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lunedì 7 luglio 2014

Cristiana Capotondi: un figlio più avanti

Cristiana Capotondi: un figlio più avanti

Cristiana Capotondi non è ancora pronta per diventare mamma. L’agenda della star è sempre stracarica di impegni, l’ultimo dei quali il cortometraggio «Sulla poltrona del Papa», ispirato a Papa Francesco. Tra film e fiction, pare proprio che la splendida 33enne abbia a malapena il tempo di pensare a una famiglia.

«In realtà a me piacciono molto i bambini, ma credo anche che siano estremamente faticosi. A mio avviso c’è un tempo per farli con incoscienza e uno per averli con consapevolezza. Quello dell’incoscienza, che va dai 18 ai 21 anni, io purtroppo l’ho già superato», ha dichiarato la star al settimanale Nuovo.

«Ogni tanto mi dico: “Se li avessi avuti prima, sarebbe stato meglio”. Perché a trent’anni, quando hai la consapevolezza, è più difficile diventare madre sapendo che devi rinunciare a una parte della tua vita, ai tuoi spazi, alle tue abitudini… Ci vogliono soldi, energie ed emozioni».

Nonostante le riserve e le preoccupazioni, la Capotondi non rimuove completamente la possibilità di vivere l’esperienza della maternità.

«Non sono certa di farla, ma nemmeno sono certa di non farla. Sono aperta all’ipotesi, diciamo. Però riconosco che sia una gran fatica. Ogni tanto guardo i genitori e penso che ognuno di loro meriterebbe un monumento! È complicatissimo pensare che spendi soldi, energie, emozioni e poi un giorno ti trovi il marmocchio che dice: “Ora mi hai rotto, mamma!”».

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Manuela Arcuri: niente dieta durante l’allattamento

Manuela Arcuri: niente dieta durante l’allattamento

Manuela Arcuri mette il piccolo Mattia al primo posto. Per questo non segue una dieta particolare né un’attività fisica specifica per il seno.

«Non potrei durante l’allattamento. E questa è una gioia a cui non avrei mai rinunciato», ha spiegato al magazine Gente.

«Non capisco chi rifiuta di farlo per paura di rovinarsi il seno. Il latte materno è prezioso per i piccoli, dà loro anticorpi e difese immunitarie che nessun altro latte possiede. Chi ha la fortuna di averne e non lo mette a disposizione dei figli per non rovinare l’estetica del corpo è davvero egoista».

La mora 37enne ha avuto il piccolo Mattia lo scorso maggio insieme all’imprenditore Giovanni Di Gianfrancesco, con cui è felicemente fidanzata dal 2010. E pare che la felicità di coppia riesca a tenere il bimbo a bada giorno e notte.

«Mattia è bello e buono», conferma la Arcuri. «E tranquillo, forse perché in casa respira amore e tenerezza, sente che io e Giovanni siamo sereni».

Il suo compagno già pensa ad un altro bebè, e se da una parte la star non nega di essere d’accordo, dall’altra vuole fermarsi un attimo e gustarsi ogni momento insieme al primogenito.

«Io amo le famiglie numerose, ho due fratelli che adoro, Giovanni è un papà tenero e un compagno affettuoso, mi piacerebbe avere un altro figlio, magari una bambina. Per ora, però, lasciatemi godere Mattia».

Nel frattempo, i neo-genitori pensano al battesimo, che avrà luogo il prossimo settembre. Il padrino, come annunciato già due mesi fa, sarà una star d’eccezione.

«Il padrino? Se non avrà impegni sul set sarà Gabriel Garko», continua la Arcuri, che in mente ha anche il giorno delle nozze.

«Vorrei una cerimonia religiosa, tradizionale, abito bianco, velo e strascico. Una cerimonia in stile Beautiful, a primavera, sulla spiaggia, a piedi nudi. So che per i matrimoni civili è possibile. Lo sarà anche per quelli religiosi? E se scrivessi a Papa Francesco? Quasi, quasi…».

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Martina Colombari: «Voglio un altro figlio»

Martina Colombari: «Voglio un altro figlio»

«Vorrei un secondo bambino. Mi manca la tenerezza di avere un piccolino per casa. È da un annetto che proviamo. Ma io sono fiduciosa, nel 2015 compio i 40 e vorrei che la vita mi facesse quel regalo…». Così Martina Colombari racconta al settimanale Gente il suo desiderio di maternità, che dopo dieci anni di matrimonio con l’ex difensore del Milan Alessandro “Billy” Costacurta, torna a bussare. 

