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giovedì 12 giugno 2014

Megan Fox: un idolo per i suoi figli

Megan Fox: un idolo per i suoi figli

Megan Fox vuole sorprendere i suoi figli. Proprio per questo la splendida attrice ha accettato di recitare nei panni di April O’Neil in «Tartarughe Ninja», il film che segna il suo ritorno sul grande schermo dopo ben due anni di silenzio cinematografico.

Nel frattempo la star ha infatti avuto i figli Noah, che ha ora 20 mesi, e Bodhi, nato lo scorso febbraio, insieme al marito Brian Austin Green, e vorrebbe che un giorno i suoi due bambini fossero orgogliosi di lei.

«Ho voluto fare questo film perché da piccola ero una fan delle tartarughe ninja, ma anche perché credo che i miei figli quando lo vedranno esclameranno: “La mamma è April O'Neil!”», ha spiegato la star ad Access Hollywood.

«Anche se in realtà sono sicura che non accadrà, perché qualunque cosa faccia nel mio lavoro per loro sono solo la mamma, e non sarò mai così “cool” ai loro occhi!».

«Spero però che magari quando avranno 25 anni si guarderanno i ndietro e diranno: “È stata una cannonata!”. Se mio padre avesse recitato in “Point Break - Punto di rottura” io avrei sicuramente esclamato: “Fantastico!”».

Di recente Megan ha rivelato di aver sempre avuto un debole per una delle tartarughe ninja, poiché aveva tutte le caratteristiche del suo uomo ideale. La serie televisiva è stata uno dei cartoni animati di culto degli anni Ottanta e seguiva le vicende di Michelangelo, Raffaello, Donatello e Leonado, quattro tartarughe abili nelle arti marziali che combattevano contro la criminalità.

«È stata la mia prima cotta, Michelangelo!».

«Rappresentava tutto quello che più adoro nelle persone. Perché era spontaneo e divertente, un comico mancato! Era sempre pronto a donarti un sorriso indipendentemente dai nemici e dai problemi che doveva affrontare, ed è quello di cui ho bisogno nella vita reale!».

Cover Media

mercoledì 11 giugno 2014

Fecondazione, Movimento per la vita: Eterologa incoraggia abbandono

Roma, 11 giu. (LaPresse) - "Siamo alle solite: si guardano solo gli interessi, i desideri degli adulti e non gli interessi e i diritti dei bambini". Così Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, in merito alle motivazioni della sentenza con cui la Corte costituzionale ha bocciato il divieto alla fecondazione eterologa. "Eppure - dice Casini - la Convenzione universale dei diritti del fanciullo afferma a chiare lettere che in ogni decisione di carattere amministrativo o giudiziario riguardante i minori deve essere data prevalenza all'interesse e ai diritti del bambino".

"Chiediamoci e chiediamo ai giudici - è il pensiero del presidente del Mpv - se il 'meglio' per un figlio sia avere o non avere un padre e una madre certi (sotto ogni profilo: genetico, giuridico e sociale) e se una valutazione su questo 'meglio' possa essere sottratta alla sovranità del popolo che si esprime attraverso la legge adottata dai suoi rappresentanti (nel caso in esame, addirittura confermata con un referendum) ovvero possa essere effettuata da quindici persone sia pur nominati giudici costituzionali".

Secondo il Movimento per la vita, nelle motivazioni della sentenza "non vi è alcun riferimento alla convenzione dei diritti del bambino, ma si fa solo riferimento al fatto che l'adozione ha già introdotto nel nostro ordinamento un criterio di genitorialità diverso da quello genetico". Inoltre, dice Casini "non si è voluto considerare l'evidenza e cioè che l'adozione è un rimedio ad un male: l'abbandono di un minore da parte dei genitori genetici. In questo caso il meglio per il bambino è l'adozione, che non è uno strumento per soddisfare un diritto degli adulti al figlio ma un modo di soddisfare il diritto del minore alla famiglia. Il meglio per il fanciullo sarebbe di non essere abbandonato. Nel caso dell'eterologa, al contrario, l'abbandono del figlio viene istituzionalizzato ed incoraggiato: si genera deliberatamente per abbandonare".

Fecondazione: ministero, a breve percorso per attuare sentenza su eterologa

Milano, 11 giu. (Adnkronos Salute) - b - “A breve il ministero della Salute potrà tracciare il percorso per attuare la sentenza” con cui la Corte Costituzionale ha bocciato il divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge 40, “per quanto di sua competenza, e condividerlo con le istituzioni e i soggetti coinvolti”. Lo annuncia il dicastero in una nota.

