Milano, 6 dic. (Adnkronos) - Si preannuncia una sfida per questo Natale tra giocattoli tradizionali e digitali. Un duello che passa anche attraverso i negozi. Lo sostiene uno studio di Logotel, service design company che progetta e accompagna l'innovazione d'impresa in modo collaborativo. "I genitori - riferisce - stanno diventando sempre piu' social e digitali. Una ricerca del portale Nostrofiglio.it in collaborazione con Nielsen sette madri su dieci oggi usano abitualmente il web". Per Laura Bertolini, presidente e 'manager of Education' di Logotel, "i negozi tradizionali devono puntare sulla costruzione di una nuova relazione con il cliente investendo sul proprio personale di vendita". Secondo Bertolini, "il personale deve trasformarsi in una sorta di consulente per l'acquisto, capace - dice - di intercettare i valori del cliente proponendo soluzioni a lui congeniali e di educare alla scelta, assicurando il meglio dei prodotti e la sicurezza del loro uso". Un'altra indagine Tns, commissionata da eBay, aggiunge Logotel, informa che il 15% degli italiani utilizzera' il cellulare per i propri acquisti natalizi e un 13% fara' shopping tramite iPad. Anche i nonni cominciano a essere "tecnologicamente attivi". E' necessario, per la presidente di Logotel, anche costruire storie attorno al gioco. "I clienti - afferma - sono curiosi, hanno voglia di conoscere e di informarsi e oggi le tecnologie facilitano l'accesso dei consumatori a storie piu' ricche e dettagliate. Il raccontodi un prodotto - continua - ne aumenta il valore e ne giustifica l'acquisto, aggregando intorno a se' un'esperienza densa di immaginari con cui il cliente puo' entrare in relazione".
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giovedì 6 dicembre 2012
Natale: si preannuncia sfida tra negozi tradizionali e digitali di giocattoli
Tumori: professione volontario, guida per formare gli 'angeli' dei bimbi
Milano, 6 dic. (Adnkronos Salute) - Sensibile, attento e generoso. Ma anche coraggioso, competente e pronto a guardare negli occhi il dolore di un bimbo malato di cancro. Per i volontari che stanno vicino ai circa 1.500 bambini italiani colpiti ogni anno da un tumore, "l'amore non basta. Occorre la formazione". Si intitola così il primo capitolo della 'Guida all'assistenza dei bambini e degli adolescenti malati di tumore', presentata oggi a Milano. E' il primo frutto di una triplice alleanza dalla parte dei più piccoli, quella tra l'Associazione italiana di ematologia e oncologia pediatrica (Aieop), Dynamo Camp (primo campo italiano di terapia ricreativa, che dal 2007 offre vacanze gratuite a bimbi e ragazzi malati) e GlaxoSmithKline. Tre realtà che uniscono le forze per costruire una rete di volontari Doc, per reclutare e addestrare nuovi 'angeli' preparati ad accompagnare i pazienti e le famiglie dalla diagnosi alla terapia.
"Il dolore, la trasformazione fisica, l'isolamento sociale" sono alcuni dei peggiori nemici dei bambini che si ammalano di cancro, spiega Momcilo Jankovic, direttore medico di Dynamo Camp, responsabile del Day Hospital di ematologia pediatrica dell'ospedale San Gerardo di Monza. "La terapia ricreativa aiuta questi giovani pazienti a reagire meglio alle cure", conferma. Non solo aiutandoli dal punto di vista psicologico, ma anche predisponendo l'organismo a beneficiare il più possibile delle terapie". Per potenziare al massimo questo effetto, il volontario ha un ruolo chiave. A patto però di superare le logiche del 'buonismo', avvertono gli esperti, perché non è di questo che un bimbo malato di cancro e la sua famiglia hanno bisogno.
"Volontari non ci si improvvisa", sottolinea Elena Barisone del consiglio direttivo Aieop, dirigente medico della Struttura complessa di oncoematologia pediatrica presso l'azienda ospedaliera Città della salute di Torino. "Un buon volontario è un 'professionista' che deve sapere gestire gli aspetti fisici, psicologici, emotivi e sociali della malattia", precisa la specialista. Un approccio a 360 gradi che parte da una profonda conoscenza del bambino o dell'adolescente, dei protocolli di cura e delle dinamiche spesso complicate e dolorose che si innescano all'interno di una famiglia con un ragazzo colpito dal cancro. "Spesso per esempio ci sono dei fratelli - osserva l'oncologa - e non sempre la loro sofferenza viene capita e tenuta nella giusta considerazione".