«Vivere un amore maggiorenne è una sfida. Il bello è sentirlo forte e maturo, perché 18 anni insieme sono una fetta di vita importante. L’impresa è cercare ogni giorno di inventarlo di nuovo, con l’entusiasmo, la dolcezza e la curiosità di un bambino», spiega l’ex Miss Italia, già mamma di Achille, nato nell’ottobre del 2004. Giunta al traguardo dei 40 anni, l’attrice nata a Riccione, non teme l’età che avanza, ma al contrario ne apprezza ogni sfumatura.

«Io mi sento meglio ora di quando ne avevo 18 e tutta la mia vita da scrivere. Ho vinto il concorso (di Miss Italia, ndr) a 16 anni, però se mi guardo allo specchio mi preferisco oggi. Anche per mio marito è così. Da ragazza ero più acerba, tondetta, con lo sguardo meno sicuro e il timore di non essere mai all’altezza della situazione. Soprattutto quando si trattava di parlare davanti alle persone: anche una tavolata di amici mi metteva in imbarazzo».

Il segreto sta nel prendersi cura del proprio corpo senza sfociare nel fanatismo.

«Non sono cresciuta con il mito della bellezza, ma con il culto della cura del corpo come via per il benessere dell’anima. Mi alleno quotidianamente, mangio sano anche se non rinuncio a qualcosa di dolce a fine pasto, faccio sedute dal chiropratico per la postura, talvolta mi concedo un massaggio drenante e cammino per ore, rinunciando a taxi o mezzi di trasporto».

Cover Media

venerdì 4 luglio 2014

Aiello racconta: Ho sconfitto il tumore e voglio un'altra figlia

Roma, 4 lug. (TMNews) - "Sono stato operato di un tumore alla tiroide. Ho avuto paura di perdere la voce. È stato l'evento più negativo della mia vita". Parola di Maurizio Aiello che si confessa a Diva e Donna dopo aver vissuto un dramma personale. "Ho scoperto la malattia per puro caso: partecipavo come testimonial a una campagna di prevenzione Race for the cure. Ho fatto un controllo. Con l'ecografia ho scoperto di avere un nodulo di tre centimetri alla tiroide. Poco più di un mese dopo mi hanno operato per asportarlo".

Aiello è stato operato nel 2010 e la malattia gli ha insegnato che "ci si angustia per tante situazioni senza senso. Invece le cose importanti sono altre: l'amore per mia moglie llaria, le prime parole della nostra piccola Ludovica». Lavorativamente parlando Aiello sarà di nuovo su Raitre sul set di Un posto al sole, soap che lo vede protagonista dal 1996 anche se non con continuità. In futuro la speranza è "l'arrivo di una bambina. Con mia moglie Ilaria e la piccola Ludovica mi sento felice e appagato. Mi piacerebbe però un'altra figlia".

giovedì 3 luglio 2014

Algeria dona premio dei Mondiali ai bimbi di Gaza

Milano, 3 lug. (TMNews) - I calciatori dell'Algeria devolveranno interamente il loro premio di qualificazione (9 milioni di dollari, 6,5 milioni di euro) ai bambini e ai poveri di Gaza. Lo ha annunciato sul suo profilo twitter il capitano della squadra nordafricana Islam Slimani che ha così motivato questo nobile gesto: "Loro sicuramente ne hanno più bisogno di noi".

Una scelta che appare in netto contrasto con il comportamento della Nazionale del Camerun, o con quella del Ghana, della Nigeria, che hanno addirittura minacciato di non giocare prima della riscossione dei premi. Secondo alcuni giornali tedeschi, in particolare, il Camerun si sarebbe reso protagonista di una possibile combine nel match Mondiale tra gli africani e la Croazia: incontro intorno al quale la FIFA non ha ancora aperto un fascicolo di inchiesta per appurare meglio quanto accaduto, ma che è argomento trattato dagli organi di stampa di molte nazioni estere. Sarebbero comunque solo sette i giocatori coinvolti, definiti 'mele marce'.

Aifa lancia campagna su farmaci e bambini. Ma ci sono polemiche

“Bambini e adolescenti non sono adulti in miniatura”. Per cui non vale l’idea di dare loro metà cucchiaio di un farmaco o mezza pasticca. “Non dare loro i tuoi farmaci rivolgiti sempre al pediatra. Per la loro salute, il senso della misura non basta”. È il claim della campagna di comunicazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) su farmaci e pediatria, che però sta facendo discutere.