“Ora che sono state rese note le motivazioni della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto della fecondazione eterologa - spiega il ministero - stiamo verificando tutti gli aspetti di tipo sanitario nei quali la Consulta non è entrata. Si tratta di questioni che riguardano l’accreditamento dei centri, i criteri di selezione dei donatori, il consenso informato, la definizione di percorsi di fecondazione eterologa garantendo sicurezza, qualità e tracciabilità, e che devono essere approfondite con il rigore necessario”.

Fecondazione assistita, Consulta: il diritto di avere figli è “incoercibile”

“La determinazione di avere o meno un figlio, anche per la coppia assolutamente sterile o infertile, concernendo la sfera più intima ed intangibile della persona umana, non può che essere incoercibile, qualora non vulneri altri valori costituzionali, e ciò anche quando sia esercitata mediante la scelta di ricorrere a questo scopo alla tecnica di PMA di tipo eterologo, perché anch’essa attiene a questa sfera”. È quanto ha scritto la Corte Costituzionale nella sentenza 162/2014 con la quale sono state pubblicate le motivazioni della bocciatura, lo scorso aprile, del divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge 40. Ad aprile infatti la Corte Costituzionale avev a dichiarato l’illegittimità della norma della legge 40 che vieta il ricorso a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta. [1]

La Corte Costituzionale ricorda nella sentenza che il divieto di eterologa è stato introdotto proprio dalle legge 40, mentre in precedenza l’applicazione delle tecniche di fecondazione eterologa era lecita e ammessa. Il divieto, rileva la Consulta, “impedendo alla coppia destinataria della legge n. 40 del 2004, ma assolutamente sterile o infertile, di utilizzare la tecnica di PMA eterologa, è privo di adeguato fondamento costituzionale. Deve anzitutto essere ribadito che la scelta di tale coppia di diventare genitori e di formare una famiglia che abbia anche dei figli costituisce espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi, libertà che, come questa Corte ha affermato, sia pure ad altri fini ed in un ambito diverso, è riconducibile agli artt. 2, 3 e 31 Cost., poiché concerne la sfera privata e familiare”.

“La determinazione di avere o meno un figlio, anche per la coppia assolutamente sterile o infertile, concernendo la sfera più intima ed intangibile della persona umana, non può che essere incoercibile, qualora non vulneri altri valori costituzionali, e ciò anche quando sia esercitata mediante la scelta di ricorrere a questo scopo alla tecnica di PMA di tipo eterologo, perché anch’essa attiene a questa sfera”, scrive in uno dei principali passaggi della sentenza la Corte Costituzionale, dalla quale arriva anche un’importante pronuncia che riguarda le conseguenze delle differenze economiche fra chi può permettersi di recarsi all’estero per effettuare una fecondazione eterologa e chi invece non ha i mezzi per farlo.

Scrive infatti la Consulta: “La regolamentazione degli effetti della PMA di tipo eterologo praticata al di fuori del nostro Paese, benché sia correttamente ispirata allo scopo di offrire la dovuta tutela al nato, pone, infine, in evidenza un ulteriore elemento di irrazionalità della censurata disciplina. Questa realizza, infatti, un ingiustificato, diverso trattamento delle coppie affette dalla più grave patologia, in base alla capacità economica delle stesse, che assurge intollerabilmente a requisito dell’esercizio di un diritto fondamentale, negato solo a quelle prive delle risorse finanziarie necessarie per potere fare ricorso a tale tecnica recandosi in altri Paesi. Ed è questo non un mero inconveniente di fatto, bensì il diretto effetto delle disposizioni in esame, conseguente ad un bilanciamento degli interessi manifestamente irragionevole”.

Come affermano dall’Associazione Luca Coscioni gli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini, legali della coppia che si è rivolta al tribunale di Firenze, “il divieto per le coppie sterili di ricorrere all'eterologa influisce sulla scelta della coppia di formare una famiglia e avere dei figli, espressione questa fondamentale che si basa sulla libertà all'autodeterminazione, come affermato dalla stessa Corte: 'Posta questa premessa, opportuna al fine della contestualizzazione del divieto in esame, occorre constatare che esso, impedendo alla coppia destinataria della legge n. 40 del 2004,  ma assolutamente sterile o infertile, di utilizzare la tecnica di PMA eterologa, è privo di adeguato fondamento costituzionale. Deve anzitutto essere ribadito che la scelta di tale coppia di diventare genitori e di formare una famiglia che abbia anche dei figli costituisce espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi, libertà che, come questa Corte ha affermato, sia pure ad altri fini ed in un ambito diverso, è riconducibile agli artt. 2, 3 e 31 Cost., poiché concerne la sfera privata e familiare": ciò è riconducibile agli articoli 2,3,31 che riguardano la sfera privata e familiare'".

