suddivise tra medie ed elementari, per un totale di circa 40.000 studenti e 75.000 genitori coinvolti. In ciascun istituto, i docenti e i medici di AMIOT terranno degli incontri formativi sulla sana alimentazione e distribuiranno un kit didattico a ragazzi e genitori. Agli studenti è inoltre riservato un concorso a premi: le illustrazioni più significative saranno affisse nelle farmacie e gli studi medici aderenti e daranno vita ad un calendario info-educativo dell'iniziativa distribuito nelle scuole che hanno partecipato all'iniziativa.

Mila Kunis: una dieta «speciale» dopo la gravidanza

Mila Kunis: una dieta «speciale» dopo la gravidanza

A soli 3 mesi dalla nascita della sua primogenita Wyatt, Mila Kunis vanta una silhouette da favola. Merito di una dieta speciale, a base di proteine e buona volontà, come riporta il magazine americano OK!.

«Mila è sempre stata un’amante del cibo sano, quindi non è stato difficile continuare a mangiare bene quando è arrivata Wyatt», rivela una fonte vicina alla bella 31enne.

«Si assicura che in dispensa ci siano solo snack salutari, come mandorle e frutta, e quando arriva l’ora di sedersi a tavola, si nutre di spinaci o kale (cavolo nero, ndr) e di tante proteine. Ha bisogno di mantenere alto il livello di energie e lo sa bene!».

Secondo la sua nutrizionista di fiducia Lisa DeFazio, tornare in forma è stato facile poiché la star ha mantenuto la linea anche durante la gravidanza.

«Mila si è presa cura di se stessa, ma senza stressarsi troppo nel contare le calorie, né pesandosi di continuo. A volte si è permessa anc he qualche strappo alla regola mangiando un hamburger, o del cibo messicano, o assecondando qualsiasi altra voglia le venisse», ha raccontato l’insider.

Per riacquistare velocemente la forma fisica, la diva si è dedicata anche allo yoga e allo spinning; una delle sue attività preferite, inoltre, è camminare. Per il sollevamento pesi, invece, la mora si affida all’«allenamento» che svolge prendendo in braccio la bimba, anche perché il tempo a disposizione da dedicare alla palestra non è tanto.

«Mila non ha assunto una babysitter, quindi non può restare fuori casa tanto tempo. È un’appassionata di yoga, e anche se non riesce ad andare in palestra al momento, ne fa almeno 30 minuti da sola, ogni mattina, mentre Wyatt ancora dorme».

Cover Media

martedì 27 gennaio 2015

Bambini e alimentazione, torna il progetto “Mangiar bene conviene”

E’ entrata nel vivo “Mangiar bene conviene” di “Regaliamo futuro”, macroprogetto di salute globale per le famiglie patrocinato da Ministero della Salute, SIPPS, SIP e FIMP: dopo l’avvio dello scorso anno a Milano, Verona e Palermo, la campagna vede ora il coinvolgimento di due scuole di Reggio Emilia, in collaborazione con l’Associazione Italiana Genitori AGe. La Campagna vede per la prima volta la discesa in campo della volpe Roddy, il simpatico testimonial presentato al Congresso Nazionale SIPPS svoltosi a Verona alla fine dello scorso novembre: i bambini avranno la possibilità di ritagliarla dal tabloid mentre costruiranno la loro piramide e di averla come simbolo delle “scelte furbe”. L’apprendimento di un corretto stile di vita, del resto, non deve essere una lezione noiosa ma un’opportunità di svago, in cui i bambini possano mettere in gioco tutto il propri o entusiasmo e sviluppare un proprio senso critico. In questo modo le rinunce non saranno più vissute come sacrifici bensì come orientamenti sani e consapevoli per evitare inutili eccessi nonché costruire e preservare, giorno per giorno, la propria salute, facendo proprio questo patrimonio culturale in cui trovino spazio anche la valorizzazione dei prodotti del territorio e il rispetto per l’ambiente.