Nello spot video della campagna si dice: “Ogni giorno a migliaia di bambini vengono somministrati farmaci non sperimentati per uso pediatrico, spesso senza nessuna prescrizione né controllo medico. Ma chi li espone a questi rischi? Non dare loro i tuoi farmaci. Lattanti, bambini e adolescenti non sono adulti in miniatura. Rivolgiti sempre al pediatra. Se ti sta a cuore la loro salute, il senso della misura non basta”. Il progetto della campagna, spiega l’Aifa, mira a diffondere informazioni certificate e corrette sull’uso dei farmaci per i più piccoli. Ma qualcuno non è convinto: il Moige, Movimento Genitori, considera la campagna allarmistica, tanto da averla segnalata all’Isti tuto di autodisciplina pubblicitaria. [1]

Afferma l’Aifa: “L’esigenza di sensibilizzare la popolazione a un uso responsabile e consapevole dei farmaci in pediatria è particolarmente sentita anche dalle Società scientifiche dedicate che hanno inoltre evidenziato l’importanza di promuovere studi clinici in ambito pediatrico. La popolazione pediatrica risulta, infatti, scarsamente indagata con riferimento ad un uso razionale dei farmaci ad essa destinati. Ne consegue che molto spesso, in mancanza di dati provenienti da studi clinici specifici, vengono impiegati nei bambini medicinali in realtà autorizzati per l’età adulta, ma a dosaggi inferiori. In pratica si considera il bambino come un piccolo adulto. Ma ciò espone a rischi. Non tutti i farmaci utilizzati in ambito pediatrico, infatti, hanno la stessa identica risposta in lattanti, bambini e adolescenti, a causa delle di fferenze di metabolizzazione e assorbimento degli stessi e dei diversi processi di crescita. Al momento della somministrazione, quindi, deve essere posta molta attenzione alla scelta dei medicinali e ai rispettivi dosaggi, da valutare in base alle età dei giovani pazienti”.

Sono tre i messaggi principali sui quali verte la campagna di comunicazione. Il primo riguarda il fatto che “il bambino non è un piccolo adulto” â€" “Il contenuto comunicativo in questione cercherà di sviluppare una maggiore consapevolezza sugli errori commessi durante la somministrazione dei farmaci ai bambini quale, ad esempio, la riduzione delle dosi di un medicinale comunemente utilizzato per adulti, arbitrariamente ritarate in base al peso corporeo e all’età del bambino”. Il secondo, sottolinea che lattanti e adolescenti hanno età diverse, quindi servono farmaci e dosi diversi. Il terzo evidenzia il valore della ricerca scientifica a vantaggio dei piccoli pazienti, tanto che in una delle locandine una bambina vestita da medico dice: “Voglio farmaci adatti a me. Sperimentazione? Ok”.

Secondo l’Aifa, infatti, il problema pratico della disponibilità di farmaci adatti ai bambini non è ancora stato risolto, nonostante i progressi della farmacologia clinica: “Nel complesso, la percentuale dei farmaci per l’età pediatrica su cui sono state effettuate sperimentazioni è ancora inferiore al 50%: ciò significa un utilizzo nel bambino off-label, ovvero con dosaggi, indicazioni e formulazioni non specificamente provate per l’età pediatrica â€" spiega l’Agenzia â€" È necessario far comprendere che la partecipazione volontaria dei bambini e degli adolescenti agli studi clinici contribuisce a colmare la mancanza di dati, garantendo ai più piccoli maggiore qualità, sicurezza ed efficacia dei farmaci a loro destinati”.

Questo tipo di comunicazione però non ha convinto il Movimento Genitori (Moige). Spiega Maria Rita Munizzi, presidente nazionale Moige: “La nuova campagna dell’Agenzia del farmaco crea forte allarme tra i genitori. Recita il claim sui cartelloni affissi per le strade: ‘Solo gli studi clinici condotti sui bambini garantiscono la sicurezza e l’efficacia dei farmaci’, con tanto di foto di bambina nei panni del dottore. Ma quindi, fino ad ora, come abbiamo curato i nostri figli essendo almeno la metà dei farmaci pediatrici non testata sui minori? Significa che fino ad oggi abbiamo curato i nostri figli con farmaci insicuri ed inefficaci? Chiediamo al Ministro Lorenzin di fare chiarezza sull’opportunità di una simile comunicazione”. L’associazione ha deciso di denunciare la pubblicità all’Istituto per l’autodisciplina pubblicitaria, perchè se la comunicazione commerciale deve essere “onesta, veritiera e corretta”, p rosegue il Moige, “due sono le cose: o Aifa ha immesso farmaci pediatrici insicuri, oppure questa comunicazione istituzionale non dice il vero”.