Soddisfazione arriva anche da Maria Paola Costantini, avvocanto referente nazionale per la PMA di Cittadinanzattiva, dalla professoressa Marilisa D'Amico, ordinario di Diritto costituzionale all'università Statale di Milano e dall'avvocato Massimo Clara, difensori delle coppie di Milano e Catania davanti alla Corte Costituzionale, che affermano: "La Corte Costituzionale ha confermato l'impostazione dei ricorsi e poi quanto abbiamo ribadito all'udienza dell'8 aprile scorso: non sussiste alcun vuoto normativo e la richiesta delle coppie è assolutamente legittima perché in violazione di libertà fondamentali quali quello a decidere della propria esistenza e sul proprio progetto genitoriale. E inoltre, il divieto è in violazione del principio di uguaglianza per la grave discriminazione economica che ha prodotto e avrebbe continuato a determinare. Considerato che la sentenza ha efficacia immediata - affermano i difensori delle copp ie - si dovrà dare puntuale applicazione e senza ritardi. Speriamo che nessuno confonda le acque, producendo inevitabilmente un danno per le coppie".

Il Ministero della Salute sostiene che verificherà gli aspetti di tipo sanitario. Si legge in una nota: “Ora che sono state rese note le motivazioni della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto della fecondazione eterologa, stiamo verificando tutti gli aspetti di tipo sanitario nei quali la Consulta non è entrata. Si tratta di questioni che riguardano l’accreditamento dei centri, i criteri di selezione dei donatori, il consenso informato, la definizione di percorsi di fecondazione eterologa garantendo sicurezza, qualità e tracciabilità, e che devono essere approfondite con il rigore necessario. A breve il Ministero potrà tracciare il percorso per attuare la sentenza, per quanto di sua competenza, e condividerlo con le istituzioni e i soggetti coinvolti”.

martedì 10 giugno 2014

Fecondazione, Consulta: Diritto ad avere figli è incoercibile

Roma, 10 giu. (LaPresse) - La scelta di avere figli da parte di una coppia sterile o infertile "costituisce espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi" e, riguardando "la sfera più intima ed intangibile della persona umana, non può che essere incoercibile, qualora non vulneri altri valori costituzionali, e ciò anche quando sia esercitata mediante la scelta di ricorrere a questo scopo alla tecnica di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, perché anch'essa attiene a questa sfera". E' quanto scrive la Corte costituzionale nelle motivazioni - depositate oggi - relative alla decisione dello scorso 9 aprile con cui aveva dichiarato incostituzionale il divieto alla fecondazione eterologa.

La Costituzione, precisa la Consulta, non presenta "una nozione di famiglia inscindibilmente correlata alla presenza di figli", ma allo stesso tempo l'ordinamento giuridico italiano considera "favorevolmente" il progetto di formazione di una famiglia "caratterizzata dalla presenza di figli, anche indipendentemente dal dato genetico", in applicazione "di principi costituzionali, come dimostra la regolamentazione dell'istituto dell'adozione". Quindi, scrivono i giudici della Corte costituzionale, è "evidente" che "il dato della provenienza genetica non costituisce un imprescindibile requisito della famiglia stessa".

Nel documento, inoltre, la Consulta fa riferimento al diritto alla salute, garantito dalla Costituzione, e considerato non soltanto uno stato di benessere fisico, ma anche psichico. Ecco allora che "l'impossibilità di formare una famiglia con figli insieme al proprio partner - scrive la Corte - mediante il ricorso alla Pma di tipo eterologo", può "incidere negativamente, in misura anche rilevante, sulla salute della coppia".

Non si tratta, si legge nelle motivazioni, "di soggettivizzare la nozione di salute, né di assecondare il desiderio di autocompiacimento dei componenti di una coppia, piegando la tecnica a fini consumistici", ma di tenere conto che la nozione di patologia, anche psichica, "la sua incidenza sul diritto alla salute e l'esistenza di pratiche terapeutiche idonee a tutelarlo vanno accertate alla luce delle valutazioni riservate alla scienza medica, ferma la necessità di verificare che la relativa scelta non si ponga in contrasto con interessi di pari rango". Un intervento sul merito delle scelte terapeutiche, in relazione alla loro appropriatezza, "non può nascere" quindi "da valutazioni di pura discrezionalità politica del legislatore", ma deve tenere conto anche "degli indirizzi fondati sulla verifica dello stato delle conoscenze scientifiche e delle evidenze sperimentali acquisite, tramite istituzioni e organismi a ciò deputati".