All'interno dell'alleanza 'a 3' illustrata oggi a Milano, in un incontro patrocinato dall'Unamsi (Unione nazionale medico scientifica di informazione), Aieop metterà a disposizione le competenze dei propri esperti e delle diverse strutture specializzate in Italia, Dynamo Camp contribuirà a creare percorsi di addestramento ad hoc offrendo il proprio staff e la propria struttura nell'oasi Wwf di Limestre (Pistoia), e Gsk favorirà e supporterà il rapporto fra i partner.
Dynamo Camp è parte nel SeriousFun Children's Network, una rete di camp fondati nel 1988 dalla star di Hollywood Paul Newman. Ha aperto le porte 5 anni fa accogliendo i primi 60 bambini, e ora viaggia al ritmo di oltre mille giovani pazienti all'anno, suddivisi in gruppi da circa 85 per ogni sessione di 9 giorni. Nel 2012, sesto anno di attività , il bilancio del campo è di 1.067 bambini accolti (erano stati 844 nel 2011), colpiti da 54 malattie (tumori nella metà dei casi, ma anche malattie neurologiche, sindromi rare, spina bifida e diabete) e provenienti da 67 centri ospedalieri in Italia e anche dall'estero. Nei programmi specifici per famiglie, inoltre, ne sono state ospitate 149. Il tutto grazie a uno staff di 41 dipendenti, 30 collaboratori esterni, 61 stagionali, 24 medici, 34 infermieri e un esercito di 606 volontari.
"Una grande macchina nascosta che richiede un impegno economico pari a 3,5 milioni di euro all'anno, interamente sostenuto da privati", puntualizza Serena Porcari, consigliere delegato di Fondazione Dynamo. "Abbiamo iniziato andando a cercare bambini da ospitare ospedale per ospedale, reparto per reparto - ricorda - E ora abbiamo addirittura una lista d'attesa. Una storia di successo che ha un unico scopo: far divertire i nostri ragazzi. Ognuno può tornare al campo come ospite 3 volte al massimo, per permetterci di accogliere tutti quelli che lo chiedono. Ma tutti, dai 17 anni in poi, possono iniziare un periodo di formazione che a 19 anni li porterà a diventare volontari Dynamo. Questi ragazzi hanno davvero tanto da dire - assicura Porcari - Saranno loro gli adulti che riusciranno a cambiare questo Paese".
"Oggi un volontario non può assolutamente prescindere da una formazione specifica, altrimenti si rischia di creare più danno che beneficio", testimonia Gianni Zoccatelli, giovane veronese, dal 2005 volontario in ospedale e dal 2011 reclutato per Dynamo. Gianni racconta una realtà di corsia fatta di tanto dolore, ma anche di sorrisi. "Spesso, la sera, quando entro in reparto per il mio turno si respira un'atmosfera pesante. Un'aria di morte, ha detto una volta una mamma. Ma è sufficiente che ti affacci alla stanza per suscitare un interesse speciale. Capisci che loro ti stanno aspettando, che non vedono l'ora di giocare e che grazie a te anche la vita in ospedale può regalare dei momenti di gioia".
"A volte le condizioni di salute non permettono ai bambini di giocare, allora ti limiti a salutarli con un bacio e una stretta di mano", continua Gianni. "Ma altre volte riesci a vivere momenti speciali anche in condizioni disperate, come quando ti ritrovi a raccontare una barzelletta a una bimba di 10 anni che sta per morire, e allora lei ti fa un sorriso che non dimenticherai mai più".
"Le nostre giornate sono irradiate dal dolore - commenta Barbara Giacon, psicologa clinica all'Istituto nazionale tumori di Milano - Il segreto per una corretta relazione con il malato e la sua famiglia è tenere la giusta misura". E arriva ancora da Gianni il consiglio più prezioso del volontario Doc agli aspiranti colleghi: "Entra in quella stanza con il sorriso e guardali negli occhi, non come bambini ammalati, ma come bambini e basta".
mercoledì 5 dicembre 2012
Salute: crisi riduce anni di vita guadagnati, verso figli meno longevi di padri
Milano, 5 dic. (Adnkronos Salute) - Figli meno longevi dei loro padri. Un rischio concreto che le nuove generazioni corrono per colpa della crisi economica che ha colpito il Vecchio continente, avverte un gruppo di scienziati inglesi della Liverpool University, in uno studio pubblicato sul 'British Medical Journal'. "L'attuale crisi economica nel Regno Unito e nel resto d'Europa - spiega Ben Barr del National Institute of Health - accresce i timori per i possibili effetti sulla salute, specie in alcune fasce di popolazione. E questo studio dimostra che, con il peggiorare dei trend economici nei prossimi 10 anni, molto probabilmente gli anni di vita guadagnati saranno inferiori rispetto al passato". Non solo: "Rispetto al decennio precedente, aumenterà ulteriormente e con maggiore velocità la differenza di aspettativa di vita tra zone ricche e povere".