Di diverso avviso la Società italiana di pediatria preventiva e sociale (SIPPS) che “si schiera con quanti vogliono curare in modo consapevole, serio ed appropriato attraverso l’uso di medicine adatte e specifiche. I pediatri, anche quelli ambulatoriali, sono pronti, con la dovuta preparazione, a partecipare a studi e ricerche mirate sull'uso dei farmaci nei bambini”: questo quanto affermato da Giuseppe Di Mauro, presidente SIPPS. “La recente iniziativa dell'Aifa â€" aggiunge Di Mauro â€" ci trova assolutamente d’accordo: non possiamo che essere favorevoli a curare con più accuratezza i bambini. È vero: spesso, nel 50% dei casi, ai piccoli vengono somministrati farmaci non testati esplicitamente nell'infanzia e alcune volte al di fuori dalle indicazioni ufficiali. Ma questo avviene non perché i pediatri sbaglino, ma semplicemente perché non esistono studi specifici di efficacia o di tolleranza eseguiti in et à pediatrica: diventa allora più semplice usare dosi inferiori rispetto agli adulti, senza considerare che un bambino non è un adulto in miniatura ma una persona che ha un metabolismo diverso dall'adulto e con un assorbimento del farmaco differenziato. Allora ben vengano studi seri, accreditati ed eseguiti in modo corretto sui bambini”.

Sulla parola “sperimentazione” si sofferma Leo Venturelli, responsabile dell’educazione alla salute e dell’informazione della Società, che sottolinea come questa, nonostante possa creare apprensione nei genitori, “non verrebbe eseguita su nuovi farmaci, ma su quelli impropriamente usati in età pediatrica: in pratica, si cercherebbe di trovare un "profilo" pediatrico alle medicine, evitando anche un altro serio problema, le reazioni avverse che spesso intervengono durante la cura”.

Apprezzamento per la campagna sull’uso dei farmaci in età pediatrica (e su quella per la gravidanza [2] ) viene inoltre da Federfarma. “La consapevolezza delle famiglie sull’uso corretto dei farmaci è in crescita â€" ha detto Annarosa Racca, presidente Federfarma â€" e in farmacia lo constatiamo ogni giorno quando rispondiamo alle loro domande e risolviamo i loro problemi. E’ però doveroso insistere sul tema perché i farmaci devono essere usati nel modo giusto, assunti a determinate ore, evitando interazioni con altri medicinali o alimenti.”

 

a cura di Sabrina Bergamini

@sabrybergamini

Links
  1. ^ spot video (www.agenziafarmaco.gov.it)
  2. ^ su quella per la gravidanza (www.agenziafarmaco.gov.it)

Ricky Martin vuole un terzo figlio, una bambina

Ricky Martin vuole un terzo figlio, una bambinaRoma, 3 lug. (TMNews) - Ricky Martin ha confessato alla rivista "People" di volere un altro figlio. Questa volta una bimba. Sei anni fa il cantante portoricano è diventato padre di Valentino e Matteo, gemelli nati attraverso una madre surrogata. Due anni fa Martin divenne paladino dei gay facendo coming out ma, agli occhi dell'opinione pubblica, è stato sempre un papà amorevole con Carlos González Abella al suo fianco.

Oggi, lasciato lo storico compagno rivela di volere un terzo figlio: una bambina. "Voglio una femminuccia. Diventare padre amplifica ogni cosa. Ho appena cominciato e voglio più figli! Valentino e Matteo adorano seguirmi. Sono due piccoli artisti. Non so cosa accadrà in futuro, ma qualsiasi carriera decideranno di intraprendere, io li sosterrò!".

Intanto Martin si occupa dei bambini meno fortunati di Puerto Rico aprendo una fondazione che andrà in loro soccorso. "Offriamo loro delle opportunità. Li riabilitiamo e spieghiamo loro che là fuori c'è una vita stupenda". In 160 sono già stati scelti per essere istruiti.

mercoledì 2 luglio 2014

Bimbi protagonisti a Stupinigi: per 2 giorni visita riservata ai piccoli

Torino, 2 lug. (LaPresse) - Tornare bambini giocando a corte e imparando come vivevano i futuri principi. Sarà possibile domenica 6 e domenica 20 luglio alla Palazzina di Caccia di Stupinigi (Torino). L'ingresso, infatti, sarà riservato agli adulti "solo se accompagnati da almeno un bambino". Alle 11 e alle 15, per un'ora, una guida accompagnerà i visitatori alla scoperta della vita dei bimbi a corte. La speciale visita, organizzata da Artemista (www.artemista.net) e promossa da Threesixty, permetterà di conoscere meglio alcuni aspetti della vita quotidiana nella residenza sabauda, prendendo anche spunto dalla mostra 'Piccoli Principi a Stupinigi' attualmente in corso nell'antibiblioteca e nella biblioteca della Palazzina con una selezione di dipinti raffiguranti i bambini di Casa Savoia.