Don Matteo ha una moglie e due figli... nella versione russa della popolare serie tv

(AdnKronos) - Sono terminate da poco le riprese di ‘Padre Mateusz’, versione russa della popolare serie tv Don Matteo, che è attesa come una della principali novità della prossima stagione televisiva russa. La maggiore curiosità riguarda il protagonista (interpretato da Vladimir Kolganov) che è sposato e ha due figli, come è lecito per ogni pope appartenente alla Chiesa ortodossa.

La moglie in questione è Madre Valentina (Victoria Adelfina) e sostituisce il personaggio della perpetua Natalina. Con l’originale LuxVide c’è qualche differenza anche nella struttura narrativa. I russi privilegiano la detection e il melò rispetto alle parti di commedia. Queste modifiche sono consuetudine ogni volta che un format di serie venga acquistato all’estero in modo da adattare le sceneggiature alla cultura e alle tradizioni di un paese. Il set è nella città di Suzdal, che con i suoi cinque monasteri diventati patrimonio dell’Unesco conserva tutta la magia della vecchia Russia . La città è infatti una delle principali mète del turismo religioso del paese.

Secondo i produttori russi, nella televisione del loro paese in passato sarebbe stato impensabile un religioso come protagonista. Questa è la conferma di una diffusa ricerca di spiritualità fra le nuove generazioni dopo il crollo del comunismo. A tal proposito i produttori LuxVide Matilde e Luca Bernabei commentano: “Il Papa nel suo recente viaggio a Gerusalemme ha aperto al dialogo fra cattolici e ortodossi e don Matteo prosegue sul cammino tracciato da Papa Francesco”. I fratelli Bernabei aggiungono con orgoglio: “Il successo internazionale di ’Don Matteo’ dimostra, inoltre, che i buoni prodotti italiani possono girare il mondo e ora anche in Russia arriverà il messaggio positivo del parroco interpretato da Terence Hill”.

La LuxVide ha una lunga storia di rapporto con la Russia, iniziata con la coproduzione insieme a Canal Rossia di ‘Guerra e Pace’ fino al recente successo.

Kim Kardashian: tutor francese per la figlia

Kim Kardashian: tutor francese per la figlia

A casa Kardashian c’è un tutor francese. L’insegnante è stato scritturato direttamente da Kanye West e compagna, decisi ad impartire la migliore educazione possibile alla figlia North, che compirà un anno il prossimo 15 giugno.

Diverse le regole imprescindibili imposte dalla coppia, tra le quali campeggia quella che «un membro della famiglia deve farsi trovare a casa quando arriva il tutor».

«Kanye diventa furioso se qualcuno non riceve l’insegnante tre volte a settimana. Vuole che North impari il francese alla perfezione poiché ha intenzione di trascorrere in Francia quanto più tempo possibile».

Sembra che le due celebrity abbiano stilato personalmente un rigido regolamento e monitorino gli sviluppi della bambina via iPhone grazie ad alcune app. Inoltre i collaboratori sono tenuti ad informare la coppia in tempo reale sulle attività che coinvolgono North, incluse le sessioni di esercizio fisico.

«Le ninnenanne per Nor th prevedono una playlist con le canzoni di Sam Cooke, Duke Ellington ed Etta James, più alcuni brani di Beyoncé e Whitney Houston. Anche il guardaroba della bambina è molto curato. Le scarpe sono abbinate ai vestiti e non è permesso sgarrare rispetto agli outfit approvati».

Quando Kim è fuori per lavoro chiama la bambina via Skype ogni 15 minuti e secondo i bene informati durante la luna di miele in Irlanda, la socialite e il rapper hanno ulteriormente rimpinguato le regole per il personale di servizio.

A breve i due hanno intenzione di concedersi un altro break di lusso, questa volta nell’isola di Calivigny in Grenada per la modica cifra di 20mila euro.

«Affittare l’intera isola per una settimana può sembrare assurdo, ma questo è niente per Kanye, che farà sorvegliare il perimetro 24 ore al giorno».