I ricercatori hanno analizzato l'andamento dell'aspettativa di vita in 324 aree (autorità ) dell'Inghilterra, analizzando anche dati del Centro informazioni del Servizio sanitario nazionale e dell'Ufficio nazionale di statistica. Ebbene, nei 10 anni dal 1998 al 2007, l'aspettativa di vita media è cresciuta di 34 mesi negli uomini (a 78,2 anni) e di 26 mesi nelle donne (a 82,3 anni). Tuttavia, nelle zone più disagiate la vita si è allungata di 2 mesi in meno.
Lo studio ha permesso anche di quantificare gli effetti del boom economico del decennio analizzato: per ogni 1% in meno di disoccupazione, l'aspettativa di vita si allunga di 2,2 mesi per gli uomini e di 1,7 mesi per le donne. Mentre ogni aumento di mille sterline del reddito familiare, si traduce in un guadagno di 1,4 mesi per i maschi e di 1,1 mesi per le femmine. Ora, però, con la crisi la disoccupazione cresce e il reddito cala. Da qui la conclusione degli scienziati: la curva dell'aumento di vita media è destinata ad appiattirsi piano piano e le differenze sociali ad aggravarsi.
Staminali: da ritocchi al seno a rigenerazione ulcere con cellule 'bambine'
Roma, 5 dic. (Adnkronos Salute) - Cellule staminali adulte estratte dal grasso con una sorta di liposuzione e usate per l'aumento del seno o dei glutei, innesti di tessuto adiposo per ricostruire la mammella dopo un tumore, fattori di crescita e cellule 'bambine' per la rigenerazione di ulcere e ferite complesse. Sono solo alcune delle novità al centro del Quarto Convegno internazionale di chirurgia rigenerativa, in programma dal 13 al 15 dicembre a Roma.
"Ulcere cutanee e ferite complesse sono all'origine del 5% della spesa sanitaria. Nuovi trattamenti che accelerino la terapia rappresentano non solo un passo avanti per i pazienti, ma anche per le casse dello stato", spiega Valerio Cervelli, presidente del Convegno e direttore della cattedra di Chirurgia plastica dell'Università di Tor Vergata, in un incontro oggi a Roma per presentare l'evento.
Si tratta di un settore della medicina in fermento, con moltissime applicazioni in vari campi. Quest'anno al convegno l'attenzione sarà focalizzata sulla chirurgia plastica e ricostruttiva. La tre giorni prevede oltre 80 interventi di docenti provenienti da 11 Paesi. Per informazioni sul programma e dettagli sui relatori: www.regenerativesurgery.it.
martedì 4 dicembre 2012
Tv2000: a 'Vade Retro' inchiesta su giocattoli satanici
(ASCA) - Roma, 4 dic - Bambole voodoo, bambole travestite da vampiri, kit per maleficiare l'ex amica del cuore, e giochi satanici. A Natale i regali possono diventare macabri. Padre Gabriele Amorth lancia l'allarme: ''E' un trionfo di satana perche' il Voodoo e' una delle forme peggiori di maleficio diabolico. Il Voodoo e' una magia perche', attraverso Satana, che viene invocato direttamente o indirettamente, si usa per fare del male ad altri. Sono cose orrende, giocattoli pericolosi e lo Stato li dovrebbe impedire''. Un' inchiesta di Vade Retro, in onda venerdi' 7 dicembre alle 22,20, per informare sui rischi di acquisto di giochi e regali che potrebbero banalizzare e ridicolizzare la pratica dei malefici diabolici e l'utilizzo della magia. Inoltre a 'Vade Retro' ci sara' anche la testimonianza di una ragazza oggetto di un rito voodoo che raccontera' le sue incredibili sofferenze per potersene liberare.
Fecondazione: Radicali, 20 deputati contro ricorso Governo legge 40
Roma, 4 dic. (Adnkronos Salute) - Più di 20 deputati hanno sottoscritto una istanza alla Corte europea dei diritti dell'uomo per dichiarare inammissibile il procedimento del Governo italiano 'in difesa della legge 40 sulla Fecondazione assistita. L'Italia, infatti, "il 28 novembre ha presentato ricorso alla sentenza della Corte che si era espressa contro il divieto per le coppie fertili, portatori sani di malattie geneticamente trasmissibili, di accedere alle tecniche di fecondazione in vitro per poter effettuare la diagnosi preimpianto". Lo riferisce la deputata radicale Maria Antonietta Farina Coscioni, presidente onorario della Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.
