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lunedì 28 settembre 2015

I bambini invadono i musei, domenica porte aperte alle famiglie

Roma, 28 set. (AdnKronos) - Un evento a misura di bambini che coinvolge centinaia di musei italiani. Un viaggio nell'arte con l'obiettivo di promuovere la partecipazione delle famiglie stimolando i musei ad aprire le loro porte ai visitatori più piccoli. Un vero e proprio percorso fatto ad hoc per i bambini tra le meraviglie conservate nei grandi musei, dalla Pinacoteca di Brera di Milano al Museo Egizio di Torino passando per il Maxxi di Roma. E' con questi obiettivi che torna domenica prossima in tutta Italia, per la sua terza edizione, 'La Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo'. Un evento rivolto prevalentemente ai bambini dai 7 anni in su, durante il quale i musei potranno offrire percorsi guidati e laboratori.

L'iniziativa, nata nel 2013, deriva dall'esperienza del portale internet Kids Art Tourism.com che "promuove la didattica museale indirizzata alle famiglie con bambini", spiega all'Adnkronos la direttrice e ideatrice dell'evento, Elisa Rosa, aggiungendo che "quest'anno i musei aderenti saranno quasi 700".

Musei, precisa, "di ogni tipo, da quelli statali a quelli comunali, passando per i musei privati. Si passa dai musei importantissimi ai musei di provincia, come quelli di Asti, Reggio Emilia o Taranto. L'obiettivo è quello di indicare una strada ai musei che non organizzano attività per questo tipo d'utenza. Per me è importante far capire che è possibile portare le famiglie nei musei tutto l'anno".

Premiata, nella scorsa edizione, dalla partecipazione di 50mila persone e dall'adesione di circa 600 musei, l'iniziativa promossa dall'Associazione Famiglie al Museo (Famu) mira ad estendersi coinvolgendo un numero superiore di visitatori. "Alla luce del fatto che i musei aderenti saranno quasi 700 e che domenica prossima l'ingresso ai musei sarà gratis - osserva Rosa - contiamo di superare la quota dei 50mila visitatori".

Filo conduttore dell'edizione di quest'anno sarà, in coincidenza con l'Expo di Milano, il tema 'Nutriamoci di cultura per crescere'. Tra le iniziative che arricchiranno l'appuntamento, ci sarà un concorso che offrirà la possibilità ai bambini di raccontare, attraverso un disegno, la propria esperienza al museo.

"I disegni - spiega Rosa - dovranno essere elaborati nei musei che provvederanno a fare una prima selezione. Il concorso è rivolto ai bambini divisi in due fasce d'età: alla prima appartengono i piccoli d'età prescolare e alla seconda fanno capo i bambini in età scolare. Si vinceranno libri sull'arte o sui musei offerti dalla casa editrice Sillabe", racconta ancora Rosa che ricorda che "oggi è arrivata la medaglia di riconoscimento del Presidente della Repubblica".

Anche quest’anno Famu è stata realizzata in partnership con Artkids, da anni impegnato in progetti educativi e nella realizzazione di prodotti editoriali che aiutino i bambini a incontrare l’arte e i grandi artisti.

Ed è a cura proprio di Artkids, e illustrato da Sabrina Ferrero in arte Burabacio, il 'Taccuino dell’Esploratore di Musei': un booklet concepito per accompagnare l’esperienza dei piccoli visitatori al museo. Giochi, attività e tanti consigli utili per visitare la sede espositiva ed avvicinarsi alle opere d’arte accompagneranno i bambini nel loro percorso esplorativo.

Matì e Dadà, i due personaggi protagonisti del cartone animato L’Arte con Matì e Dadà, - il primo cartoon Rai a occuparsi di arte a misura di bambino - sono anche quest’anno testimonial ufficiali dell’evento. Alcuni episodi della serie coprodotta da Achtoons e Rai Fiction, saranno proiettati nei musei aderenti alla manifestazione. La Rai ha inoltre selezionato il canale Rai News 24 come media partner ufficiale dell’iniziativa.