Il Gruppo editoriale Editeam ha realizzato un numero speciale di “Informabimbi”, tabloid per l’infanzia che, oltre ad illustrare i rudimenti della nutrizione, propone la costruzione di una piramide a quattro facce: quella settimanale, che suggerisce la frequenza consigliata dei vari gruppi alimentari; quella giornaliera, per sottolineare la giusta proporzione calorica tra i pasti della giornata; quella del movimento e, novità assoluta, la piramide psico-comportamentale, che richiama l’attenzione anche al contesto in cui vengono consumati i pasti.

“Tra i numerosi comportamenti scorretti - afferma Piercarlo Salari, pediatra di consultorio a Milano e componente SIPPS - molti bambini, quando sono a tavola, sono soliti guardare la televisione oppure armeggiare con lo smartphone”. “Al di là delle regole della buona educazione â€" prosegue Salari - questa abitudine comporta una distrazione dal cibo con una duplice implicazione: il bambino, non assaporandoli, non trae gratificazione dagli alimenti per appagare il senso di fame; in secondo luogo finisce per perdere la nozione di cosa e quanto sta assumendo, per cui l’atto di mangiare si trasforma in una sorta di automatismo del tutto passivo”.

La scuola, d’altra parte, è un terreno fertile in cui seminare salute: “Non soltanto perché il bambino vi trascorre una parte significativa della propria giornata, fino a un terzo se a tempo pieno â€" dichiara il Presidente della SIPPS, Giuseppe Di Mauro - ma anche perché il lavoro svolto con gli insegnanti lascia in lui una traccia profonda”. “In questo modo, in un ambiente esterno alla quotidianità domestica â€" aggiunge Di Mauro â€" è in grado di apprendere modelli comportamentali nuovi e virtuosi, diventandone portavoce e promotore in famiglia”.

lunedì 26 gennaio 2015

Rai Storia: Shoah, i bambini hanno memoria -2-

Roma, 26 gen. (askanews) - Un Olocausto che è - prima di tutto - un "viaggio verso destinazione ignota" ricorda lo storico Carlo Greppi, dell'Università di Torino, nell'affrontare il capitolo dedicato alle vittime: il trasporto, le condizioni fisiche dei deportati, le "procedure" per l'eliminazione fisica. Dettagli che rivivono nei disegni dei bambini di allora. Immagini che si intrecciano con le testimonianze che Alessandra Tarquini, della Sapienza di Roma, raccoglie nel ghetto di Roma e a Milano incontrando Liliana Segre e Pietro Terracina, deportati - per motivi razziali - quando avevano tredici e sedici anni.

Diciassette milioni sono state le vittime delle persecuzioni razziste. I loro dati sono conservati a Bad Arolsen, in Germania, utilizzati dagli alleati per cercare di ridare nome e storia ai sopravvissuti, molti dei quali bambini. E qui si apre l'ultimo capitolo dello Speciale, dedicato ai "salvati" di cui parla la professoressa Silvia Salvatici dell'Università di Teramo che incontra Rebecca Boheling, la direttrice di questo centro internazionale per ricostruire le storie di tanti bambini per i quali la liberazione dai Lager apre strade diverse: dai difficili ricongiungimenti familiari all'adozione, dall'affidamento a parenti all'orfanotrofio. Quest'ultima è la sorte che tocca anche alle sorelle Tatiana e Andra Bucci: da Auschwitz a Praga, poi a Lingfield, in Inghilterra. Dove apprendono che la madre è ancora viva. E riescono a tornare alla propria famiglia.