L'istanza dei deputati, spiega Farina Coscioni, "mira a difendere la sentenza della Cedu e il diritto alla salute dei cittadini italiani, compromessa dalla legge 40 con il divieto di accesso alla fecondazione in vitro per le coppie fertili portatrici di malattie trasmissibili ai figli".
Molti dei firmatari avevano già presentato un 'amicus curiae' (ovvero offerta volontaria di informazioni alla Corte su un aspetti della legge per aiutare nella decisione) nella primavera scorsa per lo stesso caso.
lunedì 3 dicembre 2012
Fecondazione: i paradossi della legge 40 in un libro di Gallo e Lalli
Roma, 3 dic . (Adnkronos Salute) - Un libro che "vuole raccontare l'assurdità di una norma illiberale e, soprattutto, come l'azione di alcune coppie abbia portato all'erosione degli articoli più discriminatori e insensati. Oggi, per merito loro, la legge 40 è meno ingiusta" . Si presenta così 'Il legislatore cieco' (Editori Riuniti, in libreria dal 5 dicembre), il libro firmato a quattro mani da Filomena Gallo - avvocato, presidente di Amica Cicogna e segretario nazionale dell'Associazione Luca Coscioni - e da Chiara Lalli, giornalista esperta di diritti civili.
Un testo dichiaratamente di parte, che percorre l'iter di una legge "che non rispetta i diritti', a partire dal 10 marzo 2004, data dell'entrata in vigore della legge 40. Prosegue poi raccontando, in prima persona, la storia delle aspiranti madri - e quindi delle coppie - che si sono scontrate con i paradossi della normativa e hanno combattuto la loro battaglia: Neris, Ilaria, Novella, J., Camilla. Ogni storia è seguita da una puntuale analisi giuridica curata da Filomena Gallo.
"La legge 40 - recita la presentazione - ha imposto una serie di divieti e restrizioni che hanno escluso molte persone dalla possibilità di ricorrere alla medicina riproduttiva, spingendole alla rassegnazione o all'esilio. I legislatori hanno vietato senza che vi fosse una giustificazione razionale, hanno posto limiti senza considerare il panorama normativo e quello europeo. Da allora sono stati molti i tentativi di demolire una norma tanto ingiusta e coercitiva : dal referendum del 2005 ai ricorsi ai tribunali e alle corti".
venerdì 30 novembre 2012
Salute: Pediatri, per bimbi passa anche attraverso cura ambiente
(ASCA) - Roma, 30 nov - Sono in crescente aumento le malattie respiratorie, le patologie endocrine, i tumori e le malformazioni in eta' pediatrica. Anche se i dati e gli studi sono ancora scarsi e parziali, e' indubbio che una parte di responsabilita' e' sicuramente da attribuire a terreni contaminati, inquinamento dell'aria e delle acque e, soprattutto in alcune regioni, a smaltimento (spesso irregolare) di rifiuti tossici, fattori che hanno contribuito ad un peggioramento delle condizioni naturalistiche del nostro Paese. A puntare il dito contro la scarsa attenzione verso l'emergenza ambientale da parte di Istituzioni e famiglie e' Giuseppe Di Mauro, Presidente della Societa' Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) che ha lanciato in Campania l'interessante iniziativa dei ''pediatri sentinella''. ''Il problema dell'inquinamento ambientale viene sottovalutato o quasi del tutto ignorato dalle famiglie, oltre che da molti pediatri e dalle Istituzioni. I genitori di oggi, sempre piu' anziani e con figli unici, si mostrano premurosi e preoccupati, spesso in modo eccessivo e immotivato, per problemi 'temporanei', come un'influenza o un raffreddore stagionali. Al contrario, sembrano passivi davanti al degrado ambientale che si pone quotidianamente davanti ai loro occhi e che risulta estremamente dannoso per la salute dei loro figli. Per questo motivo, la SIPPS vuole impegnarsi per aumentare la consapevolezza verso il problema, offrendo uno specifico contributo alle Istituzioni competenti per le politiche a favore dell'infanzia, proponendo azioni mirate a tale scopo e partecipando attivamente alle iniziative sul Territorio Nazionale per salvaguardare, per quanto possibile, lo stato di salute dei cittadini e in particolare della popolazione piu' fragile che e' quella pediatrica''. I ''pediatri sentinella'' sono una Rete territoriale di medici dell'infanzia, che