Stefano Accorsi e la magia dei figli

Stefano Accorsi e la magia dei figli

L’emozione più grande per Stefano Accorsi? «I miei figli che crescono: la capacità che avevo da bambino e rivivo nei loro occhi, di vedere magia nella realtà, di dare dei segreti agli oggetti, di fare domande instancabili su ciò che li circonda. Questo giocare con la fantasia e inventare orpelli che fa l'inizio di questo viaggio molto meno ordinario di come poi diventa».

L’attore ha due figli, Orlando e Athena, avuti dalla ex compagna Laetitia Casta. Ora fa stabilmente coppia con Bianca Vitali, che nei giorni scorsi l’ha accompagnato a Milano per ricevere il premio Chi è Chi Awards 2015, categoria Cinema e Regia, grazie al suo ruolo di Brand Ambassador di Peugeot. Per la casa francese l’attore ha diretto e interpretato tre corti destinati ai canali SKy Cinema Cult, Sky Arte e Sky Atlantic.

Ovviamente i suoi progetti dal punto di vista professionale non si fermano qui. Stefano è impegnato con la nuova stagione della serie su Mani Pu lite 1992 (si chiamerà 1993) e in contemporanea sta portando a teatro Ludovico Ariosto («Orlando Furioso») e Giovanni Boccaccio («Il Decamerone. Vizi, virtù, passioni»). «Sono grandi classici proprio perché hanno attraversato i secoli e superano il tempo â€" ha riflettuto -. L'Orlando Furioso su tutto mi fa sentire dentro come si trovano un uomo e una donna davanti all'amore. È il sentimento su cui più ci interroghiamo e più proviamo a darci risposte, perché apre altre domande più profonde ancora, su noi stessi: dove siamo, che cosa stiamo facendo, dove stiamo andando, se c'è un perché».

Cover Media

Salute: Oms presenta Strategia difesa donne e bimbi con obiettivi a 2030

Roma, 28 set. (AdnKronos Salute) - Garantire a ogni donna, bambino e adolescente nel mondo il diritto al più elevato standard di vita e di salute possibile. Abbattere la mortalità infantile e delle donne in gravidanza. Individuare le soluzioni più efficaci affinché nel mondo vengano assicurate la stesse chance di sopravvivenza e prosperità. Sono i principali obiettivi della nuova Strategia globale per la salute delle donne e dei bambini sviluppata dall'Organizzazione mondiale della sanità, in collaborazione con l'Ufficio del segretario generale delle Nazioni Unite, presentata a New York in occasione dell'Assemblea generale Onu.

Ogni anno nel mondo 290 mila donne - una ogni 2 minuti - perdono la vita durante la gravidanza o il parto, il 52% delle quali per cause prevedibili come emorragie o infezioni. Sono 2,6 milioni i bambini che perdono la vita negli ultimi 3 mesi della gravidanza o durante la nascita, 6,3 mln quelli sotto i 5 anni che muoiono per cause prevenibili, oltre la metà a causa di malattie come la polmonite, la diarrea e la malaria. Sono 1,3 mln gli adolescenti che perdono la vita ogni anno a causa di Hiv, suicidi e violenze. Una ragazza su 10 nel mondo (circa 120 mln) è vittima di violenza sessuale, 30 mln di ragazze sono a rischio di mutilazioni genitali, 15 mln vengono date in sposa sotto i 18 anni e 2,5 mln hanno una gravidanza prima di compiere 16 anni.