Con 5 euro per i bimbi (e i possessori di Carta Musei) e 13 euro per i più grandi è dunque possibile scoprire o riscoprire in modo davvero originale e divertente la magnifica Palazzina da poco riaperta al pubblico grazie alla Fondazione Ordine Mauriziano. Il percorso tematico 'Meglio un giorno da...' riassume in un'ora i momenti più importanti che scandivano le giornate dei piccoli principi e dei 'giovani signori': un racconto che procede dall'alba al tramonto, dal risveglio con il rituale della vestizione, al pranzo, analizzando l'abbigliamento, il protocollo di corte e l'educazione nei vari periodi della storia, fino ad oggi.

martedì 1 luglio 2014

Ricky Martin: altri figli in vista

Ricky Martin: altri figli in vista

«Voglio una femminuccia. Diventare padre amplifica ogni cosa. Ho appena cominciato e voglio più figli!». Così Ricky Martin annuncia a People la sua intenzione di allargare la famiglia dopo i due gemelli Matteo e Valentino, nati nel 2008 da madre surrogata. Sebbene la relazione con il suo compagno González Abella sia naufragata, il rapporto con i figli va a gonfie vele.

«Adorano seguirmi. Sono musicalmente dotati, due piccoli artisti: insomma due piccoli me! Non so cosa accadrà in futuro, ma qualsiasi carriera decideranno di intraprendere, io li sosterrò!». Per ora Martin è a suo agio nei panni di genitore single e non smania di trovare il vero amore.

«Sono un sognatore e quindi voglio qualcuno che sia più realistico di me. Qualcuno che compensi la mia follia creativa e che mi riporti con i piedi per terra quando sono nel pieno del mio caos artistico. Adoro impegnarmi».

Anche nella vita privata la popstar si dà da fare per aiut are i meno fortunati attraverso la sua associazione non-profit in Puerto Rico, rivolta ai minori in difficoltà.

«Abbiamo un approccio olistico e offriamo loro delle opportunità. Li riabilitiamo e spieghiamo loro che là fuori c’è una vita stupenda».

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Whitney Houston: la figlia attacca Angela Bassett

Whitney Houston: la figlia attacca Angela Bassett

La figlia di Whitney Houston Bobbi Kristina Brown è furiosa con la regista del film dedicato alla madre Angela Bassett.

La ragazza 21enne è stata scartata dal cast di «Donne» perché a detta della Bassett non ha le abilità recitative richieste dal ruolo.

Bobbi Kristina ha sfogato la sua rabbia per le dichiarazioni della Bassett su Twitter.

«La signora Angela “fuori di testa” mi ha veramente infastidito», ha scritto la ragazza sul social, secondo quanto riporta il New York Daily News.

«Almeno non ha sbagliato sesso parlando di me... “Lei ha delle qualità extra”...Quando vincerò il mio primo Grammy o Oscar sono sicura che ti farò chiudere quella bocca!».

Lo sfogo sul web dell'aspirante attrice fa seguito ad una serie di dichiarazioni della Bassett ad Entertainment Weekly circa il suo debutto da regista per la pellicola dedicata alla cantante defunta Whitney Houston.

Interrogata sulla ragione che l'ha spint a a non scegliere Bobbi Kristina nel cast, Angela ha spiegato: «Non ho pensato di farle un provino per tutta una serie di ragioni».

«Prima di tutto non è un'attrice. So che ha recitato qua e là. So che ha partecipato al reality di famiglia ma rimane comunque una non-attrice, perché recitare è un'arte».

Con «Donne» la Bassett desidera far luce sulla relazione tra Whitney Houston e il padre di Bobbi Kristina, esplorando così «la complessità del comportamento umano e della vita».

La regista è entusiasta del progetto ma è conscia anche delle difficoltà che comporta.

«Il programma è davvero molto frenetico: abbiamo solo 21 giorni per raccontare la storia. Non si tratta di declamare dei versi con una luce puntata addosso. Si tratta di narrare tramite immagini la storia, è un aspetto tecnico!».

Cover Media