Cover Media

lunedì 9 giugno 2014

Shoah, a Roma bimbi in scena con la favola di ‘Ago e Spilla’

(AdnKronos) - Bambini in scena a Roma per ricordare la Shoah con la favola di Ago e Spilla e del loro amore sbocciato in una animata merceria. Tratto dalla Graphic Novel ‘L’Amore di Ago e Spilla’ di Paolo Valentini per Matisklo Edizioni, ideato e realizzato da PAASC â€" Piccola Accademia di arti e Sviluppo della Creatività, lo spettacolo andrà in scena al Teatro Arcobaleno mercoledì 11 giugno con il Patrocinio della Fondazione Museo della Shoah e dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania.

In concomitanza del 4 anniversario della nascita della Piccola accademia di Arti e Sviluppo della Creatività e della pubblicazione della Graphic Novel di Paolo Valentini, bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni, allievi dei corsi annuali di teatro, danza, canto e pittura, mettono in scena un momento storico che ha segnato in modo profondo e indelebile l’intera umanità.

Raccontata come una favola, all’interno di una coloratissima merceria si animano aghi, spille, fili, bottoni, forbici e stoffe; una metafora che desidera trasmettere quanto sia indispensabile accettare la diversità ed essere consapevoli che l’altro, qualunque sia la sua storia e la sua provenienza, sia fondamentale per creare armonia e completezza nella società in cui viviamo.

‘’In un momento storico di grandi tensioni e difficoltà siamo certi che il messaggio di Ago e Spilla - si legge in una nota dell’Associazione Paasc - possa rappresentare un segnale di speranza e di fiducia per tutti ma in particolare per i bambini che si affacciano alla vita dei grandi! Grazie alla collaborazione con la LUISS Creative Business Center, PAASC ha offerto ai ragazzi un confronto con gli studenti del Master che hanno contribuito a parte della realizzazione dello spettacolo’’.

‘’L’Amore di Ago e Spilla - si legge ancora - rappresenta la prima realizzazione teatrale del testo originario di Paolo Valentini con l’obiettivo di replica a lungo termine nell’ambito delle future celebrazioni in memoria della Shoah. La Direzione e lo Staff di PAASC esprimono, infine, profonda gratitudine al Presidente della Fondazione Museo della Shoah, Leone Paserman, che ha condiviso e apprezzato il progetto con grande entusiasmo’’.

Alessia Marcuzzi: la figlia pronta per un talent show

Alessia Marcuzzi: la figlia pronta per un talent show

Alessia Marcuzzi non ha nulla contro i talent show. La conduttrice del Grande Fratello , reduce dalla 13esima edizione del programma, sarebbe disposta a mandare sua figlia Mia in TV.

«Non la ostacolerei. Credo che i talent show siano un'ottima palestra per chi ha talento», ha spiegato a Tgcom24.

«Penso a Noemi, Marco Mengoni, Emma Marrone ed Alessandra Amoroso, personaggi che oggi sono certezze della musica italiana».

La piccolina mostra in effetti già alcune doti canore, che potrebbero amplificarsi con il tempo.

«(Che Mia canta bene, ndr) è verissimo. Vedessi quanto le piace… non smette mai!», ha aggiunto la star incalzata dal suo intervistatore.

E per rimanere in tema musicale, la Marcuzzi si prepara a presentare la seconda edizione del Music Summer Festival, una kermesse tutta italiana che si terrà a Piazza del Popolo a Roma e verrà inoltre tra smessa su Canale 5.

Cover Media

Elisabetta Canalis: jogging in gravidanza, è polemica

Elisabetta Canalis: jogging in gravidanza, è polemica

Elisabetta Canalis non può rilassarsi nemmeno per un istante. A poche settimane dall’annuncio della sua gravidanza, vero e proprio tormentone mediatico sulle riviste e sul web, la splendida sarda è finita di nuovo nel mirino dei gossip a causa di una foto pubblicata su Instagram.

Nell’immagine, la showgirl si immortala mentre fa jogging nella natura, lasciandosi andare anche a degli atletici salti. Immediate le polemiche dei suoi follower, secondo i quali certi sforzi andrebbero evitati da una mamma in dolce attesa.

«A volte si tiene di più al proprio fisico che a cose più importanti come una gravidanza», commenta qualcuno con freddezza.

«Che poi nei primi tre o quattro mesi bisogna stare molto attente a non fare sforzi pesanti…».

Per il momento la Canalis sembra aver deciso di perseguire la strategia del silenzio e di non rispondere ai suoi detrattori. Quel che è certo è che - come già notato da Verissimo - la star ha già compiuto uno sforzo non indifferente nell’accantonare il krav maga (disciplina di combattimento di origine israeliana a cui la 35enne era solita dedicarsi, ndr) e le sigarette, proprio in virtù del piccolino che porta in grembo.

Cover Media