La 'road map' globale che contribuisce a posizionare tra le priorità delle agende politiche mondiali la salute delle donne e dei bambini ha visto a capo del team per il suo sviluppo Flavia Bustreo, vice direttore generale Oms per la Salute della famiglia, delle donne e dei bambini. "La nuova strategia - dice - parte da importanti successi e da quanto abbiamo appreso in questi 15 anni e si rivolge principalmente ai Paesi e ai loro politici e leader, affinché proseguano l'azione di cambiamento e miglioramento delle condizioni di vita e di salute delle donne, dei bambini e degli adolescenti nel mondo".

A 15 anni di distanza dal lancio degli Obiettivi dello sviluppo del Millennio, che fissavano gli 8 'goal' che tutti i 193 paesi Onu si sono impegnati a raggiungere entro il 2015 per migliorare le condizioni di vita della popolazione di tutto il mondo, gli impegni assunti con la Global Strategy del 2010 vengono oggi amplificati e rinnovati con la stesura della nuova Strategia globale, che indica gli obiettivi da raggiungere entro il 2030.

"E' anche alle donne, ai bambini e agli adolescenti - aggiunge Bustreo - che la strategia si rivolge direttamente, così come alle loro famiglie e alle comunità, perché diventino essi stessi fautori del cambiamento e chiedano a gran voce che il loro diritto alla salute venga tutelato e rispettato. Ogni Paese è chiamato a dare il suo contributo, compresa l'Italia, che in materia di salute materno-infantile ha raggiunto traguardi importanti. Per questo è chiamata a giocare un ruolo chiave, in particolare alla luce del rinnovato impegno annunciato dal premier Renzi in materia di cooperazione internazionale e la rinnovata funzione della banca depositi e prestiti, nonché della posizione che l'Italia giocherà nel 2017 nel contesto del G7".

Molto è stato fatto in questi 15 anni. La Strategia globale lanciata nel 2010 ha rilanciato l'impegno non solo da parte del settore sanitario e degli addetti ai lavori, ma ha anche generato un'attenzione politica rispetto ai soggetti più deboli. A livello globale, dal 1990 al 2013, la mortalità infantile è diminuita del 49%, così come quella materna del 45%. Importanti passi avanti sono stati fatti in numerose aree del mondo in merito all'accesso alla contraccezione, la lotta alla fame e alla malnutrizione, la sfida contro malattie quali l'Hiv, la malaria e la tubercolosi.

La nuova Strategia globale delinea gli obiettivi da raggiungere entro il 2030. Eccoli nel dettaglio: ridurre a meno di 70 ogni 100 mila i casi di mortalità delle donne durante il parto, a meno di 12 ogni 1.000 quelli di mortalità dei bambini alla nascita. Ancora, ridurre in ogni Paese del mondo la mortalità dei bambini sotto i 5 anni a meno di 25 casi ogni 1.000. Mettere fine alle epidemie di Hiv, tubercolosi, malaria, malattie tropicali dimenticate e tutte le altre patologie trasmissibili. Ridurre di un terzo i casi di mortalità prematura e promuovere in tutto il mondo la prevenzione.

Oltre a identificare gli obiettivi, la Strategia globale indica le azioni che i governi e le società civili di tutto il mondo dovrebbero promuovere affinché si verifichi un reale cambiamento degli standard di vita globali. A partire dalla mobilitazione di sufficienti risorse sostenibili, alla formazione di crescenti investimenti destinati alla protezione dei più poveri, fino all’adozione di approcci innovativi per il finanziamento degli interventi sulla salute. Da un punto di vista operativo, la Strategia globale chiede di equipaggiare e attivare in ogni parte del mondo team medici in grado di garantire un buon livello di qualità di intervento. Fare in modo che tutti i sistemi sanitari siano in grado di affrontare le emergenze sanitarie e assicurare in tutto mondo la capacità di interventi medici essenziali.