Rai Storia: Shoah, i bambini hanno memoria

Roma, 26 gen. (askanews) - La memoria di Tatiana e Andra è ancora viva: "Vennero che era ancora buio, eravamo già a letto faceva ancora freddo. Sentimmo quelle voci aspre, incomprensibili, Erano come schiaffi gelati". Parte dalle parole di Tatiana e Andra Bucci nella Risiera di San Sabba, a Trieste, il racconto di "Shoah. I bambini hanno memoria", lo Speciale di "Il Tempo e la Storia" - in onda martedì 27 gennaio alle 21 su Rai Storia - che Rai Cultura dedica al Giorno della Memoria e al settantesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. Le due sorelle Bucci vengono deportate dai nazisti nel lager polacco nel marzo del 1944. Sono tra le più piccole. E proprio sui più piccoli, sui bambini che subirono la deportazione, su quanti non tornarono mai, punta l'obiettivo lo Speciale, con immagini dell'epoca, reportage, testimoni anze dei sopravvissuti, documenti e il contributo scientifico di docenti e storici.

Con Massimo Bernardini, in studio, Anna Foa della Sapienza di Roma, Bruno Maida e Giovanni De Luna, dell'Università di Torino, ricostruiscono gli anni dell'Olocausto mentre altri esperti - nei reportage realizzati sui luoghi della Storia - scandiscono il susseguirsi dei capitoli. A partire dallo storico Emilio Gentile che nella villa di Wansee, vicino a Berlino - dove nel 1942 fu concepita la "soluzione finale" della questione ebraica.(Segue)

Reggio Calabria, sequestrati 10mila giocattoli contraffatti

Reggio Calabria, 26 gen. (LaPresse) - La guardia di finanza di Gioia Tauro, coi funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha sequestrato nel porto di Gioia Tauro (Reggio Calabria) un container proveniente dalla Cina carico di giocattoli contraffatti delle più note marche, tra cui Hello Kitty, Winnie the Pooh, Cars, Angry Birds. Complessivamente sono stati sottoposti a sequestro circa 10mila giochi, per un valore complessivo di oltre 26mila euro. L'operazione, condotta dalla Procura della Repubblica di Palmi, ha consentito, dopo una serie di incroci documentali e successivi controlli eseguiti su numerosi container in transito nel porto di Gioia Tauro, l'individuazione del carico nascosto in un contenitore imbarcato nel porto cinese di Shantou.

La merce, destinata formalmente in Montenegro, doveva essere costituita da giocattoli di plastica, secondo quanto dichiarato nella documentazione doganale, ma i finanzieri e i funzionari doganali nel corso dell'ispezione hanno trovato un numero considerevole di giocattoli che apparivano contraffatti. La merce è stata sottoposta ad accertamenti da parte di tecnici di rinomati marchi, i quali hanno confermato che i prodotti riportavano marchi riprodotti illecitamente.

Per evitare rischi per l'incolumità dei bambini, alcune regole per la scelta dei giocattoli sono: ogni giocattolo deve essere contrassegnato dal marchio CE che ne garantisce la conformità alle norme europee; sono assolutamente proibiti i giocattoli alimentati direttamente con presa elettrica (senza trasformatore); occorre rispettare la fascia di età indicata sulla confezione; in caso di giocattoli di stoffa o di peluche, oltre al marchio CE si consiglia di controllare che i materiali siano di alta qualità (peli che non si staccano, occhi e naso fissati in modo anti-strappo, cuciture solide, nastri corti e imbottitura che non si sbriciola) e che non siano infiammabili; verificare che le dimensioni di tutti i giocattoli e/o delle parti staccabili siano tali da non poter essere inalati o ingeriti; evitare i giocattoli con bordi o punte taglienti; nel caso il materiale sia metallico, verificare che i bordi siano opportunamente orlati e che non ci sia ruggine o punti di rug gine; per i giocattoli meccanici, verificare che gli ingranaggi siano ben protetti e non accessibili al bambino; le armi-giocattolo, destinate ai bambini di età più elevata, devono utilizzare solo proiettili forniti dalla ditta produttrice; tende e casette in tela non devono avere chiusure automatiche (per esempio cerniere lampo o pulsanti a pressione) e i sistemi di sostegno devono essere di plastica, leggeri e facili da montare; verificare che la confezione sia completata da istruzioni in lingua italiana sulle modalità di montaggio e di utilizzo.