ha lo scopo di monitorare le patologie legate all'inquinamento e di sensibilizzare le Istituzioni e le famiglie. Si pone tra i suoi obiettivi, quello di: Monitorare le problematiche ambientali del territorio di competenza, collaborare con i ''Medici per l'Ambiente'' per il rilievo delle patologie connesse con l'inquinamento, soprattutto oncologiche, stringere un'alleanza con le famiglie, le Associazioni, i cittadini; dialogare con le Istituzioni. Spiega il coordinatore, Lorenzo Mariniello, Pediatra di Famiglia e Componente Direttivo Nazionale SIPPS: ''La problematica ambientale, negli ultimi anni, e' divenuta particolarmente critica nella Regione Campania dove si ha la sensazione da parte degli operatori sanitari e in particolare dei Pediatri di un incremento significativo di patologie endocrine, tumorali e malformative. Nonostante la gravita' del problema, manca una corretta valutazione epidemiologica dell'impatto dell'inquinamento sullo stato di salute dei cittadini e in particolare dei bambini e manca l'esatta conoscenza e mappatura delle criticita' ambientali. Il progetto e' partito nella provincia di Caserta, un'area fortemente colpita da tale problema e si pone come modello da estendere ad altre regioni italiane. La Rete Pediatrica e' composta da un rappresentante per ogni Comune della Provincia. red/mpd
Influenza: 55 mila italiani a letto in una settimana, bimbi i piu' colpiti
Milano, 30 nov. (Adnkronos Salute) - L'influenza edizione 2012-2013 mette a letto oltre 50 mila italiani a settimana: 55.700 nell'ultima, contro i 46.800 di quella precedente. Questa la situazione segnalata dai medici sentinella della rete Influnet alla vigilia dell'inizio di dicembre, il mese in cui i virus parainfluenzali 'cugini' lasceranno spazio all'influenza vera e propria e decollerà l'epidemia. Secondo le previsioni degli esperti, anche quest'anno il 'mal d'inverno' inizierà a colpire più duro tra Natale e Capodanno, complici i baci e gli abbracci sotto l'albero.
Nella settimana dal 19 al 25 novembre, monitorata nell'ultimo bollettino Influnet, l'incidenza totale delle sindromi influenzali in Italia è pari a 0,92 casi per mille persone assistite dai medici. Come al solito il bersaglio preferito dai virus sono i bimbi piccoli, con un'incidenza pari a 2,84 casi per mille nella fascia d'età 0-4 anni. Nei ragazzini dai 5 ai 14 anni il dato è pari a 1,11 casi per mille (anch'esso superiore all'incidenza generale), mentre nella fascia 15-64 anni scende a 0,85/mille e tra gli over 65 a 0,38/mille.
"L'incidenza delle sindromi influenzali è al livello di base", recita il bollettino. "L'andamento della curva epidemica è paragonabile a quello delle scorse stagioni influenzali", e dall'inizio della sorveglianza i casi segnalati sono stati complessivamente 228 mila.
Aids: Unicef, nel 2011 330mila bambini contagiati da virus Hiv
(ASCA) - Roma, 30 nov - Circa 330mila bambini sotto i 15 anni sono stati contagiati dal virus dell'Hiv nel 2011, con una riduzione del 24 per cento in soli due anni. La maggior parte di questi contagi prevenibili si sono verificate durante la gravidanza, il parto e l'allattamento al seno. Inoltre quasi il 90 per cento dei bambini contagiati vivono in appena 22 paesi, la maggior parte in Africa sub-sahariana. Lo comunica, in una nota, l'Unicef. Il numero totale di persone che vivono con l'Hiv nel 2011 e' stato stimato di 34 milioni, soprattutto gli effetti della terapia antiretrovirale hanno prolungato la vita di molte persone. ''Semplicemente, e' riprovevole che gli adulti abbiano il doppio delle possibilita' rispetto ai bambini di ricevere le cure di cui hanno bisogno. - ha dichiarato il Direttore generale dell'Unicef, Anthony Lake - Per definizione, per avere una generazione libera dall'Aids e' necessario proteggere i piu' giovani e vulnerabili dai contagi da Hiv''. Nel 2011 si stima che 1,7 milioni di persone sono morte per cause correlate all'Aids, meno rispetto al'1,9 milioni nel 2009. In generale, invece, l' Hiv ha causato piu' di 33 milioni di morti tra il 1990 e il 2011. E' la principale causa di morte e di malattia per le donne in eta' riproduttiva (15-44 anni di eta'). com/