Ancora, investire sulla protezione e lo sviluppo dell'infanzia e dell'adolescenza. Supportare il ruolo delle donne, dei bambini e degli adolescenti come protagonisti del cambiamento. Rafforzare le strutture legali in grado di rimuovere le barriere che impediscono alle persone di esprimere i loro diritti. Infine, promuovere leggi e politiche sociali, rafforzare l'azione di inclusione sociale, assicurarsi che le donne e le ragazze siano parte attiva della società, includere gli uomini e i ragazzi nei programmi di salute e di prevenzione.

"Nessuna donna, bambino o adolescente nel mondo dovrebbe correre il rischio di perdere la vita per cause prevedibili solo in ragione di dove vive - conclude Bustreo - sappiamo cosa è necessario fare, e cioè porre fine alle quelle cause che provocano morti prevedibili tra milioni di donne, bambini e adolescenti di tutto il mondo, assicurare il miglioramento delle loro condizioni di vita e di salute e favorire quei cambiamenti che facilitano la piena affermazione dei loro diritti e la costruzione di nuove e più prospere società".

Ilary Blasi: terzo figlio in arrivo

Ilary Blasi: terzo figlio in arrivo

L’annuncio è arrivato durante la diretta della prima puntata de Le Iene, andata in onda ieri sera, domenica 27 settembre: Ilary Blasi è in attesa del suo terzo figlio dal marito Francesco Totti. «Vorrei approfittare di venti secondi per condividere una notizia con voi, che siete i miei amici, nel posto in cui io mi sento a casa e con il pubblico delle Iene che ormai ci segue da anni - ha detto Ilary, conduttrice insieme a Teo Mammuccari -. Se n'è parlato per tanti anni, sono usciti tanti articoli di giornale, ci sono stati degli scoop, sempre falsi: la novità di quest'anno è il Trio Medusa. Però Teo, ti devo dire che anche qui in studio c'è un trio: sei tu, io e qua (indicandosi la pancia, ndr)».

La showgirl ha rivelato di essere «quasi al quinto mese» e, subito dopo, ha ricevuto la telefonata in studio del Pupone. Sempre in vena di scherzi, il capitano della Roma alla domanda di Mammuccari sul nome del nascituro ha risposto: «Lo chiamerem o Teodoro, ma senza tinta». Il piccolo andrà a fare compagnia ai due bimbi della coppia, Christian e Chanel.

Intervistata da La Repubblica prima del ritorno sul piccolo schermo, la Blasi ha riflettuto su altri eventuali progetti lavorativi: «La voglia di sperimentare c'è, ma in questi anni non ho mai avuto tutta questa voglia di cambiare â€" ha spiegato -. Trovo che Le iene sia il programma più bello che c'è, è il più imprevedibile, cambia sempre a seconda dei servizi».

«Se ci pensa le grandi - per esempio Maria De Filippi, ma non voglio paragonarmi - fanno sempre le stesse cose â€" ha aggiunto -. Allora perché proprio io dovrei fare le cose diverse? Ero bambina quando Ezio Greggio faceva Striscia la notizia. Io a Le Iene invecchierei volentieri».

I reality, che un tempo l’attiravano molto, non sono più così allettanti per Ilary oggi. «Si sono invecchiati, all'epoca sì, mi divertivano tantissimo, erano la novità della televisione. Oggi è tutto più scontato: io la tv con un occhio la faccio e con un occhio la guardo».

Cover Media

venerdì 25 settembre 2015

Rai3, The cooking show: i bambini e il cibo sano

Roma, 25 set. (askanews) - Educare i bambini a mangiare in modo sano, giocando sulle forme e sui colori del cibo, con ingredienti golosi, ma naturali. A "The cooking show - Il mondo in un piatto" - il programma all'insegna della cucina eco-sostenibile, in linea con la filosofia di Expo, condotto dalla food blogger Lisa Casali, in onda sabato 26 settembre alle 18.00 su Rai3 - ci provano gli chef Ernst Knam, il re del cioccolato, e Franco Aliberti, esperto di cucina creativa e rispettosa del Pianeta.

In primo piano anche l'incontro tra la cultura gastronomica italiana e quella francese, con piatti della tradizione preparati con prodotti freschi del territorio: a confronto lo chef Luigi Taglienti e il collega Yannick Alleno.

Infine, per ribadire l'impegno contro lo spreco di cibo, con gli ingredienti avanzati, Lisa Casali inventerà un nuovo piatto, mentre nella nuova rubrica "Non si butta via niente" svelerà segreti e ricette per utilizzare anche le parti meno nobili dei finocchi.

"The cooking show" è un programma nato da un'idea di Rai Com, realizzato dal Centro di Produzione Tv di Milano nello studio Rai all'interno dell'Esposizione Universale ed è firmato da Rai3 per Expo Milano 2015.

Muccino presenta "Padri e figlie": amore in tutte le sfumature-VIDEO

Roma, 25 set. (askanews) - Russell Crowe, Jane Fonda, Octavia Spencer. Un cast di stelle e premi Oscar per il nuovo film hollywoodiano di Gabriele Muccino, dal primo ottobre nelle sale. "Padri e figlie", come dice anche il titolo, è una storia commovente sul rapporto profondo tra un padre e una figlia, ma non solo: è una storia d'amore a 360 gradi. Un dramma dei sentimenti. Come spiega lo stesso Muccino:

"È una storia che parla fondamentalmente e trasversalmente d'amore, in tutte le sue sfumature e pieghe possibili".

Russell Crowe è un famoso romanziere, rimasto vedovo, che deve crescere da solo la figlia Katie e combattere un serio disturbo mentale. Venticinque anni dopo, ritroviamo quella bambina come una donna, con il volto di Amanda Seyfried, una ragazza che vive a New York, impaurita, incapace di abbandonarsi all'amore per i traumi che ha vissuto da piccola. La trama salta di continuo tra passato e presente, per ricostruire il rapporto padre-figlia e mostrare Katie adulta che lotta con i demoni del passato.

"È la storia di un percorso determinato da amore, con moltissime altre sfumature, perché il film è anche molto stratificato, ci sono sotto-trame".

Si parla anche di affidamento, di drammi infantili, della crisi artistica di uno scrittore che va incontro alla stroncatura della critica. Ma ne emerge un'analisi precisa del rapporto che un padre ha con sua figlia. Muccino stesso ha ammesso che se non fosse padre di due maschi e di una femmina, non avrebbe girato "La ricerca della felicità" e quest'ultimo film nello stesso modo. E' diverso infatti il rapporto che si crea con una figlia femmina.

"Per una figlia è il punto di riferimento dove trovare protezione, rifugio, e c'è un istinto femminile che si sente fin da piccoli: se il padre è vulnerabile, come Russell, la figlia sviluppa quasi un senso materno, paradossalmente". "Questa è la caratteristica che definisce di più l'attitudine delle donne verso la cura". "Il modo in cui si confrontano con l'amore".

Video su askanews.it

Expo: gravidanza, da esperto Iss decalogo per mamme eco e bebè sani

Milano, 24 set. (AdnKronos Salute) - In gravidanza si mangia in due, ma uno dei 'commensali', il bebè, è dipendente dall'altro, la mamma. E la sua salute si costruisce anche a tavola. Cruciali i primi mille giorni di vita, che corrispondono ai primi 2 anni del bambino più la vita fetale, e hanno una ricaduta del 70% su quello che sarà il suo futuro. Da qui la proposta lanciata in anteprima all'Expo di Milano dall'esperto dell'Istituto superiore di sanità Alberto Mantovani: un decalogo per insegnare alle future mamme l'uso responsabile della forchetta. Filo conduttore la dieta mediterranea, faro per orientarsi verso uno stile di vita sano.

La bozza, "un testo aperto che andrà discusso all'Iss per poi essere condiviso", parte da documenti ufficiali, come le Raccomandazioni europee per la prevenzione primaria delle malformazioni congenite (alle quali hanno contribuito anche esperti italiani). "Malformazioni che hanno un'incidenza complessiva del 3% sui nati (dati Oms)", spiega Mantovani durante un incontro promosso dal ministero della Salute nello Spazio Donna 'Me and We' di Padiglione Italia.

I suggerimenti strizzano l'occhio alla categoria sempre più nutrita delle 'ecomamme' attente alla sostenibilità degli stili di vita, e tengono in considerazione le nuove realtà di una società multietnica e contemporanea: mode che si fanno largo come la dieta vegana e la passione per il sushi, e sempre più donne straniere portatrici di diverse culture alimentari.

Una rassegna di consigli che vanno dai cibi alleati al monito sull'alcol in gravidanza, dalle dritte anti-toxoplasmosi all'invito a prestare attenzione alla cottura degli alimenti e persino ai recipienti che si usano in cucina. (segue)

giovedì 24 settembre 2015

Gabriele Muccino, 'Padri e figlie' è paura e amore

Roma, 24 set. (AdnKronos) - "Questo è il mio film più completo, ha una scrittura estremamente sofisticata ma lineare, racconta la vita, l'amore, la caducità dell'uomo e la paura di amare". Parla così Gabriele Muccino alla presentazione del suo nuovo lavoro 'Padri e figlie' uno struggente dramma sul rapporto tra un padre (interpretato da Russell Crowe) e sua figlia (la giovane Kylie Rogers e poi da Amanda Seyfried) che copre circa un ventennio, dagli anni '80 ai giorni nostri. Crowe è Jane Davis, un romanziere premio Pulitzer rimasto vedovo, che lotta contro un disturbo mentale mentre cerca di crescere nel miglior modo possibile sua figlia Katie di cinque anni. 25 anni dopo Katie, giovane studentessa di psicologia, incapace di amare, si troverà ad affrontare le conseguenze della sua infanzia tormentanta.

"Amare significa anche incorrere nel lutto, nel conflitto, nell'inganno e nel tradimento -dice Muccino- Katie non ama perché ha un vuoto che non riesce a colmare. L'amore è il motore che muove il mondo, lei corre tutti i rischi pur di essere una donna in movimento verso la reale crescita, verso la consapevolezza di quello che va creato e superato". Dopo il successo di 'La ricerca della felicita', 'Sette anime' e 'Quello che so sull'amore' Muccino torna a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera americana con un film struggente che parla della vita, dell'amore e delle relazioni famigliari a 360 gradi, di come si possa guardare avanti anche se la vita ci mette davanti a delle prove che sembrano insormontabili. In questo il film parla chiaro: 'Everything will be fine', tutto andrà bene, e non è solo quello che i personaggi ripetono nella pellicola, quasi a esorcizzare i loro demoni, ma sembra piuttosto il messaggio che il regista vuole trasmettere al suo pubblico. "I l film ha diverse sottotrame -spiega Muccino- dalla storia tra un padre e una figlia, alla crisi dell'artista, che masochisticamente decide di mettersi a nudo per raccontare la sua opera, sottoponendosi alla pioggia di petali o alla sassaiola".

"Questo è quello che l'artista vive nel film - aggiunge il regista- e poi c'è la storia della bambina orfana, chiusa, il veicolo attraverso il quale il personaggio di Amanda Seyfried rompe la barriera, scoprendo di riuscire a provare dei sentimenti, primo spiraglio che le aprirà la porta verso l'amore. C'è inoltre la sotto trama dell'affidamento - continua Muccino- che non può essere più attuale. È un momento lacerante, che il film racconta senza togliere nulla al nucleo portante della storia". Il regista racconta di essersi riconosciuto nel personaggio dell'artista interpretato da Russel Crowe, "anche se la storia non l'ho scritta io, mi ci riconosco". Come quando Crowe, in un momento del film dice "mi chiedo perché Dio abbia creato scarafaggi e critici".

"La battuta non l'ho scritta io (Lo sceneggiatore è l'americano Brad Desch, alla sua prima prova hollywoodiana, ndr) - dice Muccino- ma l'artista per definizione decide di mettersi a nudo in pubblico, perché ha questa strana e curiosa urgenza di raccontare se stesso sapendo che si esporrà anche al dissenso e al misconoscimento di un'opera che è stata parte della sua vita". C'è un' altra frase nel film che pronuncia Russell Crowe riferendosi agli Stati Uniti e che ha incuriosito durante la proiezione per la stampa: 'Questi sono gli 'United States of Money': "È una frase che non potrebbe essere più vera - prosegue Muccino- anche se non l'ho scritta io. Ho scritto molte scene ex novo, come quella in cui padre e figlia vanno al museo o cantano insieme 'Too colse to you' dei Carpenters".

"Il denaro governa la vita degli individui schiacciati da una pressione psicologica forte. Tutti sono molto soli e l'America è una società estremamente individualista", spiega Muccino e aggiunge: "Conosco bene il mondo di Los Angeles, il livello di felicità e lo stile di vita americano costituiscono un forte paradosso". Non solo l'amore e la società, 'Padri e figlie' è soprattutto un film sulla crescita, come sottolinea il regista, "Noi siamo il risultato di ciò che abbiamo vissuto da bambini - afferma - la nostra personalità si forma nei primi sette anni di vita che riempiono la scatola del nostro subconscio. Le bambine, io lo vedo con la mia di sei anni, sono molto protettive con il padre, soprattutto quando lo sentono debole. Le donne danno naturalmente amore per riceverlo".

"Nonostante i nostri genitori abbiano vissuto con le sirene dei bombardamenti -ricorda Muccino- hanno conosciuto il benessere del boom economico e noi abbiamo saputo apprezzare l'Italia come il posto in cui ancora oggi, nonostante tutto, si vive bene. A Napoli con venti euro si può fare ancora la spesa, in America no". Oltre a Crowe e Seyfried, il cast vanta Jane Fonda, nella parte dell'agente letterario di Crowe, e Octavia Spencer, Aaron Paul (Jesse Pinkman di 'Breaking Bad') e Diane Krueger e ancora Quvhanzanè Wallis e Janet McTeer. "Con il cast girare è stata una continua sorpresa - racconta Muccino - È un trionfo di talenti e potenze attoriali. Crowe è un gigante, temutissimo, e sul set non parla con nessuno, solo con il regista e a voce bassissima.

"All'inizio Crowe cercava di capire se io avessi il comando della nave, poi abbiamo avuto settimane idilliache. Non ama provare -prosegue Muccino- ma arriva sul set e tu devi essere pronto. È l'unico attore con il quale ho lavorato che non si è mai controllato sul monitor. Russel porta grandissima energia sul set". "Una delle rivelazioni è stata Kylie Rogers, che interpreta la piccola Katie ed è tra i volti della serie TV 'The Whispers' - aggiunge Muccino - una bambina prodigio. Come mi è capitato con il figlio di Will Smith, Jaden, trovo che gli attori bambini siano letteralmente posseduti dal personaggio".

Quanto alla protagonista femminile, Amanda Seyfried, esplosa qualche anno fa sul grande schermo con il musical 'Mamma mia!' al fianco di Maryl Streep, Muccino non usa mezzi termini: "E' un magnete per la macchina da presa, con i suoi occhi dà quattro letture diverse nello stesso momento - afferma il regista - è fantastica". Il film, che uscirà nelle sale italiane il prossimo 1 ottobre, sarà lanciato sul mercato americano a dicembre, e sembra avere tutte le carte in regola per concorrere alla stagione dei festival e dei premi, anche se non sarà tra le proiezioni in concorso alla prossima 'Festa del cinema di Roma': "Io volevo portarlo sia a Cannes sia a Venezia - racconta Muccino - ma non sono decisioni che dipendono da me. Anche per i film con Will Smith sarei andato ai festival ma non tutti i produttori sono disposti a confrontarsi con la vetrina dei festival. 'Padri e figlie' è un film che in America chiamano 'Art' che entra nella 'scatola' dei film di prestigio, con l'ambizione di entrare nella corsia che porta ai premi, è diverso da 'Quello che so sull'amore', che nasceva con natura più commerciale. Hollywood -scandisce Muccino- non è il paese dei balocchi come ho creduto quando ho girato i film con Will Smith".

"Il cinema americano e gli Studios stanno puntando su una formula sicura, quella che vende giocattoli, come i film della Marvel, 'Hunger Games' e 'Twilight'. I film drammatici sono sempre meno e spesso si tratta di pellicole indipendenti. Io sono un regista popolare - conclude Muccino- amo la sala piena, il pubblico che reagisce, la gente che si commuove. Lo faccio per risolvere tutte le cose irrisolte che mi porto dentro, giro film per emozionarmi e per farlo devo creare un'atmosfera emozionante in primis per gli attori, e poi per gli spettatori".

Dopo 'Padri e figlie', il regista promette di tornare a girare altri film a stelle e strisce "se i progetti saranno belli e interessanti". Quel che è certo, per ora, è che torneremo a vedere le pellicole di Muccino a partire dal prossimo anno, quando 'L'estate addosso' prima e 'Paura di volare' poi, film tratto dall'omonimo romanzo di Erica Jung, che il regista sta finendo di montare, arriveranno nelle sale italiane.

Rai2: Troppo giusti, Gabriele Muccino e il film Padri e Figlie

Rai2: Troppo giusti, Gabriele Muccino e il film Padri e FiglieRoma, 24 set. (askanews) - Il regista Gabriele Muccino è il protagonista della nuova puntata di "Troppo Giusti", magazine di informazione cinematografica condotto da Andrea Delogu con Marco Giusti, in onda venerdì 25 settembre alle 23.50 su Rai2.

Gabriele Muccino presenta il suo nuovo film "Padri e figlie", interpretato da Russell Crowe, e in uscita la prossima settimana. Si parlerà del film e della figura di Muccino, diviso fra cinema americano e italiano con i giornalisti Mario Sesti e Nick Vivarelli e con il compositore di colonne sonore Paolo Buonvino.

Sky Uno, domani la prima tv de "I Bambini Sanno"

Roma, 24 set. (askanews) - "I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano di spiegargli tutto ogni volta". Sui versi de Il piccolo Principe di Saint - Exupery si apre il nuovo lungometraggio di Walter Veltroni,"I bambini sanno", in prima tv su Sky Cinema il 25 settembre su Sky Cinema 1 HD e in contemporanea su Sky Arte HD e alle 22.45 su Sky Uno. Amore, sessualità, vita, morte, raccontati attraverso gli occhi, i volti e le voci di trentanove bambini tra i 9 e i 13 anni. Dopo "Quando c'era Berlinguer", il nuovo film di Veltroni, prodotto da Sky e realizzato da Wildside in collaborazione con Palomar, propone uno sguardo inedito, per raccontare la vita da un punto di vista puro, commovente e sincero. Trentanove bambini, dal nord al sud dell'Italia, ognuno intervistato nella propria stanza: la descrivono, lasciando che gli oggetti, le foto, gli arredi raccontino il proprio essere. La telecamera, che documenta in presa diretta le loro testimonianze, diventa il mezzo per guardare il mondo con gli occhi dei più piccoli, capire il loro punto di vista sulle "cose dei grandi", conoscere i loro progetti futuri, i loro sogni e la loro opinione sui grandi temi della vita. "Cosa serve nella vita per essere felici?" Kevin11 anni non ha dubbi: "Sognare".